Half season The Mentalist - Stagione 1

Un detective anticonformista per una nuova serie poliziesca

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Prima negli ascolti

Per il secondo anno consecutivo il pubblico statunitense ha riservato un'accoglienza piuttosto fredda ai nuovi serial partiti questo autunno. Basti pensare che delle novità di quest'anno solo poche serie hanno finora ottenuto l'estensione per la stagione completa e non sempre perchè premiate dagli ascolti. Tra queste, The Mentalist, si è guadagnata il rinnovo sul campo, grazie al primato di "share" tra le serie esordienti. Giunta a metà stagione, scopriamo quindi cosa offre di nuovo l'ennesima serie poliziesca targata CBS.

Un detective "sensitivo"...

Patrick Jane è un consulente della polizia di LA, che grazie alle sue stupefacenti doti di osservatore riesce a risolvere casi apparentemente insolubili. In passato questo suo dono gli ha regalato fama e successo, grazie ad una carriera da finto sensitivo, ma anche dolore. Durante un suo show televisiovo, Patrick decide di provocare un noto serial killer (chiamato dalla polizia Red John) che per tutta risposta gli uccide moglie e figlio. Il tragico evento lo porterà a rinnegare la sua attività, per dedicarsi anima e corpo alla ricerca dell'assassino.

La struttura del telefilm è di stampo classico: poliziesco a episodi autoconclusivi con una vicenda di fondo a legare alcune puntate. Niente di nuovo insomma. A cosa deve quindi il suo successo The Mentalist? Buona parte del merito va ai responsabili del palinsesto della CBS: la serie si inserisce a meraviglia nella tradizione della rete, rivolgendosi allo stesso target di pubblico che ha decretato il successo di serie come CSI, NCIS e Cold Case. Presenta inoltre un protagonista molto carismatico, che, lasciatosi alle spalle un passato da truffatore, decide di intraprendere una strada di redenzione per placare il proprio senso di colpa e ricostruire la sua vita su quei valori, “politicamente corretti”, che aveva abbandonato in nome del successo. The Mentalist attinge a piene mani da altri prodotti del genere; in particolare non si può fare a meno di constatare la somiglianza con la serie Psych, in onda da tre anni sul canale via cavo USA Network, da cui riprende il medesimo concept, rovesciando il tono da comico a drammatico ma mantenendo il carattere eccentrico e inusuale del protagonista. Uno dei marchi di fabbrica del serial è proprio la vena anticonformista che permea i modi di fare di Patrick; questi non esiterà a mettere in piedi abili tranelli e intricati sotterfugi per smascherare i colpevoli. Questi atteggiamenti producono, in alcuni casi, forzature necessarie a portare avanti il motore narrativo di alcuni episodi; in particolare il ricorso all'ipnosi (che Patrick maneggia con disinvoltura) viene usato spesso come espediente per uscire da una situazione di stallo, a discapito del realismo e della credibilità di alcune scene.
Buono spazio viene inoltre dedicato alle dinamiche interne alla squadra investigativa a cui Patrick si appoggia, i cui membri sono anch'essi ben caratterizzati con buona alternanza di personaggi ironici o dal carattere più serioso.


La qualità complessiva delle interpretazioni appare dunque più che sufficiente ma anche in questo caso gran parte del merito va a Simon Baker (Patrick Jane) capace di calarsi con grande efficacia in ogni interazione con gli altri membri della squadra. Molto suggestive le ambientazioni, in particolare gli esterni.

The Mentalist - Stagione 1 Pur inserendosi in un ormai consolidato schema, di cui non riesce ad evitarne i difetti, The Mentalist riesce a giocarsi bene le sue carte. Ad un protagonista dall'indubbio carisma affianca una vicenda di fondo che, pur essendo un mero pretesto per legare gli episodi, incuriosisce lo spettatore. Il rischio più grosso è che, visto il buon successo ottenuto dal serial, per conoscere l'identità del cattivone di turno dovremo aspettare qualche anno. Sicuramente consigliato agli amanti del genere.

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