Recensione From Dusk Till Dawn - Stagione 1

Riportando in auge il suo film culto del 1996 Dal Tramonto all'Alba, Robert Rodriguez firma la serie che riporta sullo schermo i

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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Era il lontano 1996 quando la macchina da presa di Robert Rodriguez scivolava sulle desertiche strade del Messico seguendo le vicende dei fratelli Seth e Richard Gecko in From Dusk Till Dawn (in italiano uscito con il titolo Dal Tramonto All’Alba), mettendo in scena una vecchia sceneggiatura che Quentin Tarantino aveva scritto ai tempi del liceo con l’intenzione di mescolare il poliziesco all’horror splatter. Allo stesso Tarantino l’amico Rodriguez affida anche il compito recitativo con l’interpretazione di Richard Gecko, il più misterioso e problematico dei due fratelli, e mettendogli al fianco per il ruolo di Seth nientemeno che George Clooney: il risultato è uno dei film cult degli anni novanta, un perfetto esperimento che distrugge ogni canone e mescola senza paura due generi apparentemente diversissimi, cambiando totalmente registro spiazzando e divertendo lo spettatore soprattutto nella seconda parte. Al regista tuttavia non sembra essere bastato produrre ben due sequel, ma ci riprova di nuovo nel 2014 di fatto rimaneggiando completamente la sceneggiatura originale di Tarantino trasformandola in un prodotto seriale, ed affidando la parte dei due protagonisti a Zane Holtz e D.J. Cotrona.

Dal film alla serie, un viaggio tormentato

Trasformare un film culto come Dal Tramonto All’Alba in un prodotto seriale non è così semplice come si possa pensare, non tanto per il materiale scelto (il lungometraggio ha infatti molti spunti per organizzare un background intrigante in grado di portare avanti il pubblico per parecchi episodi) quando per la sua stessa natura stessa: l’intera seconda parte si fonda più sul faceto che sul serio, punta a quel tipo di comicità splatter che sa come non prendersi sul serio e che quindi intrattiene il pubblico in maniera semplice e senza pretese. Questo purtroppo manca in molti punti allo show che, necessariamente, visto non solo il diverso target ma anche la diversa necessità di scrittura, si concentra sul background dei fratelli Gecko e dona un grandissimo spessore alle visioni di Richard che diventano il filo conduttore dell’intera vicenda e uniscono le due parti.
L’operazione non funziona del tutto e probabilmente si rivela vincente per chi non ha visto ed amato il film originale, presentandosi tuttavia come inevitabile delusione per chi invece si aspettava la stessa cifra stilistica che Rodriguez aveva messo in scena su pellicola ormai diciannove anni fa.

Una qualità diversa ma evidente

Tuttavia, volendo lasciare da parte il materiale originale, ci troviamo indubbiamente di fronte a un prodotto di qualità che fin dal pilot sa come affascinare lo spettatore, indubbiamente catturato dalla mano del filmmaker che si esprime in citazioni a se stesso impossibili da non cogliere, movimenti eleganti ed una cifra stilistica in generale pienamente riconoscibile e per questo soddisfacente. Non dispiacciono nemmeno Zane Holtz e D.J. Cotrona, chiamati a rimpiazzare le interpretazioni di Clooney e Tarantino, che riescono a mettere in scena a volte perfino le stesse identiche inquadrature senza far rimpiangere eccessivamente i protagonisti originali ma anzi, omaggiandoli con rispetto e con una buona prova complessiva. Si aggiunge al clima di convincimento tecnico generale anche la messa in scena, ricca di dettagli e sicuramente aiutata dall’avanzare delle tecnologie riguardanti gli effetti speciali e visivi, che non faticano a rendere il tutto ancora più credibile di quanto non fosse nel 1996.

From Dusk Till Dawn - Stagione 1 Non ci sono dubbi sul fatto che From Dusk Till Dawn dividerà il pubblico seriale: gli appassionati della prima ora del film rimarranno probabilmente delusi se si aspettano di ritrovare lo stesso mood e lo stesso ritmo che Robert Rodriguez ci aveva regalato anni fa. Nonostante questo, se vista come un prodotto a sé stante la serie rimane comunque qualitativamente interessante, con una regia - soprattutto per gli episodi diretti dallo stesso Rodriguez - decisamente sopra la media ed una messa in scena che in generale non fa assolutamente rimpiangere la visione.

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