Recensione I Borgia - Stagione 1

Potere, sesso, violenza, complotti... in breve I Borgia!

recensione I Borgia - Stagione 1
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La Storia è un po’ come la matematica: o la sia ama o la si odia, niente vie di mezzo. Che per voi la scuola sia ormai solo un ricordo o che spendiate metà delle vostre giornate ancora tra i banchi del liceo, ad accomunarvi vi sarà di certo il pensiero del tedio provato durante quell’ora caratterizzata da racconti di conflitti, rivoluzioni, trattati e alleanze. E allora perché mai qualche sadico masochista dovrebbe voler realizzare proprio un telefilm “storico”? Beh, perché nonostante ciò che si possa pensare la Storia è in realtà un enorme serbatoio di idee e vicende che riescono a far impallidire anche la più fervida delle immaginazioni. La televisione l’ha imparato presto, sbirciando l’operato del più anziano cinema, che poco dopo la sua nascita ne ha compreso l’enorme potenziale. Siamo ovviamente ben lontani da quei soporiferi filmati didattici che spesso i docenti si propongono di farci vedere. Cinema e televisione hanno dispiegato infatti tutte le loro forze produttive per rendere appetibili prodotti del genere, riuscendo il più delle volte nel loro intento. Il piccolo schermo in particolare, negli ultimi anni, si è lasciato sedurre dal fascino della grandi casate notoriamente coinvolte in torbide vicende che vedono intrecciarsi sesso, politica, complotti e potere. E quale dinastia migliore dei famigerati Borgia per offrire al pubblico tutto questo e altro ancora? Nell’ultimo anno difatti si contano addirittura ben due serie tv dedicate alla ricostruzione delle “avventure” di Rodrigo e famiglia: l’americana “The Borgias" del celebre Neil Jordans e l’europea “I Borgia” dell’altrettanto stimato Tom Fontana (e su cui si focalizza la recensione che state leggendo).

Dobbiamo proprio scriverlo di cosa tratta questa serie?

Per quelli giunti fin qui con la stessa attenzione riposta durante l’ora di Storia, ribadiamo che il telefilm si concentra sulle vicende della celebre famiglia Borgia che, come sapranno anche i più distratti, ha lasciato una profonda impronta durante il Rinascimento italiano. Retta dall’autoritario e ambizioso Rodrigo, la casata in questione è in realtà famosa anche per le gesta dei suoi figli illegittimi (Giovanni, Cesare e Lucrezia su tutti) e per diverse altre figure storiche che le gravitarono intorno (come ad esempio i fratelli Alessandro e Giulia Farnese). Quello che però prima di ogni altra cosa viene alla mente quando si pronuncia il nome dei Borgia è sicuramente quell’amalgama di potere, corruzione, nepotismo, violenza, delitti, incesti, sesso, libertinaggio, congiure e macchinazioni che la caratterizzarono donandole un ambiguo fascino. Bene, esattamente tutto questo è quello che vedrete se deciderete di dare un occhio alla serie. Le vicende raccontate sullo schermo prendono il via poco prima del decesso di Papa Innocenzo VIII, mostrando sin da subito un (allora cardinale) Rodrigo arrivista e avido di potere, disposto a tutto pur di giungere al suo obiettivo di divenire papa. Lo seguiamo perciò tra intrighi e complotti, mentre con l’aiuto (spontaneo o coatto) dei suoi familiari, stringe astute alleanze e mette a tacere gli oppositori. Cotanti sforzi danno i loro frutti, così che nel 1492 Rodrigo viene eletto papa col nome di Alessandro VI. Da questo momento in poi divenne chiaro come quanto accaduto fino a quel momento fu solo un piccolo assaggio di quello che questa dinastia si mostrerà capace di realizzare negli anni successivi. Lo stesso Fontana infatti ha dichiarato a più riprese come il modo di agire dei Borgia li abbia resi assolutamente simili alle moderne famiglie mafiose.

Una sapiente miscela di ottimi ingredienti

La serie alterna momenti più statici, come per esempio la lunga conclave tenutasi nella Cappella Sistina che avrebbe portato all’elezione di Rodrigo, a momenti più dinamici, come ad esempio le risse e gli alterchi dei giovani Borgia con gli eredi delle casate rivali. Dosa sapientemente le scene di sesso e violenza (la cui resa è sempre cruda e realistica, anche se mai eccessiva) e si destreggia ottimamente tra cupe e seriose riunioni “politiche” e momenti più leggeri come le visioni (inventate) della bella Lucrezia o i raggiri ai danni dell’ odiata “cugina Adriana”. I dialoghi curati ed efficaci rendono piacevoli anche le situazioni potenzialmente più noiose (come la stessa conclave di cui si diceva sopra), così come studiati fino all’ultimo dettaglio risultano i costumi e le scenografie. Tanto gli esterni che gli interni infatti sono resi in maniera ottimale, aiutando lo spettatore ad immergersi in quelle vicende lontane. Del resto questa è una delle produzioni europee col più alto budget di sempre (30 milioni di dollari) e i risultati per fortuna non deludono. Altro plauso va all’eccellente cast che riesce a fare davvero un buon lavoro, da Isolda Dychauk (Lucrezia) ad Assumpta Serna (Vannozza Cattanei), passando per Stanley Weber (Giovanni). Su tutti però John Doman, che ha anche il “physique du role” per interpretare un personaggio tanto ingombrante quanto quello di Rodrigo e che difatti riesce perfettamente a bucare lo schermo. Decisamente azzeccata anche la scelta di Mark Ryder nei panni di Cesare, bravo e credibile, mentre stendiamo un sottile velo pietoso sulla prova dell’italiana Marta Gastini (Giulia Farnese), affettata e spesso poco convincente. Punto in più a Fontana e al suo prodotto anche per esser riusciti nell’intento, non sempre semplice nelle opere di fiction, di rispettare la “Storia”, evitando di manipolarla e mistificarla eccessivamente per fini drammatici (cosa che invece risulta essere stata fatta per The Borgias).

I Borgia - Stagione 1 Sontuosa e sfarzosa, questa serie europea riesce a proporre le vicende storiche dei Borgia senza mai annoiare. Gli episodi scorrono lisci e senza intoppi, riuscendo a coinvolgere e interessare lo spettatore, ammaliato anche dalla bellezza della ricostruzione degli ambienti. Il pubblico sposa il punto di vista di Rodrigo e famiglia scoprendo il brutto e il bello della Roma rinascimentale. Una valida regia e un’altrettanto valida sceneggiatura completano il quadro, rendendo questa serie un ottimo prodotto adatto anche a chi la Storia non l’ha mai vista di buon occhio. Del resto la stessa realtà storica si propone di per sé già ricca e affascinante, grazie all’operato dei Borgia che hanno involontariamente fornito materiale ad oltranza per testi di ogni forma e genere. Dunque non lasciatevi spaventare da questa serie in costume e recuperate subito i 12 episodi di cui si compone.