Recensione Rosemary's Baby - Stagione 1

Stasera alle 21.15 su RAI2 la miniserie in due puntate tratta dal romanzo di Ira Levin (che aveva già ispirato il capolavoro di Polanski) con protagoniste Zoe Saldana e Carole Bouquet.

recensione Rosemary's Baby - Stagione 1
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La serie tv andrà in onda per intero stasera, martedì 16 giugno, alle 21.15 su RAI2.

Il romanzo dello scrittore statunitense Ira Levin ha avuto, grazie al genio e al talento di Roman Polanski, una delle migliori trasposizioni di opere letterarie su grande schermo che il cinema ricordi. A quarantasei anni dall'arrivo nelle sale del film originale, Rosemary's Baby è ritornato in una nuova incarnazione televisiva in due episodi (per circa 3 ore di durata complessiva) diretti dall'acclamata regista polacca Agnieszka Holland (Olivier Olivier, In darkness) e interpretati, oltre che dalla bella protagonista Zoe Saldana, da un cast internazionale che vede anche la presenza di un'icona delle femminilità come Carole Bouquet. Scelte dovute in parte anche ai nuovi risvolti narrativi che, prendendo le distanze dall'originale, vedono la storia ambientata in quel di Parigi.

The Devil Inside

Dopo esser stata vittima di un aborto spontaneo, la giovane Rosemary si trasferisce insieme al marito Guy da New York a Parigi dove l'uomo, professore e aspirante scrittore, ha trovato un lavoro all'università della Sorbona. In seguito ad un furto ai suoi danni la donna fa la conoscenza di Margaux e Roman Castevet, altolocata coppia della bella società, che le propone di andare a vivere per qualche mese e a prezzo modico in un appartamento di loro proprietà. Durante il suo nuovo soggiorno Rosemary rimane nuovamente incinta, ma le sue speranze che almeno in quest'occasione vada tutto a buon fine sembrano scontrarsi contro una fitta serie di misteri che riguarda la nuova abitazione e i vecchi inquilini. Segreti che sembrano nascondere gli stessi coniugi Castevet, e che parrebbero tirare in ballo addirittura la figura di Satana.

Un gelido inferno

La Holland, il cui indubbio talento non è certo in discussione, si rivela a posteriori come una scelta sbagliata, non completamente per suoi demeriti: se è infatti vero che più che un horror thriller ci si trova davanti ad un dramma da salotto speziato da elementi sovrannaturali, privo della forza istintiva e primigenia del film di Polanski, buona parte delle colpe sono da dividere con una sceneggiatura svogliata che non riesce mai a cogliere la potenza del romanzo, modificandone inoltre la narrazione in più passaggi. Ed è un peccato perché la scelta di Parigi come città protagonista avrebbe potuto dare maggior frutti, me neanche dalla breve sequenza ambientata nelle catacombe sotterranee riesce ad emergere l'innegabile fascino della capitale francese.
La modernizzazione del racconto passa inoltre su fastidiose linee post-femministe e sulla seduzione del potere e del successo, analisi questa incanalata nella trasformazione di Guy. Ed è proprio in questi risvolti più terreni che non fuoriesce mai la morbosa malia del Male, con la componente sovrannaturale appena abbozzata e soprattutto espressa soltanto nell'ultima mezzora di visione, l'unica a suscitare qualche breve sussulto. Con un uso assai limitato degli effetti speciali, in mostra soprattutto nelle fasi allucinatorie di cui è vittima il personaggio di Zoe Saldana (lei sì, bella e brava), Rosemary's Baby non centra mai le atmosfere dark e inquiete che avevano caratterizzato il capolavoro del 1968, ponendosi come una rivisitazione inutile e superflua mai in grado di coinvolgere sul serio.

Rosemary's Baby - Stagione 1 Non spaventa, non inquieta, non sfiora neanche per sbaglio le inquietudini del romanzo o del cult di Polanski. Rosemary's Baby versione 2014 è una miniserie tv che sfrutta malamente le tante frecce al suo arco, incapace di coinvolgere nonostante la bravura della sua protagonista. L'essenza del Male è qui all'acqua di rose, un ritratto sbiadito che viaggia a vuoto nello stanco, e non privo di tempi morti, svelarsi del mistero trovando solo qualche sporadica scossa.