Recensione Masters of Sex - Stagione 1

Ispirata a una storia vera, la serie Masters of Sex si rivela uno dei prodotti televisivi più interessanti delle ultime stagioni

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St. Louis, Missouri, ottobre 1956. Bill Masters, rinomato chirurgo ostetrico e medico di punta dell’ospedale della Washington University, viene invitato a tenere un discorso durante un ricevimento in cui si celebra anche il suo lavoro. Dopo qualche breve frase pronunciata un po’ nervosamente, il dottor Masters afferma di dover andare via con urgenza e abbandona la cerimonia in tutta fretta. Nella sequenza successiva, lo osserviamo mentre, di nascosto, spia da una piccola fessura una prostituta, Betty DiMello, nel pieno di un rapporto sessuale con un suo cliente. È l’incipit, curioso e spiazzante, di Masters of Sex, serie sviluppata da Michelle Ashford che ha debuttato sulla rete Showtime nell’autunno 2013, rivelandosi come una delle più interessanti ed apprezzate novità nel panorama televisivo (in Italia è stata trasmessa da Sky Atlantic). Una serie il cui titolo, in realtà, allude maliziosamente al nome del protagonista: William H. Masters, appunto, autentico pioniere nel campo degli studi sulle abitudini sessuali degli esseri umani e in particolare sulle reazioni del corpo umano durante stimolazioni ed atti sessuali, sulle relative disfunzioni e sulla natura e sulle tempistiche dell’orgasmo maschile e di quello femminile.

Una coppia di pionieri

A prestare il volto a questo personaggio coraggioso ma al contempo introverso e quasi del tutto privo di carisma, ombroso e talvolta perfino arrogante, è un bravissimo Michael Sheen (ingaggiato dopo il forfait di Paul Bettany), che dopo aver impersonato figure agli antipodi quali il Tony Blair di The Queen e il giornalista David Frost in Frost/Nixon si immerge ora in un ruolo per lui piuttosto atipico, che lo porta a lavorare per sottrazione. Al suo fianco nei panni di Virginia Johnson, madre single nonché inesperta segretaria, che tuttavia svilupperà in breve tempo un’incontenibile passione per la ricerca del dottor Masters, fino a diventare la sua insostituibile partner, troviamo un’altrettanto valida Lizzy Caplan, in grado di esprimere la fierezza e la determinazione di questa giovane donna impegnata in una difficile affermazione professionale in un ambiente ancora fortemente sessista. La serie di Michelle Ashford ricostruisce passo dopo passo la loro ricerca, condotta quanto più possibile nel segreto, ma volta a coinvolgere un numero sempre più ampio di volontari disposti a farsi osservare durante i loro incontri sessuali, mentre Bill e Virginia monitorano e registrano ogni minima reazione fisiologica. E la forza di un prodotto quale Masters of Sex risiede proprio nella capacità di evitare derive pruriginose o ridanciane, optando al contrario per un’asciuttezza ed una lucidità che contribuiscono a porre in evidenza il senso di dramma connaturato alla narrazione.

Quegli oscuri oggetti del desiderio

Perché Masters of Sex, oltre ad offrire un acuto quadro d’epoca rispetto a tabù ed ipocrisie dell’America degli anni ’50, è soprattutto un racconto che mette in scena le frustrazioni, la solitudine e i silenziosi conflitti interiori dei suoi personaggi. A partire dallo stesso Bill Masters, considerato un luminare nel mondo della medicina, ma incapace di abbandonare la sua freddezza nella vita domestica accanto alla moglie Libby (Caitlin Fitzgerald), la quale a sua volta soffre per le loro difficoltà nel concepire un figlio. Ad acuire i segreti tormenti di Bill, uomo impenetrabile e pertanto prigioniero di impulsi e desideri inconfessati, è l’attrazione - non solo fisica - nei confronti di Virginia, rispetto alla quale l’uomo farà sempre più fatica a mantenere le dovute distanze. Virginia, a sua volta, è l’oggetto dell’assiduo corteggiamento del giovane dottor Ethan Haas (Nicholas D’Agosto), tombeur de femmes che per la prima volta si trova a fare i conti con l’intensità di un vero sentimento, con esiti che però non sempre riesce a controllare. Ma l’abilità degli sceneggiatori di Masters of Sex consiste anche nel saper conferire spessore e profondità agli altri comprimari della serie: dalla rigida e severa dottoressa Lillian DePaul (Julianne Nicholson), che riceverà da Virginia un aiuto inaspettato quanto prezioso, alla vivace squillo Betty DiMello (Annaleigh Ashford), fedele collaboratrice di Bill e Virginia. Uno dei subplot di maggior impatto della serie riguarda inoltre il primario dell’ospedale, il professor Barton Scully (un eccellente Beau Bridges), intimorito dal carattere a dir poco innovativo delle ricerche di Bill, ma preoccupato anche di tenere nascosta la propria omosessualità all’ignara moglie Margaret, alla quale Allison Janney, premiata con l’Emmy Award come miglior attrice guest star, conferisce un senso di dolente smarrimento.

Masters of Sex - Stagione 1 Scritta ed interpretata magnificamente, con un impeccabile equilibrio narrativo che mantiene il racconto sui binari di un solido realismo, Masters of Sex non si limita a descrivere l’impresa di una coppia di studiosi la cui ricerca avrebbe assunto un valore imprescindibile nella storia della sessuologia; in maniera ancora più interessante, la serie realizzata da Showtime mette in scena le dinamiche comportamentali, professionali, familiari, ma anche e soprattutto sentimentali ed emotive dei propri personaggi, rappresentando la loro evoluzione, nonché la lotta (destinata a proseguire nelle stagioni successive) contro fantasmi interiori e barriere autoinflitte.