Recensione Californication - Stagione 2

Tornano le strampalate avventure di Hank Moody con la seconda stagione di Californication

recensione Californication - Stagione 2
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La "vera natura dei finali felici"

Californication è una delle nuove serie di punta del network Showtime, che vede il gran ritorno sul piccolo schermo di David Duchovny, conosciuto soprattutto per il ruolo storico dell’agente Fox Mulder, nel telefilm di culto X-Files.
In linea con lo standard di Showtime, Californication è una serie senza peli sulla lingua, che tratta di sesso e droga in modo molto esplicito e disinibito. La prima stagione di Californication si era chiusa con un episodio finale forse affrettato, forzatamente felice. Un “happy ending” controverso, che stonava con il carattere anticonformista che la serie sembrava volesse assumere.
Questa stagione, a detta degli stessi autori, vuole essere la “conseguenza” del finale della prima, vuole sondare la “vera natura dei finali felici”.
Il sogno di Hank Moody si era avverato, Karen aveva scelto lui, mollando Bill proprio il giorno delle nozze. Sarà in grado di gestire il suo rapporto problematico con lei?

I soliti problemi di coppia

La vita di coppia di Hank e Karen sembra finalmente andare per il verso giusto finché un nuovo personaggio non fa la sua comparsa: Lew Ashby, un produttore discografico di successo, carismatico e persuasivo, che conosce Hank e lo convince a lavorare per lui, per scrivere la sua biografia. Nel frattempo torna una vecchia conoscenza di Hank della prima stagione, che rivela di punto in bianco di aspettare un bambino, forse da lui.
Mentre il rapporto tra Hank e Karen finisce un’altra volta per incrinarsi inesorabilmente, Lew Ashby riporta Hank ai vecchi vizi, sotto lo sguardo triste e rassegnato della figlia, ormai abituata a vedere i suoi genitori comportarsi come dei bambini.

Pasticciare con gli elementi

Se la prima stagione di Californication aveva offerto un mix interessante di situazioni esilaranti, tagliente umorismo, riferimenti alla cultura pop e trasgressione, la seconda non fa altrettanto. Nonostante giochi ancora con i medesimi elementi, il risultato è totalmente diverso. Senza voler essere troppo cattivi, possiamo affermare di essere in presenza di una "degenerazione" del prodotto, e anche abbastanza evidente. La stagione fa un uso improprio di quelli che potrebbero benissimo essere elementi di forza, pasticciando eccessivamente e perdendo molto dello spirito originale della serie.
Qualsiasi messaggio o tematica, poi, perde molto del suo valore e della sua credibilità, ed è un peccato, specie perché i temi affrontati erano abbastanza originali per il piccolo schermo e meritavano di essere messi maggiormente a fuoco in questa stagione invece d'essere trascurati e sfruttati a casaccio, senza un reale intento comunicativo, tranne rare eccezioni.
Un uso esagerato di momenti comici alquanto di bassa lega, poi, rafforza l’idea di degenerazione del prodotto: dove prima era provocazione, ora spesso è solo cattivo gusto fine a se stesso, neppure particolarmente divertente.

Realizzazione

Sul piano tecnico la stagione gode di alti e bassi, specie nel montaggio, che in un paio di episodi risulta davvero adatto, dando l’idea delle potenzialità espressive della serie, mentre per il resto risulta piatto e privo di spunti.
La colonna sonora è gradevole, l’uso di tracce rock più o meno famose, risulta perfettamente in linea con lo spirito della serie ed è usata come intermezzo tra le scene, nella speranza di dare ritmo a quanto accade su schermo. Ma di fronte a sceneggiature scialbe e poco ispirate c'è ben poco da fare, il ritmo non decolla ugualmente. Per fortuna la breve durata degli episodi non fa sentire troppo il peso di questo complessivo calo d'ispirazione nella scrittura.

Alla deriva

Nonostante le buone premesse, la seconda stagione di Californication delude sotto molti punti di vista. Molti degli elementi che inizialmente avevano incuriosito e convinto, in buona parte il cuore della prima stagione, finiscono per scadere in scialbe e piatte situazioni che non riescono a convincere o intrattenere appieno.
I numerosi buchi di sceneggiatura, poi, contribuiscono ad affossare una serie che sembra già aver perso gran parte della freschezza iniziale, assolutamente incapace di innovarsi, tanto da rendere i personaggi eccessivi e spesso patetici.
Lo stesso Hank Moody, da graffiante e brillante scrittore anticonformista, diventa la pietosa immagine di se stesso, trascinandosi stancamente da una situazione all’altra; la sua essenza di scrittore si manifesterà solo in rarissime occasioni. E dire che l’idea di scrivere una biografia su un nuovo personaggio interessante e controverso era davvero ottima, peccato che il risultato sia riuscito solo a tratti.

Californication - Stagione 2 In definitiva, la seconda stagione di Californication delude le aspettative, rasentando a malapena la sufficienza. Il telefilm ha già perso gran parte della freschezza originaria e i rari momenti davvero riusciti danno solo l'idea di come potrebbe essere sviluppato meglio il prodotto. Deludente sotto tutti i punti di vista.