Recensione Dune - Il destino dell'universo

Stasera alle 01.15 su IRIS la prima parte della miniserie televisiva in quattro episodi tratta dal romanzo cult di Frank Herbert, con protagonisti Alec Newman, William Hurt e Giancarlo Giannini.

recensione Dune - Il destino dell'universo
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La prima parte della miniserie andrà in onda stasera, venerdì 24 aprile, alle 01.15 su IRIS. La conclusione tra una settimana alla stessa ora.Il romanzo di Frank Herbert, almeno nella sua forma più pura, non ha mai avuto troppa fortuna su grande schermo. Dal progetto mai realizzato del geniale registo cileno Alejandro Jodorowsky alla oggi unica trasposizione cinematografica ad opera di un altro maeestro come David Lynch (film potente e visionario ma poco fedele alla fonte originaria), le avventure di Paul Atreides sono rimaste sempre in una sorta di "stasi", incapaci di esplodere in tutta la loro genuina carica. Nel 2000 il canale televisivo statunitense Sci-Fi Channel decide di realizzare, frutto di una co-produzione internazionale (tra USA, Canada, Germania e anche Italia), una miniserie televisiva in 3 episodi che, complice la durata complessiva di 275 minuti, ha avuto modo di esplorare più approfonditamente le pagine del libro. Diretta e sceneggiata da John Harrison (I delitti del gatto nero, Supernova), Dune - Il destino dell'universo può vantare un cast numeroso che, oltre ai protagonisti Alec Newman (Long time dead), Saskia Reeves (Me and Orson Welles) e Barbora Kodetová (Tristano e Isotta), annovera due guest star del calibro di William Hurt e del nostro Giancarlo Giannini in ruoli chiave secondari. Il buon successo di pubblico e critica ha dato il via tre anni dopo alla realizzazione di un seguito, I figli di Dune, ispirato ai due romanzi successivi della saga.

Il re del deserto

Il duca Atreides si trasferisce insieme al figlio Paul e alla moglie Jessica, appartenente all'ordine delle Bene Gesserit (donne dotati di capacità fuori dal comune), sul pianeta Arrakis, vessato in precedenza dal governo tirannico dei crudeli Harkonnen. Il pianeta è un nodo sociale dell'economia galattica: il suo suolo desertico (abitato dai ribelli conosciuti come Fremen) nasconde immense quantità di spezie, considerata la merce più preziosa dell'impero. Gli Atreides si fanno subito ben volere dalla popolazione ma vengono traditi in un complotto ordito dal Barone Vladimir Harkonnen. Dopo la morte del duca, Paul e la madre vengono abbandonati nel deserto, popolato da giganteschi vermi che vivono nel sottosuolo. Per il giovane ragazzo e la madre il destino ha però ben altro in serbo: Paul infatti è colui che ricorre da anni nelle leggende dei Fremen, l'uomo che potrà cambiare per sempre il destino del pianeta.

Il tempo del raccolto

Ad oggi Dune - Il destino dell'universo risente in parte di una realizzazione tecnica non invecchiata benissimo, soprattutto se paragonata alle produzioni televisive dell'ultimo decennio. Considerando i tempi e i mezzi a disposizione, l'operazione condotta da Sci-Fi Channel non si può tuttavia certo ritenere un fallimento. Con un stile registico tipico della fine degli anni '90, senza guizzi autoriali di sorta, John Harrison riesce a condurre in porto l'anima del racconto, rimanendo quanto più possibile fedele al romanzo nonostante alcuni ovvii e comprensibili cambiamenti. E' proprio la storia infatti ad uscirne formalmente "corretta", non priva di qualche sbavatura ma in ogni modo sempre coerente con l'idea di partenza e le quattro ore di visione scorrono con una certa piacevolezza. Si può tranquillamente chiudere un occhio sugli effetti speciali che al giorno d'oggi possono apparire rozzi, così come su una recitazione non sempre all'altezza (alcuni personaggi secondari risentono di una caratterizzazione superficiale), giacché lo scontro fantasy/sci-fi tra le varie gilde / casate in lotta mantiene discrete dosi di coinvolgimento. La stessa gestione delle ambientazioni, limitate dal punto di vista visivo dal budget non certo colossale, conserva un certo, spartano, fascino e regala alcune sequenze di un certo impatto (soprattutto quando in scena entrano i giganteschi vermi del deserto). Il cast, tolti Hurt e Giannini impegnati in performance di buon "mestiere", si mantiene su un livello altalenante ma il protagonista Alec Newman non si fa disprezzare in un ruolo non semplice come quello di Paul Atreides.

Dune - Il destino dell'universo Certamente non è perfetto, ma Dune - Il destino dell'universo si fa apprezzare per una certa fedeltà al romanzo e per il coraggio di osare nonostante limiti tecnici e di produzione non all'altezza delle serie odierne. Quattro ore e mezza che ripercorrono in maniera lineare il primo romanzo di Frank Herbert, la cui visionarietà emerge a tratti in alcune ispirate sequenze e nell'istintiva prova di un discretamente convincente Alec Newman.