Recensione Fuller House - Stagione 1

La celebre sitcom americana sulla famiglia e l’amicizia virile torna in una nuova veste, grazie al potere della nostalgia e Netflix che ha prodotto tredici episodi della comedy Fuller House - Le amiche di mamma

recensione Fuller House - Stagione 1
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A livello internazionale non è mai stata una sitcom particolarmente popolare (anche se la situazione potrebbe cambiare con la sua apparizione graduale su Netflix nei vari mercati europei), ma negli Stati Uniti Full House (Gli amici di papà in italiano) è stato un autentico fenomeno, durato otto stagioni ed entrato nell'immaginario culturale. Questo successo nostalgico, per lo più slegato dall'effettiva qualità della serie (generalmente ritenuta inferiore ad altre sitcom che andavano per la maggiore nel medesimo periodo), è riconducibile in parte alle gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen, che hanno mosso i primi passi - letteralmente - alternandosi nei panni di Michelle Tanner, la figlia ultimogenita del vedovo Danny, e in parte agli attori adulti Bob Saget e John Stamos, che hanno costruito una fetta significativa delle loro carriere sfruttando in un modo o nell'altro la loro immagine in relazione a Full House (questo vale soprattutto per Saget, che nelle sue esibizioni cabarettistiche e nei camei in Entourage esplora territori agli antipodi dei valori tradizionali promossi dalla sitcom). A fare la sua parte ci ha pensato anche Netflix, che dopo aver aggiunto la serie al suo catalogo americano si è dichiarato disposto a finanziare un revival delle avventure della famiglia Tanner, con Stamos - che detiene parte dei diritti - a fungere da reclutatore per il resto della banda, riunita al completo. O quasi...

La famiglia "tradizionale"

Sono passati quasi trent'anni da quando Danny chiese al cognato Jesse Katsopolis (Stamos) e all'amico Joey Gladstone (Dave Coulier) di aiutarlo a crescere le figlie dopo la morte della moglie. Ancora oggi la famiglia si riunisce regolarmente nella solita casa, anche se la situazione sta per cambiare, dato che Danny ha accettato un lavoro a Los Angeles e quindi lascerà San Francisco. Eppure tutto torna come prima, poiché le nuove inquiline saranno le due figlie maggiori di Danny, D.J. (Candace Cameron Bure) e Stephanie (Jodie Sweetin), aiutate dall'amica d'infanzia Kimmy Gibbler (Andrea Barber). La dinamica originale viene quindi ricreata in chiave femminile, con D.J. recentemente rimasta vedova e con tre figli a carico, con l'aggiunta della figlia adolescente di Kimmy. Manca all'appello solo Michelle, impegnata a New York con una carriera strabiliante nel mondo della moda (allusione al vero motivo dell'assenza delle gemelle Olsen, che si sono comunque dichiarate disposte ad apparire in eventuali stagioni future). E oltre alle visite regolari dei tre "padri" c'è anche il ritorno di Steve Hale (Scott Weinger), il primo - e mai dimenticato - amore di D.J., corteggiata anche da un collega...

L'immortalità della formula

Vi sono pochissimi dubbi sul pubblico a cui si rivolge Fuller House - Le amiche di mamma, fin dal primo episodio, dove appare il cast al completo, i titoli di testa mostrano l'evoluzione dei personaggi principali (con l'aggiunta, per la puntata inaugurale, del trio Saget - Stamos - Coulier, Weinger e Lori Loughlin), e le varie frasi ad effetto - come "Have mercy!" e "Cut it out!" - occupano praticamente tutta la durata insieme a varie battute autoreferenziali. Questa è un'operazione realizzata soprattutto, anzi, quasi esclusivamente per i fan, e a forza di riciclare parti di dialogo e e situazioni della serie originale sarà difficile attirare l'attenzione dei neofiti, per lo meno in questi primi tredici episodi. Eppure, nei momenti migliori, il ritorno della famiglia Tanner funziona, perché l'alchimia personale tra gli attori si è rafforzata nel corso degli anni, anche dopo la cancellazione di Full House. E sebbene i contenuti sdolcinati siano fuori tempo massimo da almeno un paio di decenni, ritrovarli sullo schermo oggi, quando il modus operandi di molte commedie televisive è spingersi oltre i limiti, rappresenta una parziale ventata d'aria fresca. Detto questo, un po' di freschezza vera sarebbe auspicabile per le stagioni successive, perché l'effetto nostalgia ha i suoi limiti.

Fuller House - Stagione 1 Calibrata su misura per chi è cresciuto con la famiglia Tanner, Fuller House è un prodotto simpatico e sincero, ma troppo radicato nelle glorie d’altri tempi e per lo più privo di un’identità propria. Non deve quindi sorprendere che i momenti più riusciti siano quelli in cui appaiono Bob Saget e John Stamos, reliquie del passato alle quali è impossibile rinunciare. Astenersi se non si è particolarmente affezionati a Danny, Jesse e il resto della banda.