Recensione Hung - Stagione 2

Tornano le avventure del "pisellone" Ray, che quest'anno dovrà fare una scelta tra le sue due inaffidabili pappone.

recensione Hung - Stagione 2
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Riassumendo molto brevemente, nella prima stagione di Hung abbiamo visto Ray diventare un "prostituto" in seguito al divorzio con sua moglie e all'incendio della sua casa. Ma adesso Ray si trova costretto a scegliere tra due pappone, Leonore (spietata ma molto abile con gli affari) e Tanya (la sua imbranata amica con cui ha messo in piedi "Happiness Consultants"). Nel frattempo dovrà vedersela con i tagli sul lavoro (da allenatore e professore di liceo), con una ex moglie per cui prova ancora qualcosa e con due figli in piena crisi adolescenziale. Come per molte altre serie in circolazione la domanda è: riuscirà a gestire tutto?

C'è crisi

La crisi è il tema portante della serie. Ma non esclusivamente crisi economica, crisi a più livelli.
Crisi economica: Le ripercussioni della crisi economica si fanno ancora sentire, con tagli scolastici alle spese e ingenti perdite patrimoniali.
Crisi morale: Tanya si dimostra capace di un raggiro coi fiocchi ai danni di una povera vedova e di Mike, l'amico e assistente allenatore di Ray; raggiro in cui viene coinvolto anche Ray.
Crisi di un matrimonio. Partito con intenti sbagliati (la sicurezza economica) il matrimonio tra Jessica e Ronnie mostra le prime evidenti crepe, soprattutto dopo la richiesta da parte di Ronnie di avere un figlio.
Crisi nervosa: Tanya, dopo una vita passata a fare il ruolo da "perdente", di quella "fottuta" perché troppo buona(la metafora che utilizza è d'obbligo), incomincia a perdere la testa, cercando per la prima volta di "fottere" le persone. Anche Jessica mostra sulla sua pelle i segni di una crisi, tramite dei particolari eritemi.

Una spruzzatina di tutto

Non potendo garantire una sufficiente coralità all'interno delle singole puntate da 25 minuti, si è preferito "spalmare" il tutto nell'arco dei dieci episodi. Una mossa vincente, che garantisce alla stagione varietà e freschezza. Avremo così una spruzzatina di "casi umani" (i clienti) da soddisfare, un po' di perle di saggezza dalla madre di Jessica, un po' di lotta tra Tanya e Lenore, qualche accenno alla crisi economica, i problemi dei figli di Ray, e via di questo passo.
A giovarne sono anche gli stessi personaggi, che si inseriscono in maniera più fluida all'interno della narrazione.
L'unico personaggio che sembra non avere una sua ben specificata collocazione è Charlie, un pappone con cui si confida Tanya; confidiamo che per la prossima stagione il suo ruolo sia più definito.

Realizzazione

Dal lato tecnico la serie si riconferma sui livelli (buoni) della prima stagione. Si migliora leggermente il voice over di Ray, ora un po' più presente, a sottolineare i temi principali delle puntate.
La recitazione è buona, senza sbavature, con attori molto calati nelle parti. Una menzione d'onore va all'ottima Jane Adams per il ruolo di Tanya, dove riesce a trasmettere brillantemente le nevrosi del personaggio, rendendolo a tratti squisitamente comico. Ottima la scelta delle musiche, specie nei titoli di coda.

Hung - Stagione 2 Ricapitolando, possiamo dire che questa seconda stagione migliora un po' tutti gli aspetti della serie, dosando le sue parti con più perizia. Tutti i personaggi hanno i loro spazi nel corso della breve stagione ed il tema di fondo tende ad emergere con più efficacia. Hung si riconferma una serie godibile, non eccelsa ma buona, capace di intrattenere piacevolmente lo spettatore. Ne consigliamo la visione esclusivamente a chi ha gradito almeno in parte la prima stagione, poiché (a parte l'affinamento delle meccaniche e della gestione delle trame) il succo è sempre lo stesso.

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