Recensione Remember Me

Michael Palin, Mark Addy e Jodie Comer sono i protagonisti di Remember Me, raffinata e melanconica ghost story che si muove abilmente tra il puro mystery e contaminazioni drammatiche.

recensione Remember Me
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L'ottantenne Tom Parfitt decide di abbandonare la sua casa nello Yorkshire, dove viveva in solitudine da molto tempo, per trascorrere gli ultimi anni del suo percorso terreno in un centro di cura per anziani. Le cause della scelta si fanno comprensibili non appena l'uomo entra nella struttura: una delle assistenti sociali infatti muore cadendo dalla finestra della camera dov'era stato alloggiato. A occuparsi delle indagini è il detective Rob Fairholme, divorziato e in cerca di una promozione, che si trova a brancolare nel buio, soprattutto dopo la misteriosa sparizione di Tom dall'ospizio. Ad indagare sull'accaduto vi è anche la giovane Hannah, un'infermiera, che andando a casa dell'uomo scopre diverse stranezze, a cominciare da una miriade di spartiti tutti contenenti il testo della ballata tradizionale Scarborough Fair.

Il mistero dell'acqua

Miniserie in tre episodi trasmessa nel 2014 su BBC One, Remember Me è un drama mystery il cui stampo britannico emerge in ogni particolare, dall'affascinante sobrietà delle atmosfere sino all'impeccabile recitazione che vede, nei panni dei tre protagonisti, il Monty Pithon Michael Palin (al suo ritorno su piccolo schermo dopo vent'anni), Mark "Robert Baratheon" Addy e la giovane Jodie Comer (L'amante di Lady Chatterley).
In un racconto che gioca col sovrannaturale per raccontare una love story che supera i confini del tempo e del razionale, le tre ore di visione sono pregne di una vena malinconica avvolgente, ben sottolineata dal fascino grigio delle ambientazioni inglesi, supportate al meglio da una fotografia in grado di sfruttare magnificamente gli elementi ambientali.
Il regista Ashley Pearce flirta con l'horror d'atmosfera, riuscendo a creare situazioni suggestive nel quale scatenare le apparizioni di uno spettro del lontano passato, ombra di un'esistenza solitaria, ora pronto a reclamare il suo desiderio affettivo; la storyline dietro al personaggio di Tom, pur non del tutto chiarita, si basa su un background articolato che viene svelato col giusto crescendo di indizi nel corso dei tre episodi, dando modo al pubblico di trarre o meno le giuste o sbagliate conclusioni.
Come nella migliore tradizione dei j-horror, ripresa agli albori del nuovo millennio anche dal filone occidentale, l'utilizzo della tecnologia si fa più che necessario ai fini degli eventi: non è un caso che il fantasma compaia anche nelle foto scattate col telefonino; nonostante questa ovvia e comprensibile scelta in linea con gli standard odierni l'operazione si basa però per la maggior parte della sua durata su uno stile quasi vintage, che si rifà ai classici degli anni '40 e '50 aggiornandoli con eleganza ai tempi attuali.
Tutto questo a sottolineare come l'elemento spiritico, certamente veicolo scatenante degli eventi, non rubi assolutamente spazio alla componente umana, costruita con attenzione nelle sfumate caratterizzazioni dei personaggi, ognuno abilmente tratteggiato con piccoli tocchi di dolente umanità: dall'ispettore ancora scosso dal divorzio e incapace di accettare l'imminente nuovo matrimonio della ex-moglie, all'assistente sociale orfana di padre e con un rapporto burrascoso con la madre alcolizzata, fino all'anziano Tom, alpha e omega più consapevole del previsto di quanto stia accadendo: un incontro di anime perse in un'esistenza in stasi cui forse la risoluzione del mistero donerà nuove aspettative, ovviamente non prima di aver affrontato il pericolo "dall'aldilà". Tra oggetti che si spostano, fotografie i cui soggetti mutano alla vista e sogni/allucinazioni che riconducono ad una tragedia di molto tempo prima, Remember Me non cerca l'originalità a tutti i costi ma, cogliendo con intelligenza alcuni leit motiv del filone e risivitandoli con quell'eleganza tipicamente british, si pone come opera stratificata e intensa, con tutte le carte in regola per appassionare i fan del genere con una carica maliarda e magnetica di melanconica inquietudine.

Remember Me Con la ballata Scarborough Fair (la cui versione più famosa rimane probabilmente quella di Simon & Garfunkel) come elemento centrale e risolutivo della vicenda, Remember Me ribadisce la sua carica di tenera e sofferta malinconia che avvolge tutte le tre ore di visione. Ghost story tipicamente british, che preferisce l'atmosfera allo spavento gratuito, la miniserie BBC può contare sulle superbe interpretazioni del trio di protagonisti e su una messa in scena curata che coglie con efficacia l'ambientazione cupa e le sfumature climatiche e ambientali dello Yorkshire, specchio metaforico delle travagliate vite dei personaggi.