Intervista 12 Monkeys - Aaron Stanford e Amanda Schull

I due protagonisti della versione televisiva del film sci-fi L'esercito delle 12 scimmie, raccontano qualche curiosità sulla serie e sui personaggi del serial, in attesa della già annunciata seconda stagione

intervista 12 Monkeys - Aaron Stanford e Amanda Schull
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Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Disinvolti, impertinenti, divertenti: Amanda Schull e Aaron Stanford sono la coppia d'oro di 12 Monkeys e dominano con classe e simpatia il red carpet del Festival della TV di Monte-Carlo. In attesa di vedere sul piccolo schermo l'adattamento della pellicola di Terry Gilliam, L'esercito delle 12 scimmie, i due svelano retroscena e timori di una storia futuristica e mozzafiato. Lui interpreta James Cole, eroe dell'anno 2043, pronto a tutto per salvare il mondo da una pandemia. Lei dà il volto a Cassandra Railly, una virologa capace di aiutarlo, suo malgrado, nella sua missione. Insieme sfidano le sorti dell'umanità e lo raccontano, con trasporto e sarcasmo, di nuovo protagonisti in tv. Ritroviamo Stanford "a puntate" dopo Nikita, dopo averlo ammirato come mutante al cinema, mentre la Schull, che nella serie ha preso parte ad un episodio, continua a comparire in Suits, dove collabora, in tacchi a spillo e tailleur, con Louis Litt, uno dei soci dello studio legale più potente della Grande Mela. Di solito le attribuiscono ruoli da cattiva recidiva (vedi One Tree Hill) ma stavolta sembra sia arrivata la sua grande occasione...

Dalla finzione alla realtà, tra curiosità e riflessioni

In una situazione apocalittica come quella che coinvolge i vostri personaggi sareste coraggiosi come loro?
Amanda Schull: Ehm, diciamo proprio che non sarei impavida affatto...
Aaron Stanford: Permettimi di smentirmi, se qui c'è un'eroina direi che sei tu. Comunque, scherzi a parte, chi può dire come si reagirebbe in una situazione tanto al limite? Nessuno può immaginare quale reazione avrebbe.

Quali sono le vostre abilità maggiori?
Amanda Schull: Non sono tagliata per un mondo apocalittico, lo ammetto...
Aaron Stanford: Io invece mi diverto ad immaginare come sopravviverei ad una simile pandemia.

Vi spaventa uno scenario simile? Vi sembra realistico?
Aaron Stanford: Abbiamo molto di cui preoccuparci in questo nostro mondo. Abbiamo vissuto l'olocausto, le minacce nucleari, il surriscaldamento globale e persino una pandemia si può verificare, esistono tante situazioni che possono andare storte e sfuggirci di mano.

Che atteggiamento avete nei confronti della vita?
Amanda Schull: Sono molto emotiva e persino pensare all'estinzione degli scimpanzé mi fa salire le lacrime agli occhi, ma non mi definisco un'ottimista al 100%.
Aaron Stanford: Io, invece, sono più realistica, con i piedi per terra.

Cosa, invece, vi mette di buonumore?
Amanda Schull: Visto che non abbiamo figli, direi che sono i miei cagnolini a rendermi tanto felice.
Aaron Stanford: Concordo, sono come antidepressivi quotidiani.

Amanda, Il ritmo del successo, in cui hai recitato con Zoe Saldana, è stato inserito nella top ten dei film sulla danza migliori di tutti i tempi. Pensi mai a come sarebbe riprendere quella parte per un sequel?
Amanda Schull: Che bella notizia! Non lo sapevo ma ne sono davvero orgogliosa... Per quel che riguarda invece il sequel potenziale... dubito riuscirei ad entrare nel tutù, magari potrei fare l'istruttrice di danza, invece, perché no?

Aaron, i mutanti al cinema vanno ancora fortissimo. Torneresti tra gli X-Men?
Aaron Stanford: Assolutamente! È stata un'esperienza pazzesca e se fosse possibile mi piacerebbe tornare ad essere mutante...

In 12 monkeys i sopravvissuti sembrano degli eroi. Chi sono stati i vostri?
Aaron Stanford: I miei insegnanti: a loro devo davvero tantissimo.
Amanda Schull: Mi piace che la fiction educhi in qualche modo il pubblico, insegni i confini e i limiti della condizione umana. Io stessa imparo tanto dal set.

Secondo voi il tema del telefilm è la speranza o la paura?
Amanda Schull: Decisamente la speranza.
Aaron Stanford: Non lasciatevi ingannare dai toni dark, il modo con cui i protagonisti si relazionano alla catastrofe è meraviglioso da guardare e infonde speranza.

Hollywood a volte può sembrare più folle di un Apocalisse...
Amanda Schull: Hollywood è un posto strano in cui vivere, anche lì ti devi attrezzare per la sopravvivenza e accettare un prezzo, quello di ritrovarti un po' scollata dalla realtà.
Aaron Stanford: Io sono cresciuta in una cittadina piuttosto peculiare, per non dire strana, eppure nessun abitante di Los Angeles pensa che sia un luogo folle...

Prima di salutarvi, una curiosità... anzi due: ci confessate una cosa in cui ve la cavate piuttosto bene e una, invece, in cui siete scarsi?
Amanda Schull: Sono pessima in matematica ma bravissima ai fornelli, me la cavo bene con le ricette italiane, dagli spaghetti al risotto alle lasagne.
Aaron Stanford: Non ho granchè orecchio musicale, sono pessimo al piano e non penso potrei mai darmi al musical ma in compenso sono un bravissimo ascoltatore. So compensare, no?