The Walking Dead 7x08: Ribellione in arrivo

La serie si congeda per un paio di mesi con un altro episodio inevitabilmente esteso, problematico e frustrante.

half season The Walking Dead 7x08: Ribellione in arrivo
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Eccoci arrivati al solito punto: il finale midseason, quell'elemento arbitrario - da che mondo è mondo c'è sempre stata una breve interruzione durante il periodo natalizio - che le serie di genere hanno trasformato in stratagemma per tenere in ansia lo spettatore fino al ritorno dello show nei palinsesti. Una strategia particolarmente irritante nel caso di The Walking Dead, affetto da problemi di scrittura anche senza creare un cliffhanger artificioso tra le due metà della stagione. Un cliffhanger che, tra l'altro, arriva al termine dell'ennesimo episodio extralarge, un'altra caratteristica che comincia a generare frustrazione poiché, soprattutto negli ultimi mesi, la durata aggiuntiva sembra essere stata inserita quasi del tutto a caso, solo per ricordarci che The Walking Dead può permetterselo. E adesso non ci resta che aspettare febbraio, per vedere se saranno mantenute le promesse di questa puntata.

Tutti insieme appassionatamente

Ormai è ufficiale: Negan non funziona più come antagonista. Senza nulla togliere a Jeffrey Dean Morgan, bravo come sempre, la progressiva trasformazione del personaggio in antieroe gli sta togliendo quell'aura minacciosa che lo dovrebbe contraddistinguere. Nella fattispecie, l'uccisione di altri due abitanti di Alexandria dovrebbe essere un momento sconvolgente, a pari merito con la doppia tragedia nella premiere della stagione, ma non ha per nulla lo stesso effetto, trattandosi di due personaggi di cui allo spettatore importa ben poco (anzi, uno di questi rientra nella categoria "se morisse non mancherebbe a nessuno"). In altre parole, Negan ha sostanzialmente fatto un favore al pubblico, ma non nel senso che uno si aspetterebbe, e ciò è sintomatico della difficoltà di utilizzare un personaggio non banale in una serie che sembra aver rinunciato alle ambizioni dei primi anni. Questo rende ancora più potenzialmente pericoloso l'avvio a lungo atteso della storyline sulla ribellione, che combinerà le diverse derive narrative degli episodi più recenti (Rick, Daryl, Carol e Morgan, Maggie). Sarà sufficiente per aggiustare il tiro, sapendo che difficilmente i protagonisti appena citati tireranno le cuoia in un futuro immediato (forse, al limite, verrà eliminato Carl, anche per evitare che Chandler Riggs invecchi troppo rispetto alla progressione cronologica dello show)? Appuntamento al 13 febbraio per scoprirlo, ma non possiamo non ricordare il titolo che abbiamo dato alla nostra recensione del primo episodio di questa annata: la speranza è la prima a morire...