Game of Thrones 7x02: Stormborn Recensione

La settima stagione di Game of Thrones entra nel vivo con discussioni di strategia, nuove alleanze, incontri e la prima battaglia...

recensione Game of Thrones 7x02: Stormborn
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"Stormborn", letteralmente "nata dalla tempesta", non è solo il titolo di questo secondo episodio della settima stagione di Game of Thrones, ma anche - e soprattutto! - uno degli innumerevoli titoli di Daenerys Targaryen, nata a Roccia del Drago durante una tempesta e di nuovo accolta da una tempesta al suo ritorno nella casa natale. "Stormborn" si apre lì dove si era interrotta la première di stagione: con Daenerys (Emilia Clarke) pronta a vagliare strategie di conquista, sondare le nuove alleanze e mettere in discussione la lealtà dei suoi consiglieri. È la discussione strategica a farla da padrone per buona parte dell'episodio, con dialoghi serrati e brillanti che riescono comunque a non essere superficiali e unicamente orientati alle battaglie ed eventuali conquiste che verranno, ma ci permettono anche di comprendere meglio dinamiche e motivazioni di alcuni personaggi. A fine puntata si entra nel vivo dell'azione con una battaglia che sembra servire non solo a riequilibrare le forze in campo, ma anche a rimediare agli errori commessi dagli sceneggiatori nella quinta stagione: sessanta minuti che ben bilanciano pianificazione e azione e mettono davvero in moto gli eventi di stagione. Vediamo come in questa recensione, e attenzione: l'articolo contiene spoiler sull'episodio.

Nuove alleanze e nuovi incontri

La scena della riunione del consiglio di Daenerys, che occupa la prima parte dell'episodio, è ricchissima pur nel suo essere una scena di fatto ferma, orientata unicamente al dialogo. E proprio i dialoghi permettono di conoscere meglio le dinamiche tra gli alleati in campo e le loro motivazioni. A brillare è Varys (Conleth Hill) che, dopo essere stato messo alle strette da Daenerys, finalmente abbandona la sua indole evasiva e criptica per un discorso diretto e appassionante che svela qualcosa in più del personaggio: è uno scontro verbale tra un cinico - ma ancora speranzoso - rappresentante del popolino e una regina che troppo spesso ha commesso errori convinta di fare del bene. Interessante anche il breve scambio di battute tra Dany e Olenna Tyrell, con una Diana Rigg che riesce a imprimere carisma anche in poche righe di dialogo, tratteggiando con maestria quello che è uno dei personaggi secondari più interessanti (e ben scritti) della serie - e oscurando momentaneamente l'interpretazione di Emilia Clarke, che risulta sempre un po' troppo impostata nella sua recitazione. Daenerys cementa alleanze, i Lannister ne cercano di nuove in Lord Tarly e Jon lascia il nord a Sansa per recarsi da Dany nella speranza di ottenere il suo appoggio nella lotta contro gli Estranei. Quello che vediamo in questo episodio è in tutto e per tutto il vero "gioco del trono", dove ognuno fa la sua mossa e si prepara per la battaglia - o le battaglie? - finali.

La fine di una storyline che non ha mai funzionato

E un assaggio di guerra lo abbiamo già a fine puntata, quando le navi di Yara Greyjoy (Gemma Whelan) vengono assaltate dalla flotta di suo zio Euron (Pilou Asbæk). È una battaglia navale e per questo è caotica ma ben scritta, con Euron Greyjoy che trionfa come personaggio feroce e carismatico. Scopriamo così qual è il dono promesso a Cersei: Ellaria Sand (Indira Varna) e sua figlia Tyene (Rosabell Laurenti Sellers) - sulle quali immaginiamo che Cersei si vendicherà in maniera crudele, facendo leva sul legame madre-figlia contro la donna che ha ucciso la sua unica figlia femmina. Euron uccide le altre due Sand Snakes, Obara (Keisha Castle-Hughes) e Nymeria (Jessica Henwick, la Colleen Wing di Iron Fist), ponendo così fine a due dei personaggi peggio riusciti dell'intera serie, dalla caratterizzazione quasi caricaturale e detestati in particolar modo da chi ha letto la saga cartacea, dove i personaggi di Dorne sono più complessi e approfonditi, con una storyline meno banale. Una dipartita non sofferta, quindi, e anzi forse decisa da David Benioff e D.B. Weiss proprio per eliminare in fretta gli elementi meno convincenti di questa parte finale della serie.

"A Chronicle of the Wars Following the Death of King Robert the First"

L'episodio è segnato da altri eventi e incontri, più o meno significativi: Arya (Maisie Williams) ritrova Frittella e grazie a lui scopre che Jon adesso è Re del Nord, cosa che la spinge ad abbandonare momentaneamente i suoi propositi di vendetta per fare ritorno a Grande Inverno e riabbracciare ciò che resta della sua famiglia (anche se è molto improbabile incontri subito Jon, ora in viaggio per Roccia del Drago). Prevedibile - soprattutto per chi ha letto i libri - ma toccante anche l'incontro tra Arya e Nymeria, la sua metalupa: le due non sono più le stesse di quando giocavano insieme e le loro strade si incrociano brevemente prima di dividersi ancora, per quanto sia comunque probabile che rivedremo Nymeria più avanti.

E mentre alla Cittadella Sam cerca di curare Jorah dal Morbo Grigio (in una maniera dolorsa e raccapricciante che poi sfuma nel piatto di uno dei clienti di Frittella, riconfermando la piega comica della storyline di Sam), apprendiamo anche che l'Arcimaestro Marwyn (Jim Broadbent) sta scrivendo un resoconto storico, un libro intitolato "Cronaca delle guerre che hanno seguito la morte di Re Robert I". Un titolo che Sam preferirebbe fosse invece più poetico. "Game of Thrones", magari?