24 Legacy: Recensione del revival della serie

Il thriller in tempo reale è tornato in una veste nuova ma riconoscibile. La suspense c'è ancora, ma senza Jack Bauer non è la stessa cosa.

recensione 24 Legacy: Recensione del revival della serie
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Kiefer Sutherland ha sempre affermato che il vero protagonista di 24, serie di successo andata in onda dal 2001 al 2010 e poi riesumata nel 2014 come evento speciale, non fosse l'agente governativo Jack Bauer bensì l'uso del tempo "reale" (le virgolette sono obbligatorie poiché ciascun episodio da un'ora in realtà dura solo una quarantina di minuti, per esigenze legate alle pause pubblicitarie). Un'affermazione che è stata messa alla prova nelle ultime settimane con la messa in onda di 24: Legacy, nuova incarnazione dello show senza la partecipazione attiva di Sutherland davanti alla macchina da presa (l'attore è attualmente impegnato con un altro ruolo seriale, quello del Presidente americano in Designated Survivor). Una reinvenzione dove i volti noti scarseggiano in generale, proprio per dimostrare - e gli ascolti paragonabili a quelli di 24: Live Another Day lo confermano - che la formula di 24 è capace di sopravvivere all'addio dei suoi eroi umani, a patto che la suspense in tempo reale rimanga intatta. E così è stato, o quasi.

I personaggi cambiano, le trame no

Mantenendo la struttura di Live Another Day (solo 12 episodi, con un salto temporale nell'ultima puntata), Legacy procede ad un ritmo serrato, senza troppi riempitivi, aggiornando al contesto odierno la lotta americana contro il terrorismo (ma senza l'aderenza dolorosa al reale che caratterizza Homeland, serie che condivide con 24 il produttore-sceneggiatore Howard Gordon). Eppure l'aggiornamento risulta molto familiare, forse anche troppo, poiché l'escamotage iniziale - Eric Carter preso di mira dopo aver eliminato un leader terrorista - ricalca quanto accaduto a Bauer nella prima stagione del prototipo, e non mancano neanche gli intrighi politici o le sottotrame legate a traditori in seno al CTU. In realtà Carter, interpretato da Corey Hawkins, è un protagonista abbastanza diverso da Bauer, e meritevole di un trattamento un po' meno all'insegna del riciclaggio in termini di storyline. E in tal senso è possibile che il ritorno in scena di Tony Almeida, uno dei volti storici dell'originale, abbia fatto più male che bene, ricordandoci ancora di più il buco drammaturgico lasciato dall'assenza di Jack.

Ore contate?

Per ora non sappiamo se Carter tornerà sui nostri schermi o se la serie verrà rilanciata in un futuro prossimo con un nuovo (anti)eroe. L'esperimento di Legacy dimostra che 24 funziona anche con personaggi a cui non siamo abituati, ma tale efficacia risulta diminuita se, come già accaduto più volte nell'originale, si finisce per ricorrere agli stessi espedienti in modo sistematico. Per una nuova stagione, ammesso che venga realizzata (e gli ascolti, per quanto calati dopo l'esordio stratosferico post-Superbowl, suggeriscono che sia probabile), sarebbe auspicabile rimescolare un minimo le carte, al fine di evitare una sensazione fin troppo evidente di déjà vu. E il ticchettio digitale potrà ricominciare, implacabile come sempre.

24: Legacy - Stagione 1 Penalizzato solo in parte dall'assenza di Jack Bauer, il revival della celebre serie adrenalinica mantiene tutte le caratteristiche vincenti del prototipo, ma anche i principali difetti legati ad una scrittura seriale ripetitiva. Il risultato è divertente ma leggermente sottotono, paradossalmente più efficace per i neofiti che per i fan storici dello show. In caso vengano realizzati ulteriori episodi, sarà necessaria una reinvenzione un po' più radicale.

7