Intervista Star Wars Rebels - Dave Filoni

Il produttore esecutivo della serie animata Star Wars Rebels, Dave Filoni, rivela qualche anticipazione e curiosità sulla seconda stagione che prenderà il via sugli schermi di Disney XD il 12 ottobre

intervista Star Wars Rebels - Dave Filoni
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Prenderà il via il 12 ottobre, con un episodio speciale della durata di 45 minuti, la seconda stagione di Star Wars Rebels, la serie animata trasmessa da Disney XD che racconta la storia del gruppo di ribelli che, viaggiando a bordo della nave stellare Spettro, vive avventure entusiasmanti e affronta la terribile minaccia rappresentata dall'Impero. Nelle puntate inedite ci saranno anche nuovi importanti arrivi, come quelli di Darth Vader e Ahsoka Tano, oltre a mostrare il debutto dell'attrice Sarah Michelle Gellar nel ruolo di una pericolosa Inquisitrice alla ricerca dei ribelli.

Dave Filoni, produttore esecutivo di Rebels, ha rivelato a SerialEye tante curiosità e anticipazioni sugli episodi in arrivo sugli schermi italiani, sui personaggi e sulla creazione della storia ambientata tra il terzo e il quarto episodio della saga di Guerre stellari.

Il coinvolgimento di Sarah Michelle Gellar

Senza rivelare troppi spoiler, cosa puoi anticipare della seconda stagione?
Per quanto riguarda la trama, si affronta il potere in crescita del lato oscuro della Forza e come si possa combatterlo, come i ribelli possano affrontarlo, trovare nuovi alleati, sopravvivere a questo Impero sempre più minaccioso. Abbiamo mostrato il passato dei personaggi, per capire da dove provengono, cosa stanno cercando di fare e le loro motivazioni. Sarà inoltre una stagione che dimostra come sia migliorata la qualità della scrittura e quella tecnica rispetto alla prima: è stata costruita sugli episodi precedenti, permettendo di approfondire i rapporti e legami introdotti nelle prime puntate.

Come avete coinvolto Sarah Michelle Gellar e in che modo avete costruito il suo personaggio?
Dopo che abbiamo avuto Freddie Prinze Jr. nel cast, abbiamo parlato con lui di Sarah e abbiamo provato a chiedergli se poteva essere interessata a far parte del nostro show. Abbiamo scoperto che lo era molto perché è una grande fan di Star Wars e i loro figli seguono la serie, quindi sarebbe stato molto divertente se anche lei avesse lavorato alla serie. Ho tenuto una mente aperta nel provare a immaginare che personaggio avrebbe potuto doppiare. Volevo che fosse qualcuno di interessante, qualcosa di diverso rispetto a quello che aveva già fatto prima di Star Wars Rebels. In Buffy interpreta questa grandiosa eroina, così ho pensato a una cattiva e mi piaceva l'idea di Sarah che insegue Freddie, cercando di distruggerlo. Era qualcosa di divertente da provare a fare. Entrambi erano d'accordo, quindi abbiamo iniziato con l'idea che potesse essere il nuovo Inquisitore e abbiamo sviluppato questo spunto provando a pensare come sarebbe stato il suo comportamento e il modo in cui potevamo renderla diversa dal nemico della prima stagione.

Quanto sarà diversa quindi dal primo Inquisitore?
Ogni personaggio di quel tipo deve mantenere degli elementi comuni, come ad esempio qualche dettaglio dell'armatura, uno stile simile per quanto riguarda la spada laser. Il primo Inquisitore era un po' più riservato, la versione di Sarah sarà comunque un po' intellettuale ma più diabolica. L'Inquisitore preferiva poi starsene maggiormente a distanza e osservare prima di agire, mentre lei è più diretta, cerca di sfruttare i punti deboli, ha un metodo diverso. Abbiamo lavorato con l'attrice per delineare le caratteristiche del personaggio ed è stato molto divertente collaborare e vedere il risultato.

L'arrivo di un personaggio iconico della saga

Nellla seconda stagione entrerà in scena un personaggio iconico come Darth Vader, come avete gestito la sua presenza, considerando inoltre i nuovi progetti cinematografici della saga?
Ci erano state fatte molte domande sulla possibilità che decidessimo di usarlo e in che modo, su quale fosse l'importanza di utilizzarlo in questa serie. La Lucasfilm è sempre stata molto disponibile nei nostri confronti. Ora dobbiamo essere più consapevoli del contesto generale che non comprende solo film, ma anche fumetti, romanzi, videogiochi... Bisogna tenere in considerazione tutto questo e parlare delle storie, dei personaggi. Loro potrebbero essere consapevoli di cose che io non so accadranno in futuro perché stanno sviluppandoli in altri progetti. Aver potuto utilizzare Darth Vader ci ha però permesso di rendere la storia più personale, non si tratta solo di Vader che corre dietro ai ribelli in tutta la galassia, doveva esserci una ragione per inserirlo nella serie. Negli episodi i vedrà la sua interazione con i personaggi e gli effetti della sua entrata in scena all'interno del mondo dei ribelli.

Nella prossima stagione potrebbe apparire anche Luke Skywalker?
Non posso parlare dei piani della prossima stagione perché rivelerei degli spoiler, ma non vogliamo sovrapporci troppo alla storia di Skywalker, trattata in modo così brillante nei film, oltre al fatto che distoglierebbe troppo l'attenzione dai nostri personaggi che è quello a cui teniamo di più. Mai dire mai però, anche se non è qualcosa a cui diamo priorità.

Nella seconda stagione quale sarà la situazione dell'Impero?
L'Impero non è poi così preoccupato dell'esistenza del nostro gruppo di ribelli perché è sempre stato convinto che nessuna resistenza potrà mai avere una forza tale da rappresentare un reale pericolo. Se si pensa a Il ritorno dello Jedi si vede subito quale sia la differenza tra i ribelli e la forza imperiale. C'è forza e arroganza e questo infastidisce sicuramente l'Impero, però le vittorie ottenute dai ribelli sono piuttosto piccole e nel contesto generale non troppo rilevanti. E' una lotta personale contro qualcosa di incredibilmente più grande, devi per forza unire le forze come se si trattasse di una famiglia e credere negli altri, sperando che un giorno la situazione si ribalti completamente.

Il legame con gli altri progetti legati alla saga

Nel creare le storie prendete ispirazione da altre realtà, ad esempio quella dei fumetti?
Tutto quello che abbiamo fatto con l'animazione è completamente nuovo, fin dai momenti in cui abbiamo iniziato a lavorare con George Lucas, che considerava le serie animate come dei film da produrre. Kathleen Kennedy ha mantenuto quell'approccio. I fumetti seguono un proprio percorso; ci sono delle storie ispirate ai nostri personaggi e con gli autori c'è una grande collaborazione in modo da rimanere fedeli alle idee con cui li abbiamo creati, però tutti stanno sviluppando cose originali.

George Lucas è intervenuto anche creativamente in questo processo?
Non più da quando ha venduto la Lucasfilm alla Disney. Quando lavoravo a Clone Wars c'è stata più collaborazione, mentre con Rebels non ha contribuito in alcun modo.

L'evoluzione della serie e dei personaggi

Da un punto di vista tecnico, ci sono stati dei cambiamenti nella realizzazione della seconda stagione rispetto alla prima?
Si sta sempre imparando come artisti, anche se molte persone non si rendono conto che è qualcosa che accade anche per chi lavora con i computer, però alla fine è proprio così: si disegna con una matita e anche quando lo si fa grazie agli strumenti tecnologici il proprio stile si evolve e cambia. Le persone coinvolte compiono poi un'evoluzione continua perché capiscono meglio il mezzo utilizzato e i personaggi. Una cosa interessante dell'animazione della serie è che mettiamo da parte i file con i disegni di possibili paesaggi, navicelle spaziali, oggetti, luoghi... Nella seconda stagione ci saranno molti più elementi che permettono di raccontare storie migliori perché tutto diventa sempre più grande non dovendo costruire da zero qualsiasi cosa, come successo in occasione della prima stagione. Il nostro team di animatori è veramente pieno di talenti e sa risolvere qualsiasi problema che potremmo incontrare durante la realizzazione, in modo da offrire una narrazione interessante e gettare le basi per racconti più ricchi, con più personaggi, più navi, più attenzione per la storia. Dico sempre con un anno di anticipo al team che tipo di storia voglio raccontare e che elementi utilizzare, in modo da lavorare sui possibili ostacoli tecnici e sulle soluzioni artistiche, pensandoci a lungo. Si dovrebbe sempre cercare di migliorare se stessi.

Come cambieranno le dinamiche tra i personaggi dopo i nuovi arrivi nella storia?
La cosa più interessante e difficile dell'utilizzare Capitano Rex, ad esempio, è che sappiamo essere un clone di chi ha cacciato e ucciso i cavalieri jedi in La vendetta dei Sith. Immediatamente si capisce che per alcuni, come Kanan sarà un problema fidarsi di nuovo, ci vorrà un po'. Personaggi come Ezra, che non era nemmeno nato quando quello è accaduto, lo considera invece come un veterano di guerra che sta cercando di fare la cosa giusta e magari non essere coinvolto in battaglia. Questo sarà interessante perché mostra i comportamenti delle diverse generazioni di personaggi. Sarà una situazione che avrà delle conseguenze sull'intero gruppo perché si vedrà come reagirà ad esempio Kanan che aveva insegnato delle cose al ragazzo e ora potrebbe agire in modo quasi opposto.

Ci puoi dire qualcosa della trama che coinvolgerà i genitori di Ezra?
Non posso dire molto, ma è una parte importante della trama, soprattutto per i ragazzi che guardano lo show. Vogliamo essere sicuri che non si tratti solo di un'altra storia come tante di un giovane che non sa cosa sia successo ai suoi genitori. Nel mondo di Star Wars c'è ad esempio Luke Skywalker che ha vissuto una situazione simile, quindi cerchiamo di proporre qualcosa di diverso, affrontando tematiche importanti, e spero che sia un percorso entusiasmante per quel personaggio.

Puoi invece dare qualche anticipazione riguardante Hera e Sabine?
Per quanto riguarda questi personaggi, ma in generale pensando all'intera ciurma dello Spettro, si avrà modo di approfondire il loro passato, si scoprirà da dove vengono, perché hanno deciso di intraprendere questa missione. Incontreremo il padre di Hera, Cham Syndulla. Sarà interessante e divertente vedere qualcosa di più su di loro individualmente. E' sempre stata una serie per tutta la famiglia, quindi è una tematica molto importante da affrontare e con cui gli spettatori possono riconoscersi, anche se gli eventi sono ambientati in una galassia molto, molto lontana.

C'è un personaggio che si è evoluto in modo diverso rispetto a quanto previsto mentre stavate creando la prima stagione?
E' interessante perché avevamo un progetto piuttosto dettagliato per quanto riguarda la direzione che dovevano prendere tutti i personaggi però, onestamente, mentre racconti le loro storie ti sorprendono, sembra che siano un po' loro a rivelare chi sono. Si impara costruendo le storie, e nel corso del tempo emergono sempre nuovi elementi, diventa tutto piuttosto entusiasmante. Ad esempio c'è stata un'idea riguardante il passato di Sabine a cui non avevo affatto pensato durante la prima stagione ma ritengo che sia una questione che rende tutto ancora più interessante; inizialmente non ero consapevole che Sabine appartenesse a quel gruppo di Mandaloriani, tuttavia ora è parte della storia...è un processo divertente, devi sempre essere aperto a ogni opportunità quando queste si presentano e pronto ad afferrarle.

Il rapporto del produttore con la saga

Dopo aver lavorato a Clone Wars e Rebels, c'è un altro periodo della storia della saga di cui vorresti occuparti?
Mi piace veramente raccontare storie ambientate nel mondo di Star Wars, a prescindere dal periodo in cui sono ambientate. Quando si pensa alla nostra storia e al nostro mondo ci si rende conto che gli eventi hanno la tendenza a ripetersi, hai sempre l'impressione che la lotta sia immutata ma ci sono personaggi diversi e interessanti coinvolti che affrontano quelle sfide e intraprendono quelle missioni. Quando si ha a che fare con storie e mondi sviluppati bene, come ha fatto Tolkien ideando la Terra di Mezzo che ha un passato ricchissimo o come sta facendo Star Wars, c'è molto che si può dire. Si scoprirà cosa accadrà perché i fan di Guerre Stellari vedono tutto con una prospettiva iniziata da Una nuova speranza, che ha dato il via a tutto. Ora con Star Wars Episodio VII in arrivo al cinema ci si muove per la prima volta in avanti nel tempo rispetto la trilogia originale, il che è entusiasmante perché ci si addentra in un mondo sconosciuto, in una dimensione che nessuno conosce. Si può guardare in ogni direzione e inoltre ci sono innumerevoli storie personali che si possono raccontare e di cui ora non si sa nulla pur essendo una parte di questo enorme universo. Sono assolutamente convinto che ci siano molte, molte storie che si possono raccontare.

Hai già un'idea di quante stagioni di Rebels potranno esserci?
Non ne ho idea. Mi viene posta questa domanda molto spesso, anche in passato, e sono quasi dieci anni che sto creando storie di Star Wars. Andremo avanti fino a quando ci sarà qualcosa di importante da raccontare con questi personaggi. C'è molta voglia di proseguire a lungo, anche perché il team coinvolto ama il progetto e sono dei lavori importanti per chi ha così tanto talento. Cerchiamo quindi di creare ogni stagione in modo che sia grandiosa e lasci al pubblico la voglia di vedere nuovi episodi, che è il nostro obiettivo. Ci sono molti fattori da tenere in considerazione; per ora è importante che il pubblico possa vedere la seconda stagione, a cui abbiamo lavorato moltissimo, e la apprezzi.

C'è qualche legame specifico tra Rebels e i nuovi film?
Non realmente perché ad esempio Episodio VII sarà ambientato molti anni dopo. Stiamo cercando di rendere speciale ogni singolo progetto, permettendo di vivere delle esperienze diverse. Bisognerà però vedere quello che accade quando si svilupperanno gli altri progetti per il grande schermo, ambientati in periodi diversi

Sei sempre stato un appassionato di Star Wars?
Non ho mai imparato ad esempio le lingue che sono state create per la saga - sarebbe un traguardo notevole perché non sono riuscito nemmeno a imparare bene l'italiano, che avrei voluto migliorare date le mie origini - ma sono un grande fan di Guerre Stellari e lo sono sempre stato. Faccio parte della generazione che è stata abbastanza fortunata da essere bambini quando la trilogia originale è arrivata nei cinema. Io e mio fratello abbiamo sempre avuto i giocattoli di Star Wars e non avrei mai pensato che un giorno avrei avuto l'opportunità di fare parte di questo mondo. Mi sento molto fortunato per questo e cerco di portare avanti questa eredità importante nel modo migliore: raccontando delle ottime storie, come quelle che mi hanno ispirato quando ero ragazzo. Cerco inoltre di rimanere i rapporti con i fan: amo il loro entusiasmo per tutto quello che riguarda Star Wars. E' un fenomeno globale e sono stati propri i fan più leali e devoti a renderlo tale. Che si tratti di Rebels o di un altro progetto diventa sempre una notizia diffusa in tutto il mondo e sono loro a fare in modo che accada. Il loro entusiasmo è contagioso e apprezzo moltissimo il sostegno. Ovviamente ci sono anche delle critiche da parte loro ed è qualcosa che apprezzo perché quando sei un fan e ami veramente qualcosa, puoi non approvare tutto, ma hai una grandissima passione. Devi accettarne entrambi i lati, anche quello oscuro.

Qual'è il tuo duello preferito con le spade laser della saga di Star Wars?
E' una domanda difficile e ne ho create molto per Clone Wars e Rebels. Quando discuto di quelle scene con i miei collaboratori ricordo sempre degli elementi essenziali quando si tratta di combattimenti con la spada laser: la cosa più importante è che se non ci sono degli aspetti emotivi rischi che sia solo un personaggio che agita un bastone, deve quindi avere un significato. Quando vedi Obi-Wan Kenobi combattere contro Darth Vader in Una nuova speranza, se lo paragoni allo scontro che avviene in La minaccia fantasma ti rendi conto che la seconda è più acrobatica e maggiormente basata sulle arti marziali. La lotta originale tra Alec Guinness e David Prowse ha uno stile più antico, non ci sono grandi mosse ma quello che è in gioco è così grande che quando Obi-Wan si lascia uccidere è un momento incredibilmente emozionante; quando ero un ragazzino ha avuto un incredibile impatto su di me. Penso anche alla scena de L'impero colpisce ancora, in cui alla fine si rivela che era una lotta tra padre e figlio...così emozionante. E' quello che amo di più e noi cerchiamo di mantenere importanti gli scontri perché sono dei momenti importanti quelli in cui si scontrano i due lati della Forza, si tratta sempre di attimi rivelatori della storia quando si estrae la spada laser.