Recensione Gomorra - La serie

Per i lettori di Everyeye arriva la recensione di Gomorra - la serie, ultima fatica di Stefano Sollima basata sul bestseller di

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Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

E' innegabile come, nel nostro paese, le serie tv coprano un ruolo del tutto marginale (per non dire inesistente) all'interno del panorama dell'intrattenimento televisivo. Al loro posto troviamo le fiction, tipologia sempre seriale che offre da noi ben poco in termini di attrattiva e, diciamocelo pure, di vera e propria qualità di visione. Tra l'altro, fatta eccezione per pochi casi che magari non meritano in questa sede neanche menzione, tutto si riduce a 2 generi che dalle nostre parti risultano inflazionati oltremisura: il romantico e il poliziesco. Si, perché di prodotti a sfondo mafioso o che cercano in tutti i modi di emulare la vita del commissariato ne son pieni i palinsesti in Italia, inutile girarci intorno. Eppure, direte giustamente anche voi, vi sono delle eccezioni. Eccezioni per giunta abbastanza recenti. Una di queste è Romanzo criminale, ad opera di Stefano Sollima, il quale ha provveduto, da solo, ad alzare esponenzialmente la qualità delle produzioni televisive italiane, sebbene sia stato un caso prettamente unico. Almeno fino ad oggi. Si perché, grazie al "background" inaugurato dal bestseller Gomorra di Roberto Saviano, Sollima si è finalmente deciso a tornare dietro la macchina da presa con una serie graffiante, superba, spettacolare.

Un pugno nello stomaco.

Gomorra - la serie (ovviamente da non confondere con il film di Matteo Garrone, nettamente differente sotto molti aspetti) narra la storia della famiglia Savastano, potente famiglia della mafia napoletana stanziata a Secondigliano, composta dal boss Don Pietro (Fortunato Cerlino), dalla moglie Imma (Maria Pia Calzone) e dal figlio Gennaro (Salvatore Esposito). Intorno ai Savastano ruotano i numerosi personaggi che arricchiscono, grazie al loro carisma e alla loro forte personalità, l'intero intreccio narrativo. Uno di questi è il braccio destro di Don Pietro, Ciro "L'immortale" Di Marzio (Marco d'Amore), che si rivelerà essere il vero membro chiave della vicenda. Di contraccolpo ritroviamo il gelido e religioso Salvatore Conte (Marco Palvetti), da sempre rivale dei Savastano.
Inutile dire che, dopo un predominio iniziale, le vicende subiranno un brusco cambiamento (con una parvenza che può sembrare Verghiana) dove lo spettatore si troverà sempre più immerso all'interno di una storia che non lascia spazio a ripensamenti, priva di lieto fine. Perché in determinati ambienti non esistono i colori, ma tutto assume un tono perennemente cupo e ovattato, tutto sembra uguale. Ci ritroveremo più volte a fare il "tifo" per la persona sbagliata, travisando ciò che Gomorra - la serie vuole realmente essere: uno scorcio su di un mondo che cosi' tanto ha fatto discutere, ma del quale forse si conosce veramente poco.
E' difficile analizzare un prodotto forte e "distaccato" come Gomorra, perché, seppur nella finzione, lo scopo (ben riuscito) degli addetti ai lavori di farti sentire parte di un mondo cosi' pesante e reale lascia sbalorditi, intontiti, affascinati per certi versi ma incapaci per altri di capire bene ciò che ci circonda.
La serie cattura grazie alla sua incredibile atmosfera e grazie alla superba fotografia, che catapulta lo spettatore nelle zone più corrotte dell'entroterra napoletano mostrando una realtà forse solo immaginata fino ad ora. Grazie anche alle ricostruzioni di Saviano fatte attraverso testimonianze di pentiti, file archiviati e quant'altro e sotto la sapiente mano di Sollima il quadro appare molto più concreto di quanto ci si aspetterebbe. Una cura minuziosa per i particolari, una ricercatezza negli ambienti, nelle musiche, nei dialoghi semplicemente perfetta. Ma nulla di tutto questo sarebbe possibile senza il supporto di un cast all'altezza.

Il cast perfetto.

Ed ecco che Gomorra sorprende anche sotto questo aspetto, donando grazie ai già citati Cellino, Esposito, D'Amore e a tanti altri una rappresentazione ineccepibile. Gli attori con la loro bravura amplificano la già superba caratterizzazione dei singoli personaggi, dando il meglio nelle situazioni più critiche, dove la forte personalità di ogni singolo componente di questa intricata storia prende il sopravvento.
Esemplare dimostrazione di come nel panorama italiano ci sia bisogno di nuovi volti, dando magari la possibilità a innumerevoli attori dal formidabile talento (come in questo caso) che ad oggi non hanno la giusta visibilità di dimostrare il loro valore. Perché l'alchimia creata all'interno di questo serial dai personaggi che ne fanno parte è notevole, ed è un peccato che questo resti un evento isolato.
E, sebbene i più moralisti (come è già accaduto, del resto) continueranno a boicottare produzioni simili travisando il loro vero significato e interpretandolo come un banale gesto di mercificazione, siamo sicuri che la gran parte delle persone che non hanno ancora avuto modo di seguire le gesta di Ciro e co. Resteranno positivamente colpite una volta iniziata la visione. Insomma, un prodotto che ha lo stesso effetto di un fulmine a ciel sereno, che cattura, e che difficilmente mollerete dopo una prima visione. Una vera e propria prova di qualità made in Italy, che non faticherà a trovare consensi anche al di fuori dei confini nazionali (la serie è già stata acquistata da innumerevoli network stranieri) e che, siamo sicuri, verrà ricordata a lungo nel corso degli anni. Nel frattempo godiamoci questa prima stagione con il suo elettrizzante cliffanger finale, in attesa di una seconda già confermata e in dirittura d'arrivo nel 2015.

Gomorra - La serie Sollima con il suo Gomorra - la serie stupisce e incanta, proprio come avvenne a suo tempo con Romanzo Criminale, grazie a personaggi già entrati nell’immaginario collettivo (con un cast indimenticabile) e a situazioni forti, reali e avvincenti. Tecnicamente maestoso, Gomorra rappresenta uno scorcio su di una realtà che troppo spesso è stata vittima di ingiusti tabù o di ipocrisie varie, per un serial che farà sicuramente riflettere oltre che intrattenere. La vera conferma che la qualità made in Italy è ad oggi ancora viva e vegeta.