Intervista The Flash - Francis Manapul

Francis Manapul, autore della DC Comics, parla di The Flash e della serie che ne è stata tratta, condividendo curiosità e riflessioni sul rapporto esistente tra fumetti e piccolo schermo

intervista The Flash - Francis Manapul
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Stasera, negli Stati Uniti, prenderà il via la seconda stagione di The Flash, la serie in onda all'interno della programmazione di The CW, con protagonista l'attore Grant Gustin nel ruolo di Barry Allen, il giovane di Central City destinato a diventare un supereroe.
In attesa dell'arrivo in Blu-ray e Dvd della prima stagione, previsto per l'11 novembre grazie a Warner, abbiamo intervistato Francis Manapul, autore di fumetti DC Comics, che ha lavorato per anni sul personaggio di Barry, ora grande protagonista sul piccolo schermo e in futuro anche nei cinema.
Ecco cosa ci ha raccontato.

Dai fumetti alla serie tv

Nel 2009 hai iniziato ad occuparti di Barry Allen, quali sono le caratteristiche del personaggio che ami di più e quali pensi siano state rappresentate al meglio nella serie?
Indubbiamente la cosa che amo di più in The Flash è la velocità. E' un personaggio con una caratteristica che mi ha permesso di sviluppare al meglio la vicenda in termini di storytelling, perché con i fumetti la cosa non è così immediata, e mostrare il movimento, specie se estremamente rapido, è molto difficile. Quindi ho sperimentato varie tecniche per raccontare questa storia, e diversi aspetti per mostrare ciò che il personaggio vede e prova, in modo che i lettori possano sia scegliere su quale aspetto concentrarsi e sia vedere la storia nel suo insieme, come se tutto fosse parte di un'unica grande immagine. Onestamente, lavorando sui concept provavo a fare cose non destinate a un serial. Io stesso ho visto solamente i primi due episodi della prima stagione. Quello che mi è piaciuto di ciò che ho visto è che comunque c'è un tocco di sense of humor: è divertente e non è appesantito. E tutto accade molto velocemente, proprio come dovrebbe accadere. E quando con Brian (Buccellato, collaboratore di Manapul ndr) lavoravamo a The Flash abbiamo concordato che lui avesse bisogno di un qualche genere di mentore. Qualcuno che lo svezzasse un po', Barry Allen è anche un tipo molto timido.

Come si svolge la collaborazione tra la DC Comics e la produzione della serie?
In realtà è tutto abbastanza separato. Ognuno fa il suo mestiere concentrandosi sull'area della quale è responsabile. L'uomo che lega le due realtà è Geoff Johns, concentrato al 100% su tutto il materiale che va a costituire le fonti della serie.
C'è un personaggio della Marvel che vorresti "rubare" alla concorrenza e inserire nel mondo DC Comics?
Sicuramente Spiderman, è uno dei miei personaggi preferiti. E anche Wolverine. Andiamo, chi non ama Wolverine?

Alcuni progetti televisivi targati The CW hanno dato vita anche a fumetti digitali, come nel caso di Arrow. Pensi che i serial possano  avvicinare nuovi appassionati ai fumetti?
Assolutamente sì. Oltre a crederci è una cosa che spero profondamente. Spero sempre che il serial televisivo possa attrarre nuovi lettori, catturare la loro attenzione e soprattutto il loro interesse e la loro voglia di saperne di più. E credo che per The Flash la cosa funzioni molto bene. Penso che l'interesse per il personaggio stia crescendo e che molti possano avvicinarsi al fumetto parallelamente allo show.

Continuano ad esserci crossover tra le serie, ora anche con Constantine, e spinoff come Legends of Tomorrow. Su altre reti vanno in onda altri progetti come Supergirl o Gotham. Pensi che il successo dei fumetti in tv continuerà ancora a lungo o il pubblico televisivo potrebbe stancarsi di un'offerta sempre più affollata?
Ogni cosa, prima o poi, potrebbe passare di moda. Non è un mistero che ci si possa benissimo stancare di qualcosa che non si rinnova o che si ripete. Ovviamente mi auguro che questo non sia solo un fenomeno passeggero, ma pensandoci bene non è solo questione di moda: sono comunque convinto che le persone vogliano leggere e vedere storie di qualità, e che sia questo, alla fine, a fare davvero la differenza. In sostanza, se la storia funziona, non penso che la gente se ne possa facilmente stancare, specialmente se si mantiene costantemente alto l'interesse.

L'universo DC è sempre più crossmediale. Dal fumetto alle serie, fino al cinema ed ai videogiochi. In passato hai lavorato anche su progetti che si sono ampliati con videogiochi o che proprio da videogiochi hanno preso spunto, ricordiamo Tomb Raider, The Darkness, o Witchblade dal quale è stata tratta una serie, un anime ed un romanzo, o anche The Legion of Super-Heroes sfociato in una serie animata. E ora The Flash è una serie TV di grande successo. Quando crei e mentre lavori pensi mai ai potenziali sviluppi che il risultato potrebbe avere su piattaforme diverse?
Sono un videogiocatore appassionato, gioco davvero da tantissimo tempo. Non credo però di trarre ispirazione dai videogiochi. Ma non perché non li ami, forse proprio perché li amo troppo! E quando creo una storia non penso ai potenziali sviluppi su altre piattaforme. Cerco di sgombrare la mente, forse se pensassi a tutti i potenziali sviluppi su altri media otterrei un risultato disarticolato. Quindi mi concentro su ciò a cui sto lavorando in quel preciso istante, sia che stia scrivendo che disegnando. Se poi però il risultato si traduce anche in altri linguaggi, sono ovviamente contentissimo.

Il legame tra vita reale e finzione

Il rapporto con la perdita di un genitore, la crescita in solitudine, lo sviluppo di poteri o abilità come reazione ad eventi traumatici o ad un'infanzia difficile sono temi ricorrenti nelle storie targate DC comics. Come artista come ti approcci a personaggi che hanno vissuto dei traumi?
E' vero! L'approccio migliore per me è sempre quello umano. Il punto è che nessuno di noi capirà mai o potrà mai sperimentare come sia davvero essere superveloci come Barry Allen. Ma l'idea è che possiamo connetterci al suo personaggio come esseri umani. Quindi alla fine, ciò su cui occorre concentrarsi di più è su ciò che questi personaggi provano, sui loro sentimenti, le loro paure e debolezze, perché è questo che li rende davvero simili a noi. E' vero, è interessante che abbiano superpoteri, ma la ragione per la quale la gente continua a seguirli è perché si affeziona a loro. Vogliono che lottino, che sopravvivano, che conquistino la ragazza, che facciano un buon lavoro, E' questo che li rende attraenti ed è questo che fa sì che ci importi davvero di loro. E l'obiettivo è proprio quello di renderli veri, reali, parte del nostro mondo. La gente vuole che abbiano gli stessi problemi che abbiamo noi, perché è ciò che li avvicina intimamente al nostro universo.

Viviamo in un mondo che è sempre più veloce, e la vita di Barry Allen è costantemente una grande corsa. Difatti, la supervelocità di Barry ha comunque un prezzo. La realtà di oggi è già più rapida di quella di ieri e tutti noi, quotidianamente, andiamo sempre più veloci. Questa realtà ti fornisce spunti?
La mia vita in generale è molto veloce, è vero. Per fortuna in questi giorni tutto sembra essere più lento! Il Wi-fi del mio albergo, per esempio, è lentissimo! (ride). Credo che ciò che stia davvero accadendo, in termini di velocità del nostro mondo, è che tutto sta diventando sempre più accessibile. E credo anche che questo ci faccia progressivamente perdere la capacità di apprezzare le piccole cose, lo so che può sembrare un cliché ma non lo è affatto. Anche dal punto di vista di un artista, è una cosa che noto nei nuovi creativi che entrano in quest'industria. Sono cresciuti su internet, ovviamente sono pieni di grandi idee e possono ottenere molto velocemente ciò che prima si otteneva in maniera estremamente lenta e faticosa. Quando ho cominciato io si inviava il materiale via mail, e spesso non ti rispondevano. Oggi l'interazione è molto più personale, immediata e personalizzata. E' un po' il rovescio della medaglia del digitale, perdi il senso della connessione interpersonale in favore di quella virtuale. E tra le cose più importanti che si perdono c'è la pazienza. Oggi si diventa impazienti con niente e tutto va detto, svelato o comunicato subito. Persino quando stavo seguendo un artista per consigliarlo sul suo portfolio, notavo questa spasmodica ricerca di riprodurre e comunicare l'informazione nella maniera più breve ed immediata possibile, dritta al punto ma ridotta all'osso.

Per il futuro, quali sono i tuoi prossimi progetti?
Al momento continuo a lavorare a Justice League con Geoff Johns, ci saranno novità nella linea narrativa di The Darkside War, e continuo ovvimente con gli one-shot. Ho in mentre progetti nuovi, anche grossi, ma se ne riparla il prossimo anno.