Recensione Mimi

Un autore di webcomic e il fantasma del suo primo amore sono al centro di Mimi, miniserie coreana narrante una love-story dal tono mystery-fantastico.

recensione Mimi
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Il ventottenne Min-woo è un apprezzato autore di un popolare webcomic incentrato sulla storia romantica di due adolescenti. Il ragazzo è però è preda del blocco dello scrittore nonché vittima di continui mal di testa che gli impediscono di dormire: la causa forse risiede in un tragico evento del suo passato riguardante una sua compagna, Mimi, che divenne il suo primo amore. Ma Min-woo non ha memoria dei tempi dell'adolescenza, ignorando che la sua ultima opera sia in realtà la trasposizione di quel tempo rimosso dai ricordi e che lo spirito di Mimi, morta in circostanze misteriose, gli sia accanto in ogni momento. Con l'aiuto della bella Jang Eun Hye, il suo manager, e con l'onnipresente ed inconsapevole presenza del fantasma della giovane, il disegnatore tornerà nei luoghi dell'adolescenza per riportare alla luce quei giorni di spensieratezza e dolore.

L'amore che non muore

La sensibilità orientale è sempre stata, sia sul grande che sul piccolo schermo, in grado di raccontare storie romantiche spesso confinanti col mondo horror e sovrannaturale. Uno degli esempi recenti è Mimi, miniserie sudcoreana in quattro episodi datata 2014 e ispirata ad un bel film di sette anni prima, M (2007), diretto da Lee Myung-se e vincitore di numerosi premi ai festival in patria. L'operazione, firmata dal Song Chang-soo di My Captain Mr. Underground (2006), è una piacevole e melanconica storia d'amore che flirta con elementi fantastici, con tutti gli ingredienti per conquistare i cuori di un pubblico universale.
In un raffinato e non banale alternarsi di flashback tra passato e presente, realizzato attraverso intelligenti scelte registiche, il racconto assume via via un'emotività sempre maggiore nello svelarsi di quei ricordi dimenticati dal protagonista, ignaro che a vegliare su di lui vi sia sempre lo spirito dell'amata scomparsa in tragiche circostanze (svelate definitivamente nell'ultimo episodio) che andando contro le regole imposte dal confine tra i vivi ed i morti è incapace di abbandonare il suo primo amore.
Le quasi cinque ore di visione si muovono su toni lievi e pregni di un sentimentalismo a tratti toccante, con la componente mystery a giocare un ruolo fondamentale nella narrazione e a lasciare sempre alto l'interesse nello spettatore, incuriosendolo con piccoli tocchi di soffice magia fino ai titoli di coda, dove il presunto lieto fine è più che mai dolceamaro.
La messa in scena, pur seguendo a grandi linee i tratti comuni dei k-drama, con canzoni pop ad intarsiare in più occasioni il proseguo degli eventi, riesce a farsi coinvolgente anche per via delle numerose figure secondarie che attorniano il fumettista e le suggestive ambientazioni, in un vero e proprio viaggio a ritroso nei tempi dell'adolescenza, donando un sapore commovente al cuore della vicenda, non priva ad ogni modo di elementi fantastici che la distinguono dalla maggior parte delle produzioni omologhe, con tanto di eclissi di luna che sembrerebbe poter rimescolare definitivamente le carte.
A rendere maggiormente efficace l'istinto empatico ci pensano le ottime prove del cast, con i giovani Shim Chang-min e Moon Gan-young a infondere credibilità a questi due amanti divisi dal destino ma che nemmeno la morte sembra in grado di poter separare, consegnandoci una love story fuori dai classici canoni occidentali ricca di sofferta ed avvolgente emotività.

Mimi Il vero amore non muore mai è il letterale leit-motiv di Mimi, miniserie coreana in quattro episodi con protagonisti un autore di webcomic e lo spettro della sua prima fidanzata. Operazione ricca di emozioni toccanti e genuine, che gioca col fantastico narrandoci la nascita di un sentimento tra i banchi di scuola con svariati ed intelligenti flashback nel corso del recupero della memoria di un passato rimosso, trascinandoci per cinque ore in un contesto orientato al mistero, pregno di un fascino malinconico capace di arrivare con semplicità al cuore delle emozioni.