Recensione Parks and Recreation - Stagione 7

Il mockumentary della NBC, arriva alla sua settima ed ultima stagione. Seguiamo quindi l'evolversi dei rapporti fra Leslie, Ron, April

recensione Parks and Recreation - Stagione 7
Articolo a cura di
Nicola Della Pergola Nicola Della Pergola da bambino ricevette in regalo una VHS di Indiana Jones e da allora non ha più abbandonato la passione per i film e per le serie tv. Decide però di dedicarsi anche ad altro e comincia quindi una discreta collezione di scacchiere. Legge, scrive e fa siti web. Si annoia raramente e mai quando è da solo [cit.]. Stalkeratelo su Facebook

Parks and Recreation è finita, e come sempre succede quando finisce una serie che per così tanti anni ci ha tenuto compagnia, lascia dietro di sé un piccolo vuoto che si cerca di riempire buttandosi in un'altra serie tv. Serial schiaccia serial. È la tv, bellezza, e tu non ci puoi far niente.
Serve dire che cos'è il famoso show della NBC? Serve davvero saperne la trama? Una comedy che si rispetti deve avere anche una trama orizzontale? In realtà la risposta non può che essere positiva perché solo con il districarsi di eventi concatenati tra loro si riesce davvero ad affezionarsi ai personaggi, alle loro manie, ai loro tormentoni. Se non avessimo visto evolversi i rapporti tra i vari protagonisti, non apprezzeremmo nemmeno più di tanto Gerry che tutti chiamano Jerry, poi Larry e ora Terry; non capiremmo a pieno la bellezza dell'impresa di Ron chiamata "Very good"; forse non ci soffermeremmo nemmeno sul fidanzato di Donna. No, entrare nel mondo di Parks and Recreation è proprio questo: perdersi in molte piccole storie, divertenti ma create con attenzione, che non ricercano la facile risata ma vanno a utilizzare un'ironia un po' più sottile che - è evidente - non è per tutti. Non a caso la serie, amatissima negli Stati Uniti, in Italia non ha riscosso molto successo. Ma dove eravamo rimasti quindi? La storia si era interrotta quando si preannunciava uno scontro epico, una cosa paragonabile, la buttiamo lì, a un Ken vs Raul, a un Crystal vs Aquarius: eravamo a Leslie in guerra contro Ron.

L'ultima stagione

Nonostante lo scontro Leslie/Ron potesse sembrare un punto di partenza appetitoso per tutta la stagione, la serie vira ben presto verso gli aspetti più personali dei tanti (tantissimi) personaggi, risolvendo tutto sommato alla svelta gli intoppi legati al mondo del dipartimento e focalizzandosi invece sulle loro vite private. Lo dobbiamo ammettere, avremmo voluto seguire lo scontro dialettico tra i due principali protagonisti per intere puntate, ma la cosa avrebbe finito per monopolizzare l'attenzione e la scelta fatta dagli sceneggiatori, alla fine, risulta azzeccatissima: la stagione ci prende per mano, ci fa attraversare scelte difficili e piccoli e grossi cambiamenti, per portarci poi verso un finale commovente (ma non strappalacrime), con salti temporali e panoramiche strette su quello che riserva il futuro per i nostri paladini della burocrazia statale.

Usato garantito

Tecnicamente la serie non ha subito grandi evoluzioni nel corso dei sui sette anni di messa in onda. Lo stile del mockumentary su cui si basa (il falso documentario alla Modern Family o alla The Office per intendersi) è ben sfruttato per sviscerare meglio il vero "io" dei personaggi che, davanti alla telecamera, fanno cadere i filtri sociali con cui sono costretti a fare i conti nelle loro attività quotidiane. Il trucchetto è vecchio ma funziona bene perché lo spettatore diventa quasi il confessore dei protagonisti, imparando a conoscerli meglio e legandosi a loro sempre di più. Anche il tocco falsamente anacronistico che persiste in tutta la serie è tutt'altro che stucchevole (anche se può risultare un po' fuorviante per chi vi si approccia per la prima volta) e anzi, con l'introduzione del Johnny Karate's Super Awesome Musical Explosion Show (e delle pubblicità al suo interno), il poter giocare con un po' di stile anni '80 e '90 non può che rendere il tutto perfetto.
Una piccola nota va fatta invece per la colonna sonora: se spesso le musiche servono a enfatizzare il mood che si vuole trasmettere, in Parks and Recreation non è così; anzi, sono rari i momenti in cui ci si rende conto delle note che accompagnano le varie scene e anche in questa settima stagione la cosa non cambia. Più facile, invece, che la musica diventi parte integrante della comicità della serie, magari con l'apporto dei mitici MouseRat (la band di Andy Dwyer/Chris Pratt - sì, quello de I Guardiani della Galassia, solo senza addominali), di cui non possiamo non ricordare con una certa nostalgia la hit 5000 Candles in the Wind che è "tipo Candle in the Wind, ma 5000 volte meglio" (cit).

Parks and Recreation - Stagione 7 Parks and Recreation ci mancherà. Ci mancherà il burbero anacronismo di Ron, l’incomprensibile testardaggine di Leslie, l’irrimediabile razionalità di Ben, il cinismo senza fine di April, il sorriso mai spento di Jerry (oppure Larry, oppure Terry, oppure...), l’infantile stupore stampato sul viso di Andy, la sicurezza e la spavalderia di Donna. Ci mancheranno tutti. Ci mancherà soprattutto una serie che ha deciso di non puntare su ragazzetti belli e sguardi magnetici, ma su personaggi talmente strani e surreali da risultare veri.