No Tomorrow, stagione 1: Vivere come se non ci fosse un domani

La CW continua a sfidare i preconcetti di genere con un'altra, solida commedia drammatica dai contenuti sorprendenti.

recensione No Tomorrow, stagione 1: Vivere come se non ci fosse un domani
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Da quasi tre anni il canale americano CW, nato dalla fusione di WB e UPN e conosciuto soprattutto per serie dallo stampo adolescenziale o comunque giovanile (Gossip Girl, Supernatural e vari adattamenti dei fumetti di supereroi della DC Comics), sta puntando su alcuni prodotti capaci di sfidare i preconcetti dei suoi concetti. Il tutto è iniziato nell'autunno del 2014 con il debutto di Jane the Virgin, dramedy latinoamericano che omaggia e al contempo stravolge le convenzioni della telenovela (e continua a seguire una strada allegramente irriverente, come dimostra la recente decisione da parte degli sceneggiatori di invalidare il titolo della serie). Un anno dopo è arrivato Crazy Ex-Girlfriend, storia "d'amore" decisamente poco convenzionale condita da squisiti numeri musicali. Ora tocca a No Tomorrow, anch'esso, come Jane the Virgin, basato su un originale sudamericano e sapiente commistione di generi. Nello specifico, abbiamo a che fare con un dramedy romantico avente come trama orizzontale la possibile fine del mondo. Una storyline che sulla carta potrebbe essere prevedibile, ma anche in questo caso la CW si è rivelata ricca di sorprese.

Il primo della (apoca)lista

A fare da intermediario tra le due storie principali - il rapporto tra i due protagonisti Evie e Xavier e l'arrivo imminente di un meteorite, previsto otto mesi dopo l'inizio della serie e quindi assente nel finale della prima stagione poiché ognuno dei tredici episodi è più o meno "in tempo reale" - è la cosiddetta "apocalista" di lui, un escamotage da sitcom (ricordate My Name Is Earl?) che dà allo show un'anima molto umana, facendo cadere spesso e volutamente sullo sfondo la premessa da disaster movie. Un microcosmo all'interno di una macrostoria che quasi mai è andata nella direzione che ci potevamo aspettare, e perciò pienamente fedele ai concetti espressi già nel titolo della serie, No Tomorrow: vivere come se non ci fosse un domani, a prescindere dalle regole dettate dalla società. Un'idea rafforzata dal coraggiosissimo finale di stagione, che è potenzialmente il finale dello show vero e proprio e ignora allegramente le aspettative del pubblico (un'altra serie meno audace avrebbe probabilmente risolto, nell'incertezza di essere rinnovata o meno, la trama orizzontale legata alla fine del mondo). Forse la decisione più saggia sarebbe chiudere il programma qui, per ragioni puramente narrative, ma è altrettanto vero che sarebbe interessante vedere quali altre sorprese tengano in serbo gli autori.

Xavier, salvaci tu!

Ad aspettare l'apocalisse c'è Xavier Holliday, interpretato dallo strepitoso Joshua Sasse (eroe della compianta serie Galavant). Una figura molto umana e al contempo quasi messianica, come suggerisce nel pilot l'assonanza tra il suo nome di battesimo e il termine savior, salvatore. Un simbolismo che accresce la scrittura costantemente controcorrente del programma e rende molto affascinante il rapporto con Evie Covington (Tori Anderson), evitando i cliché tipicamente associati alla programmazione della CW. E se questo trend di sfidare i preconcetti continuerà in autunno con un'altra novità, noi non possiamo che attendere con una certa ansia il prossimo passo in questa direzione.

No Tomorrow - Stagione 1 Come altre serie recenti della CW, No Tomorrow prende delle situazioni conosciute e le rimescola in modo fresco e sorprendente, combinando generi diversi per riflettere in modo divertente e caustico sui rapporti tra le persone. La fine del mondo in televisione non è quasi mai stata così strepitosa.

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