Recensione Game of Thrones - Stagione 1

L'inverno è arrivato. La prima stagione di Game of Thrones convince i fan dei romanzi e gli spettatori che si avvicinano alla storia

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Si è conclusa da poco la prima stagione di Game Of Thrones. Un serial nato dall'ambizioso progetto della HBO atto a riproporre, sul piccolo schermo, le avventure narrate dal creativo (e pigro) George R. Martin nella saga "A Song Of Ice And Fire", da noi "Le Cronache del ghiaccio e del fuoco". Vi abbiamo già parlato abbondantemente, in uno special ed un first look(che trovate linkati in fondo alla pagina), dell'enorme peso e responsabilità di un simile progetto e dell'incredibile opera su cui poggia questo serial. Non ci dilungheremo quindi con ulteriori spiegazioni riguardanti la trama.
Milioni di fan in tutto il mondo hanno atteso per mesi il pilot, pronti a distruggere o consacrare il serial come solo loro sanno e possono fare. Ora siamo giunti alla resa dei conti: il pollice punterà verso l'alto o verso il basso?

Una doverosa premessa

Quando ci si trova di fronte ad un'opera "ispirata a..." si vengono a creare sempre due fazioni contrapposte. Da una parte quelli che pretendono una fedelissima trasposizione fin nel più piccolo particolare. Dall'altra quelli a cui non importa nulla dell'opera ispiratrice, l'importante è che il prodotto funzioni e sia ben fatto. Chi scrive questa recensione ritiene che, mai come in questi casi, sia comodo utilizzare l'antica saggezza insita locuzione latina: "In medio stat virtus". La virtù sta nel mezzo. Quel che conta non è tanto riproporre ogni minimo dettaglio dell'opera originale (anche perchè essendo medium diversi è quasi impossibile), quanto trasmetterne interamente il suo spirito, la sua essenza, rimanendo fedele ai cardini fondamentali su cui ruota. Il serial Game Of Thrones riesce in questo? Si, quasi totalmente. Il problema risiede tutto nel quantificare quel "quasi". Ma andiamo con ordine, cominciando dal plot.

Stark, Lannister e soci

La prima stagione è composta da 10 episodi, ognuno della durata di un'ora (circa). Bastano per rendere appieno, nella sua interezza, il primo libro della saga? Molto probabilmente no. Con il doppio degli episodi a disposizione si sarebbe potuto fare meglio e di più, ma "con i se non si costruiscono i castelli", come direbbe Brandon "Il costruttore" Stark. Non ci si può però assolutamente lamentare di quel che è stato fatto tenendo conto del tempo a disposizione. Tutti i punti più importanti della trama sono stati riproposti al meglio: alcuni, come la scena più importante del nono episodio, hanno forse persino superato la loro controparte cartacea. Altri hanno subito delle modifiche che probabilmente erano più che evitabili, mentre altri ancora non sono stati approfonditi a dovere. Il poco tempo a disposizione non è stato sfrutato al meglio, anche perchè il gusto della HBO nel mostrare scene di sesso e corpi nudi (non solo femminili) ha preso in alcuni frangenti il sopravvento, togliendo spazio a momenti più importanti solo per regalare momenti "sexy" più che evitabili.
Per chi ha letto la saga è evidente come Martin abbia messo il suo zampino (o meglio zampone) per regalare ai fan delle scene e degli "extra" che sono andati a completare ulteriormente l'enorme puzzle che sta tracciando da anni (troppi). In alcuni momenti si ha anche l'impressione che lo scrittore abbia sfruttato il serial per aggiustare il tiro, migliorando alcune scene (come il finale del nono episodio) e approfondendone altre. Il serial in questo modo diventa ancora più interessante per i fan che non si limiteranno a vedere su schermo solo ciò che hanno letto, ma avranno la possibilità di seguire scene totalmente originali o riviste in modo diverso.
Purtroppo però, nonostante siano stati mostrati tutti gli eventi principali, manca un reale approfondimento dei punti fondamentali del plot e dei personaggi più importanti. Alcuni di questi, tracciati e caratterizzati alla perfezione nel libro, risultano essere poco più che accennati nel serial. Tutto questo sembra sottintendere a tratti che la serie sia stata pensato unicamente per i fan, ma non è propriamente così. Gestire così tanti personaggi sparsi in diversi luoghi non è assolutamente facile, ma registi e sceneggiatori sono riusciti comunque a dar vita ad un ottimo prodotto adatto a tutti.

Han tagliato l'autore!

George R. Martin, il creatore della saga, oltre ad aver partecipato attivamente alla scrittura della sceneggiatura del serial, ha anche recitato in un piccolo cameo nell'episodio 8. Purtroppo però è stato successivamente tagliato per mancanza di spazio, insieme ad altre scene. Non resta che sperare di poterle vedere tutte in un'edizione in DVD o BR.

Dal più grande drago fino al più piccolo leone

Elemento portante della serie è la cura con cui è stato confezionato il prodotto. La si può notare in ogni cosa, a partire dal casting. Gran parte della riuscita di un serial ricade sugli attori che lo animano e la maggior parte di loro, in Game Of Thrones, non si è limitata a convincere, ma ci ha deliziato anche con delle bellissime interpretazioni. Tra tutti svettano sicuramente Peter Dinklage (Tyrion), Sean Bean (Ned), Nikolaj Coster-Waldau (Jaime) e la piccolissima Maisie Williams (Arya), vera sorpresa di questo serial. Gli unici che han convinto meno sono Kit Harrington (Jon), Sophie Turner (Sansa) e Jack Gleeson (Joffrey). Le loro interpretazioni sono al di sotto della media e, in alcune scene, lasciano molto a desiderare. Speriamo che, nello scegliere il cast per la prossima stagione (si, ci aspettano molti nuovi personaggi), venga posta la medesima cura.
Le location ed i costumi sono l'altra punta di diamante di questa serie. E' stata girata principalmente nell'Irlanda del nord ed in Scozia, passando poi nell'isola di Malta per alcune scene. Tutti luoghi che han reso perfettamente le atmosfere del libro, mostrando degli scorci meravigliosi. Come se non bastasse, anche la cura nel riproporre vestiti, armi ed armature è stata quasi maniacale. Dall'armatuta del Mastino fino alle vesti di Petyr Baelish, passando per la "floreale" armatura di ser Loras, ovunque si può notare l'attenzione profusa per i più piccoli dettagli.
Un'attenzione che si nota anche nell'ormai famosissima sigla d'apertura, già canticchiata ed amata alla follia da moltissime persone. Una sigla che, come una mappa virtuale, ci mostra di volta in volta i diversi luoghi che verranno mostrati nella puntata in corso. Un'idea che sicuramente ha fatto la gioia degli amanti del fantasy, profondamente legati alle mappe che vengono stampate nelle primissime pagine dei libri per accompagnare i viaggi e le avventure dei protagonisti.

Meta-Lupi fantasma?!

Un paragrafo a parte lo meritano i meta-lupi. Creature fantastiche che nei libri assumono un'importanza fondamentale. Oltre ad essere il simbolo della casata degli Stark, sono anche parte integrante dei giovani protagonisti della saga. Li seguono in ogni istante, li difendono, li aiutano e rispecchiano il comportamento dei loro padroni.
Sono dei protagonisti a tutti gli effetti e, non a caso, quando uno Stark si separa dal proprio meta-lupo comincia inevitabilmente una lenta discesa verso le situazioni più disperate e sfortunate.
Come hanno reso tutto questo nel serial? Male. I meta-lupi sono quasi invisibili, presenze effimere che sembrano sparire e ricomparire senza soluzione di continuità. Ci si chiede a questo punto come potranno rendere al meglio delle scene future in cui saranno fondamentali e, soprattutto, perchè sia stato fatto questo cambiamento. Molto probabilmente il budget non ha permesso di fare altrimenti. I meta-lupi sono più grandi dei normali lupi (quindi da adulti richiedono la CG) e l'utilizzo di cani quando erano ancora cuccioli probabilmente non è stato facilitato dalla presenza di altri animali di grosse dimensioni come i cavalli. Queste però sono solo vaghe ipotesi che cercano di giustificare una mancanza di cui, molto probabilmente, risentiranno unicamente i fan, ma che potrebbe creare dei buchi non indifferenti nel plot delle prossime stagioni.

Game of Thrones - Stagione 1 Game Of Thrones è sicuramente uno dei serial rivelazione di questa stagione. Gli eventi finali degli ultimi episodi creeranno un cliffhanger in grado di incollare allo schermo tutti gli spettatori (oltre 3 milioni), per poi farli smaniare nell'attesa della prossima stagione, le cui riprese partiranno questa estate. Game Of Thrones convince e supera il difficoltoso esame dei fan, facendo anche la gioia di quelli che non hanno mai aperto i libri di Martin. Purtroppo la mancanza di tempo non ha permesso di approfondire appieno tutti i personaggi e gli eventi principali, ma ci troviamo comunque di fronte ad un gran serial. L'inverno, finalmente, è arrivato.