Recensione Lost - Stagione 2

Continuano le intriganti avventure dei superstiti del volo Oceanic 815!

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"You have only three choices: run, hide...or die”

Lost è una serie il cui successo è basato sul mistero, sul modo di giocare col dubbio dello spettatore e sulle sue aspettative; un tenere continuamente in ansia lo spettatore per quello che potrebbe succedere ed essere rivelato nelle puntate successive. La prima stagione, che inizialmente poteva sembrare un pretesto per un telefilm che fosse la metafora della redenzione umana (molti fan ritenevano l’isola del telefilm una sorta di purgatorio), si chiuse con un memorabile cliffhanger (l’esplosione del portellone della botola) lasciando alla fantasia dello spettatore infinite possibili continuazioni. La seconda stagione di lost parte esattamente da dove si era interrotta, con l’apertura della botola da un lato e l’esplosione della zattera dall’altro, in entrambi i casi non mancheranno le sorprese e lo spettatore non potrà che trattenere il fiato nei primi episodi.

Le tecniche narrative

L’atmosfera che si respira è ancora più tesa e intrigante della prima stagione, anche se per fortuna non mancano i momenti più rilassati dove vengono meglio approfondite le storie tra i personaggi; gli archi narrativi crescono con un sapiente gioco di intrecci e anche grazie all’introduzione di nuovi carismatici personaggi (alcuni dei quali assumeranno fondamentale importanza nel corso della serie). I flashback, colonna portante della prima stagione, mantengono uno standard qualitativo medio-alto, con alcuni picchi sia in positivo che in negativo. Poco interessanti risultano quelli della nuova aggiunta Ana Lucia e della coppia coreana Jin e Sun, mentre in generale gli altri risultano piuttosto buoni, con un cenno in particolare al flashback di fine stagione incentrato su una nuova aggiunta, Desmond. In generale la formula funziona ancora a dovere, ma incominciano a farsi sentire le prime piccole "forzature" narrative che rivedremo più avanti (nella terza stagione).

L'isola dei misteri

Le ambientazioni subiscono un deciso miglioramento in questa stagione; infatti i nostri eroi troveranno sparse tra l’isola numerose stazioni, come quella del cigno (esattamente sotto la botola della prima stagione). Queste stagioni appartenevano tutte alla fondazione Dharma Initiative, un progetto di ricerca scientifica nato negli anni settanta allo scopo di studiare le proprietà dell’isola e di condurre svariati esperimenti in essa. L’idea del ritrovamento di queste stazioni risulta in questa stagione molto ben congegnata, in quanto risultano essere tutte interessanti e misteriose. La mitologia gioca un ruolo decisivo, andando chiaramente a stuzzicare lo spettatore più “fanatico” e alimentando lo stupore in maniera fin troppo marcata. C’è da dire che questa è una componente che ritorna in ogni stagione di questo telefilm e che è stata spesso duramente criticata. Le accuse sono di sommergere lo spettatore di una valanga di misteri, senza che gli sceneggiatori sappiano quello che stanno realmente facendo. Arrivati alla quarta stagione possiamo affermare che parte dei misteri troverà una naturale e convincente soluzione, mentre molti altri, quelli più importanti, ancora devono essere svelati. Quindi per poter affermare se gli sceneggiatori avevano ben chiare le loro idee o improvvisavano storie misteriose per disperazione dobbiamo aspettare la fine della serie, che salvo imprevisti dovrebbe avvenire nel 2010
Questa seconda stagione si diverte a giocare ancora prevalentemente a carte coperte, come la prima, lasciando intravedere piccoli pezzi di realtà, confondendo e intrigando lo spettatore che si trova ad essere stregato da questo “gioco di prestigio”. L'isola risulta ancora più misteriosa di quanto ce la ricordavamo; una giungla piena di misteri dove puoi trovare di tutto e dove non sei mai al sicuro. La tensione dei personaggi è la stessa degli spettatori, che partecipano al mistero, fanno anch'essi parte del telefilm e ne indagano i misteri, da qui la nascita di idee come la "Lost Experience", un invito agli spettatori a "patecipare", a calarsi ancora di più nella fitta rete che il telefilm ha saputo magistralmente tessere. La visione quindi del telefilm come "videogioco", con la partecipazione e l'interazione degli spettatori, che si appropriano anche del supporto visivo (basta vedere i numerosi screenshots e video fatti dai fan, che circolano in rete, per farsi un'idea). Una partecipazione fortemente incentivata dai creatori della serie, sia per tenersi stretti gli spettatori, sia per "giocare" con loro.

Cast, regia e musiche

Gli attori sono tutti molto bravi e in questa stagione confermano le buone impressioni iniziali, tra le vecchie conoscenze una menzione speciale se la merita senza dubbio Terry O’Quinn, che offre un’interpretazione di John Locke davvero sentita (per la quale ha vinto un Emmy Award nel 2007). Tra le nuove entrate da segnalare Michael Emerson ed Henry Ian Cusick, due vere e proprie rivelazioni che aggiungono parecchio spessore alla serie, risultando fondamentali nelle stagioni successive. Michael Emerson, che inizialmente doveva recitare un paio di episodi, grazie alla sua impressionante interpretazione è diventato uno dei i personaggi più importanti della serie.
La regia è molto solida in tutte le occasioni, evocativa negli scorci paesaggistici e adrenalinica nelle scene più concitate, specie negli episodi finali.
Le musiche sono praticamente le stesse della prima stagione, perfette nell’accrescere la tensione durante le scene più concitate, enfatizzando la drammaticità di certi eventi e sottolineando i colpi di scena in maniera molto azzeccata. Gli attori si trovano maggiormente a loro agio in questa stagione, e offrono interpretazioni credibili e senza sbavature; vengono introdotto nuovi personaggi, tra cui i sopravvissuti della sezione di coda e le nuove entrate si integrano perfettamente nel cast, andando a costituire una ricchissima aggiunta.

"Live Together, Die Alone"

In conclusione, cosa offre questa stagione? Offre tutto quello che i fan della prima aspettavano. E' la diretta conseguenza, l'evoluzione e la maturazione della formula della prima stagione. Quindi la consigliamo vivamente a chi si è perduto in questo vero e proprio fenomeno di culto che ha rivoluzionato il modo di intendere oggi le serie tv. Un'avventura che ci sentiamo di consigliare anche a chi la prima stagione l'ha vista solo di sfuggita. In attesa della quinta stagione, ne consigliamo la visione anche a chi l'ha già vista, per ricordarsi delle splendide atmosfere, degli splendidi personaggi e delle vicende che hanno contribuito, in maniera decisiva, nella creazione del fenomeno televisivo come oggi lo conosciamo.

Lost - Stagione 2 La seconda stagione di lost è una magnifica continuazione della prima, ricca di intrecci, atmosfera, e bei personaggi. Se la prima stagione vi è piaciuta, allora questa ha tutte le carte in regola per riuscire ad intrigarvi ancora di più.