Downton Abbey: l'intervista a Mrs Hughes e Andy Parker

In occasione dell'uscita del cofanetto natalizio di Downton Abbey, abbiamo incontrato Phyllis Logan (Mrs Hughes) e Michael Fox (Andrew Parker).

intervista Downton Abbey: l'intervista a Mrs Hughes e Andy Parker
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Downton Abbey è giunta alla sua conclusione ormai un anno fa, eppure continua a far parlare di sé e i fan sono ancora molto affezionati alla serie britannica in costume più premiata di sempre. Entrata nel Guinness dei Primati nel 2011 come show dell'anno più acclamato dalla critica e poi confermata come serie non americana con più nomination nella storia degli Emmy, Downton Abbey si è distinta per il suo cast eccezionale, la scrittura di grande qualità e la tanto acclamata accuratezza storica. In occasione dell'uscita dei dvd della sesta e ultima stagione e del cofanetto natalizio della serie completa (con numerosi contenuti speciali, oltre a un booklet di dodici pagine e tovaglietta con logo), per la prima volta due attori di Downton Abbey sono venuti in Italia per incontrare i fan alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano. Lunedì abbiamo incontrato Phyllis Logan (Mrs Hughes, la capogovernante) e Michael Fox (Andrew Parker, cameriere) in occasione dell'evento. Allegri, chiacchieroni e ironici: così si sono presentati in conferenza stampa e poi durante l'intervista che hanno concesso ai microfoni di Everyeye e che trovate in fondo alla pagina.


L'ultimo giorno sul set e la possibilità di un film

Durante la conferenza stampa i due attori hanno rievocato il loro ultimo giorno sul set, quando hanno girato la scena della festa di Capodanno e hanno cantato "Auld Lang Syne" come da tradizione. Fox ha detto che la Logan ha pianto un po' troppo, e l'attrice ha raccontato: "In realtà io mi sono commossa per il discorso di Jim Carter (Mr Carson), quando ha ringraziato tutta la crew e la troupe. Erano tutti tristi quanto noi attori perché era la fine di tutto. E dopo essermi tolta la parrucca io, Sophie McShira (Daisy) e Lesley Nicol (Mrs Patmore) ci siamo ritrovate a singhiozzare l'una sulla spalla dell'altra. E per venti minuti non ho smesso di piangere." In realtà non sappiamo ancora se l'episodio finale abbia davvero segnato la conclusione di Downton Abbey. Si parla spesso di un potenziale lungometraggio e i fan ci sperano molto. "Non ne sappiamo nulla," ha detto Fox. "Il cast è enorme e ognuno ha i suoi impegni, quindi nel caso di un film non so bene se e come riusciremmo tutti a farne parte. Non ci resta che aspettare e vedere, noi per il momento siamo all'oscuro tanto quanto voi."

Le ragioni del successo: la sceneggiatura brillante

"Julian Fellowes aveva già vinto un Oscar alla miglior sceneggiatura per Gosford Park, quindi sapevo che aveva delle grandissime qualità come scrittore," ha detto la Logan. "Quando ho letto sceneggiatura dei primi tre episodi mi sono subito resa conto che era il miglior copione che io avessi letto da moltissimo tempo. E mi aspettavo che avrebbe riscosso un moderato successo, considerando la sceneggiatura di Fellowes e la presenza di attori del calibro di Maggie Smith e Hugh Bonneville. Ma non mi sarei mai immaginata un fenomeno del genere." Fox ha aggiunto: "Per me è diverso, perché sono salito a bordo quando ormai la nave era già in navigazione da anni e la serie era già di enorme successo. Fellowes lavora in un modo particolare, sviluppando la storia in corso d'opera, quindi quando ho scoperto che il mio personaggio era analfabeta sono rimasto sconvolto, perché mai mi sarei immaginato uno sviluppo di questo tipo. È uno sceneggiatore straordinario."

Le ragioni del successo: l'accuratezza storica

Accanto alla sceneggiatura, non si può non citare l'incredibile accuratezza storica tra i motivi che hanno portato al successo Downton Abbey. Il cast ha potuto contare sul supporto dello storico ed esperto di costume Alastair Bruce. "Prima ancora di fare il provino ho cominciato a documentarmi sulla classe lavoratrice di quegli anni, ma l'aiuto decisivo me l'ha dato Bruce," ha spiegato Fox in conferenza stampa. "Mi ha aiutato a sbarazzarmi di tutti quei preconcetti che avevo in mente. Ad esempio, io non mi ero reso conto che, per un giovane dell'epoca, l'opportunità di fare il servitore fosse qualcosa di cui andare orgogliosi. Veniva considerata una fortuna perché si apriva una carriera che poteva durare anni e anni, permettendo ad Andrew di fare carriera nello staff dei domestici di una casa aristocratica fino a diventare l'equivalente del signor Carson. O ancora, la ciocca di capelli che Daisy regala a Andrew: per me era un po' ripugnante, e invece era una cosa di uso comune. Bruce mi ha aiutato ad accantonare la mia mentalità moderna." Ha concluso: "Quando Bruce non c'era, la sua assenza sul set si notava, avevamo davvero bisogno di lui." La Logan conferma di essersi del tutto affidata alla guida di Bruce per poter interpretare al meglio il suo personaggio: "Lo chiamavamo l'Oracolo, e di fatto mi ha accompagnato nel programma quotidiano di Mrs Hughes, spiegandomi come si svolgessero le sue giornate dall'inizio alla fine. Quello è stato davvero utile." Riflettendo sulla condizione dei domestici di quel tempo, ha aggiunto: " Ho letto un libro sulla vita della servitù, e devo dire che noi abbiamo avuto molta fortuna nell'avere un lord gentile come Robert, perché c'erano invece famiglie che trattavano lo staff dei piani bassi in modo orribile."