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One More Time: Recensione del sovrannaturale drama coreano su Netflix

Un amore inizialmente al capolinea, un giorno da rivivere all'infinito e un destino crudele sono al centro di One More Time, drama coreano su Netflix.

recensione One More Time: Recensione del sovrannaturale drama coreano su Netflix
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La crisi del settimo anno, che può sancire secondo le credenze la definitiva rottura di una coppia, è al servizio di un contesto fantastico e romantico nel drama coreano One more time, produzione in otto episodi da mezzora l'uno disponibile in esclusiva su Netflix. La situazione è qui condita con gustosi elementi sovrannaturali che vanno a speziare continuamente la narrazione, incentrata sul rapporto tra il cantante e chitarrista Yoo Tak, leader della band di indie rock One more time, e la bella tastierista del gruppo nonché sua fidanzata Da-in.
Dopo aver passato un così lungo periodo insieme infatti il sentimento del ragazzo sembra prossimo a svanire e l'unica sua attuale preoccupazione riguarda la questione economica: Yoo Tak ha infetti ingenti debiti e rischia lo sfratto. Il 4 ottobre però il musicista vede la fortuna girare dalla sua parte, con la chiamata di un'importante casa discografica che ha intenzione di lanciarlo nel mercato facendolo diventare una star: l'unica condizione è quella di abbandonare il gruppo e lasciare la sua ragazza. Dopo le iniziali titubanze Yoo Tak accetta la proposta ma il giorno dopo si risveglia scoprendo di trovarsi di nuovo nel 4 di ottobre, rivivendo gli stessi identici eventi già vissuti nel suo "ieri". La situazione continua a ripetersi ogni mattina e il Nostro inizialmente la sfrutta a suo vantaggio dimenticandosi sempre più di Da-in, sulla quale in realtà grava un tragico destino inerente proprio quella giornata.

"A volte la vita è come un sogno, possono succedere le cose più assurde"

Un Ricomincio da capo (1993) che incontra The Butterfly Effect (2004) e ricorda per certi sviluppi un recente cult d'animazione quale Your Name. (2016): One more time miscela al meglio le sue molte anime per dar vita ad un racconto romantico in cui si incrociano atmosfere e generi e in cui la sorpresa, episodio dopo episodio, è sempre dietro l'angolo. La vicenda muove inizialmente su toni leggeri, tipici delle commedie coreane, con istinti ironici a speziare la prima parte di stagione salvo poi deragliare ben presto in vibrazioni più intense ed emotivamente toccanti che ottengono con naturalezza una commozione sincera da parte di chi guarda. Perché la storia tra questi due giovani un tempo innamorati, ostacolata da un destino crudele, si arricchisce via via di sfumature e colpi di scena i cui gustosi istinti fantastici donano un ancor maggiore aria malinconica nel sottolineare l'importanza delle scelte e delle decisioni in una love-story che, proprio quando sembrava al capolinea, ritrova la forza di lottare contro tutte le avversità. La figura chiave e misteriosa (la cui identità viene poi svelata col procedere degli episodi) della bambina vestita di rosso assume così un ruolo preciso nel porre il protagonista maschile di fronte ai propri sbagli e ai propri rimpianti per la serie "non ci si accorge dell'importanza di qualcuno finché non lo si perde per sempre" e, negli ultimi episodi (due, a differenza degli altri, raccontati dal punto di vista di Da-in) offre slancio ad una tensione emotiva di grande appeal enfatico trainante verso un epilogo dolceamaro dalla possibile doppia interpretazione.

Ancora una volta

In una storia in cui i due personaggi principali suonano in una band la musica non poteva naturalmente passare in secondo piano e in ogni puntata diverse canzoni accompagnano gli eventi, virate sia su tonalità punk-rock che su sonorità più dolci e delicate che accompagnano con il corretto equilibrio quanto sta avvenendo su schermo. E così tra flashback in un passato in cui l'amore era sincero e totalizzante e il giorno infinito vissuto dal protagonista, atto a fargli comprendere i suoi veri sentimenti in maniera catartica ma crudele, le quattro ore di visione complessiva lasciano spazio anche a riferimenti sociali, sia sull'asfissiante mondo lavorativo sia riguardanti alla spinosa piaga del bullismo tra i banchi di scuola, ponendo spunti sempre interessanti il cui fine ultimo è comunque quello di espletare il più puro significato dell'amore. Il cast, popolato di simpatiche figure secondarie, si avvale della contagiosa alchimia tra i due protagonisti, belli e bravi (anche vocalmente essendo cantanti) e calatisi con sentita e sofferta energia in due ruoli più complessi di quanto si possa inizialmente pensare.

One more time Comicità e dramma a tinte dolce-amare in questo drama romantico coreano che si pone come curioso e struggente mix tra Ricomincio da capo (1993) e The Butterfly Effect (2004), inserendo il sovrannaturale ed infinito ripetersi dei giorni in una love-story che, inizialmente al capolinea, trova progressivamente un nuovo sprint attraverso le crudeli macchinazioni del Fato stesso, qui personaggio attivo della vicenda. One more time emoziona e commuove ponendo non banali riflessioni sulle scelte e sulle possibilità di un nuovo inizio e sulla comprensione dei propri sentimenti, svelando nei suoi otto episodi sporadici ma efficaci spunti sociali e trovando proprio nel mix tra ironia e atmosfere melanconiche il giusto mezzo per scardinare anche i cuori più ghiacciati.

7.5