Recensione Ascension - Stagione 1

Seicento persone in viaggio da decenni su una navicella spaziale alla ricerca di un nuovo mondo abitabile nell'avvincente miniserie fantascientifica creata da Philip Levens e Adrian A. Cruz.

recensione Ascension - Stagione 1
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Vi sono produzioni che, nonostante un discreto successo di pubblico e di critica, vedono finire la loro esistenza proprio sul più bello. A questa categoria, pur con i dovuti accorgimenti, appartiene anche Ascension, miniserie in sei episodi (ma trasmessa oltreoceano in 3 serate consecutive lo scorso febbraio) che era partita nelle intenzioni come un progetto unico, salvo lasciare aperte le porte a possibili future stagioni che, come confermato dagli stessi produttori, mai verranno realizzate. Ed è un peccato perché questa operazione di matrice sci-fi ideata da Philip Levens e Adrian A. Cruz avrebbe avuto tutte le potenzialità per ergersi a nuova serie di genere per gli appassionati del filone, negli ultimi anni (tolta qualche rara eccezione) lasciati perlopiù a bocca asciutta. E se la struttura narrativa nonostante l'ambientazione si concentra più sul reale che sulla componente prettamente fantastica (niente omini verdi, insomma) la carne al fuoco era davvero tanta nella gestione dei numerosi personaggi e delle diverse sottotrame che facevano da collante per il plot principale.

Cos'è l'Ascension?

La trama ci introduce sin dai primi minuti all'interno dell'astronave Ascension, immensa e gigantesca navicella che, come viene spiegato da un filmato commemorativo, venne lanciata nello spazio negli anni '60 durante la presidenza Kennedy che, per timore di drammatici risvolti durante la Guerra Fredda, voleva offrire un'altra possibilità all'umanità. Seicento passeggeri vennero così scelti per le loro qualità genetiche affinché mantenessero la qualità della specie umana nella possibile colonizzazione di un altro pianeta. La storia è però ambientata nel nostro contemporaneo e si apre sin da subito con la morte della bella Lorelei, ritrovata annegata in una piscina dell'astronave. Le indagini sembrano condurre ad un possibile omicidio a colpi di pistola, cosa pressoché impossibile visto che a bordo non sono mai esistite armi da fuoco. Il capitano Denninger, con l'aiuto del suo primo ufficiale Gault, comincia a cercare risposte mentre la piccola Christa, figlia del responsabile medico della nave, sembra conoscere qualcosa che tutti ignorano. Dalla Terra intanto un'equipe scientifica e rigorosamente segreta, guidata da Harris Enzmann (figlio del fondatore dell'intero progetto), controlla i viaggiatori stellari in ogni singola mossa, il tutto a loro insaputa.

Spazio, ultima frontiera

Senza ovviamente svelarlo, va detto che la fine del secondo episodio segna un cliffhanger di quelli memorabili, capace di cancellare tutte le certezze sino ad allora accumulate. Colpo di scena forse non totalmente originale ma di sicuro effetto e inaspettato nella lì finora narrazione che riscrive le regole del gioco in maniera chiara e definitiva, aprendo le porte ad una successione di eventi sempre più drammatici nel prosieguo del racconto. Perché se Ascension si basa su una struttura di chiaro stampo fantascientifico, è innegabile come il cuore narrativo si muova sulle numerosi relazioni che legano il cospicuo gruppo di personaggi principali, alle prese con personali ambizioni, sogni infranti e tormentate love-story. Il merito maggiore dell'intera operazione sta proprio nel far conciliare queste due anime nel migliore dei modi, con istinti thriller ed echi horror (soprattutto nel concitato finale) che riescono a mantenere suspense ed interesse sempre a livelli notevoli. Un personaggio come quello di Christa, novella Cassandra dotata di strani poteri, si incastra alla perfezione con le tonalità più realistiche delle indagini sull'omicidio di Lorelei, forse uccisa in quanto "donna che sapeva troppo". La navicella, divisa in organigrammi (i più poveri e dediti ai lavori sporchi vivono nei piani inferiori, mentre i ricchi godono di ogni agio) si erge così a microcosmo sociale che rispecchia ben più che lucidamente le divisioni terrestri ed apre interessanti sfumature nelle caratterizzazioni di alcune delle figure in gioco. Il senso del mistero, che fortunatamente non perde un minimo di fascino nonostante il clamoroso e già citato colpo di scena, ripesca temi tanto cari al complottismo più lucido, trovando nei "giocatori" della partita ancora di stanzia sul nostro Pianeta un perfetto e bilanciato contraltare alle vicende degli ignari viaggiatori dello spazio. Il cast, che vede come punta di diamante la Tricia Helfer di Battlestar Galactica, si adatta con convincente personalità ai rispettivi protagonisti e l'efficienza della scenografia ci regala un'ambientazione paradossalmente realistica. Ad immergere ancora di più nelle sinuose atmosfere della visione ci pensa l'avvolgente colonna sonora carica di istinti evocativi.

Ascension - Stagione 1 Miniserie affascinante e non banale che sfrutta nel migliore dei modi l'ambientazione fantascientifica per raccontarci sia storie di ordinaria umanità di un rinchiuso microcosmo sociale che un viaggio nel mistero più sorprendente, Ascension regala un buon numero di emozioni nelle sue quasi quattro ore di durata complessiva, concludendosi con un doppio colpo di scena finale che, a quanto pare, non avrà continuo. Nonostante la visione apparentemente troncata l'operazione mantiene comunque un fascino non indifferente, tra esplosivi colpi di scena e un'atmosfera che avvolge con naturalezza nelle diatribe personali dei numero personaggi in gioco, regalando agli appassionati del filone più di un motivo d'interesse.