Homeland: Stagione 6 Recensione

Homeland, il thriller politico di Showtime è tornato sul suolo americano per raccontare una realtà tristemente simile alla nostra.

recensione Homeland: Stagione 6
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Il 20 gennaio 2017 Donald Trump è ufficialmente divenuto il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti, e il suo discorso inaugurale si è fatto notare per la forte impronta nazionalista, a suon di "America First!", slogan inquietante e al contempo fonte inesauribile di gag online (basti pensare ai vari paesi che si sono scherzosamente offerti volontari per essere al secondo posto dopo gli USA). America First è anche il titolo del finale della sesta stagione di Homeland, andato in onda poco più di due mesi dopo l'insediamento di Trump, e la scelta è tutt'altro casuale nel contesto di un ciclo di episodi che, più di ogni altra annata precedente, ha voluto raccontare il mondo com'è oggi, con un particolare occhio di riguardo per gli Stati Uniti, dove la serie non si era più avventurata dal 2013 (al di fuori dei titoli di testa, che contengono ancora frammenti audio legati alla presidenza americana in generale e all'era George W. Bush in particolare).

Realtà vs. finzione

Con l'avvento di Trump alla Casa Bianca è inevitabilmente cambiato il panorama televisivo per quanto concerne le serie legate in qualche modo alla politica o all'attualità in generale. Lo scorso autunno, in occasione della cerimonia degli Emmy Awards, Julia Louis-Dreyfus ha dichiarato che fare satira - come nel caso della serie comica Veep, dove lei interpreta il Vice-Presidente - è molto più difficile in un mondo dove gli eventi reali sfidano apertamente la sospensione dell'incredulità, un parere condiviso nei mesi successivi dai creatori di South Park (e al di fuori della finzione basta pensare a Saturday Night Live, che il più delle volte si limita a riportare alla lettera i discorsi di Trump, di gran lunga superiori a qualsiasi invenzione degli sceneggiatori a livello umoristico). Un prodotto come The Americans, basato su eventi reali e ambientato negli anni Ottanta, è di una rilevanza sconcertante alla luce delle varie ipotesi su un coinvolgimento russo nell'esito della campagna elettorale del 2016. E poi c'è Homeland, con quel titolo che in primis rimanda alla Homeland Security, all'antiterrorismo, ma significa anche "patria" in inglese. Una dualità che proprio in questa stagione, verosimile ma non senza una punta di idealismo (anche gli showrunner credevano che sarebbe stata eletta Hillary Clinton, e di conseguenza hanno creato un Presidente donna), diventa fondamentale.

America domani?

Qualche anno fa era lecito interrogarsi sulle potenzialità a lungo termine di una serie che, oltre ad essere un remake, era anche in mano a certe esigenze aziendali (la presenza di Nicholas Brody, che doveva morire entro la fine della seconda stagione, fu prolungata per esplicito volere della Showtime). Oggi la situazione non è ancora del tutto risolta, con momenti di spessore che si alternano a slanci di pigrizia narrativa di genere, ma da quando Homeland ha deciso di adattarsi maggiormente a quello che succede nel mondo reale il suo ritratto delle falle del sistema che dovrebbe difendere l'America è più convincente ed avvincente. Il ritorno a casa, di Carrie Mathison (la sempre ipnotica Claire Danes) e dello show, era assolutamente necessario in questa sede, e desta una certa curiosità sulle prossime due stagioni, già confermate (con l'intenzione di chiudere con l'ottava annata). In teoria, Trump sarà ancora al potere, e se in questa sede abbiamo già avuto a che fare con il concetto di fake news e della manipolazione estrema delle informazioni, quali saranno le vie da esplorare in vista del commiato definitivo?

Homeland - Stagione 6 Dopo due stagioni ambientate e girate all'estero, la serie politico-spionistica della Showtime è tornata sul suolo americano in tempo per divenire uno specchio discontinuo ma spesso intelligente della realtà che ci circonda. Così facendo ha acquisito una rilevanza ancora maggiore nel panorama della serialità statunitense, un elemento da sfruttare al massimo del suo potenziale in vista della chiusura dello show, prevista al termine dell'ottava stagione.

7.5