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Recensione Scream (Serie TV) - Stagione 2

Su Netflix è appena terminata la seconda stagione di Scream, la serie TV ispirata alla saga creata da Wes Craven. Cosa minaccia Lakewood questa volta?

recensione Scream (Serie TV) - Stagione 2
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A partire dal 1996 la parola Scream è diventata un marchio di fabbrica, una garanzia, un'assicurazione di macabro divertimento, in ambito horror. Una saga che il suo autore Wes Craven, insieme a Kevin Williamson e Ehren Kruger, è riuscito a far funzionare per ben quattro film, sino al 2004 con l'uscita di SCRE4M. Ora con l'arrivo di Netflix e la sua mania (che allo stesso tempo è anche la nostra fortuna) di creare serie originali, il testimone è passato al piccolo schermo dal giugno del 2015. Dopo una prima stagione sperimentale e intrigante, dove le meccaniche classiche si sono mescolate a tempi di racconto più lunghi, più dettagliati, è arrivata e si è conclusa anche la seconda, nonostante il cerchio lo scorso anno fosse stato chiuso in maniera perfetta. Lakewood ha però qualcosa di oscuro nel suo DNA, ha nel suo cielo una nube costante che offusca la ragione e mette in pericolo i suoi ragazzi migliori, una nebbia che penetra le anime più fragili e le nutre di invidia, gelosia, menzogne. Qualcosa di indecifrabile, che non si consuma o sconfigge.

Siamo tutti braccati

Archiviato il killer della stagione di debutto, erede diretto di Brandon James, l'assassino per antonomasia della saga, c'è dunque dell'altro che sconvolge l'ecosistema di Scream. Come normale che fosse, il setting e la struttura di questi dodici nuovi episodi (due in più rispetto al 2015) sono rimasti totalmente invariati, ogni evento avviene ancora attorno alla scuola superiore di Lakewood; i sei personaggi principali però appaiono sin dal primo momento estremamente diversi rispetto al passato. Sono inevitabilmente segnati da ciò che è avvenuto pochi mesi addietro, sono più cauti, più maturi, seppur con i nervi costantemente tesi, pronti a difendersi da qualsiasi evenienza. Suggestione? Forse, in gran parte, ma vedere i tuoi migliori amici squartati di fronte ai tuoi occhi non può lasciarti indifferente, ti istiga ad essere sospettoso, esagerato, talvolta anche estremo. Tutti motivi che portano Audrey ad accoltellare un ragazzo della scuola che voleva farle uno scherzo di pessimo gusto, spacciandosi per novello assassino.

Si riparte dunque da qui, dall'insicurezza psicologica generale, da Emma che torna forse in anticipo da una terapia intensa, da Noah che non si fida neppure della sua stessa ombra e continua a indagare con il suo podcast, da Brooke che è sempre più fragile, stanca, superficiale. Un disegno generale che fa apparire questa seconda stagione più cupa della prima, la riempie immediatamente di quell'ansia che lascia poco spazio al respiro, seppur con lo spettro della ridondanza sempre dietro l'angolo. Perché dopo quattro film e una stagione da dieci episodi, inventare nuove variazioni sul tema è un'impresa da guinness dei primati, a maggior ragione se pensiamo che Lakewood in fondo è un palcoscenico ridotto, soffocante, e non lascia poi tanto spazio di manovra. Anche gli alunni della scuola fondamentalmente sono sempre gli stessi, fortuna però che quest'anno ci sono due buone new entries, due perfetti capri espiatori che finiscono subito nel mirino della comunità, appena gli omicidi tornano a farsi seriali (eh si, succede anche questa volta): Gustavo Acosta, figlio dello sceriffo, ed Eli Hudson, cugino di Kieran. Nonostante i due siano costruiti di soli preconcetti e cliché, sono allo stesso tempo estremamente ambigui, caratteristica che rende ogni loro azione interessante, curiosa e spaventosa.

La soluzione più semplice NON è quella giusta

Ogni prodotto legato al marchio Scream però non ha mai seguito il rasoio di Occam, dunque mai l'ipotesi più semplice è stata poi quella chiave, lo è stata magari la più folle, la più inaspettata, ma mai quella davanti agli occhi di tutti. Anche questa stagione non fa eccezione e, per quanto possiate avvicinarvi, per quanto possiate battere una pista differente dalla più ovvia, è probabile che arrivati al finale un brivido di sorpresa lo proviate comunque (chiudendo magari porte che avevate aperto nella scorsa stagione...). Gli sceneggiatori in questo 2016 hanno provato a giocare con il ritmo, hanno abbandonato la crescita costante della tensione per affidarsi a brusche accelerate, improvvise frenate e ripartenze, riuscendo forse solo in parte nel loro intento. Capita infatti di navigare in acque molto calme, soprattutto all'inizio, per ritrovarsi all'interno di vere e proprie burrasche nel bel mezzo della stagione, soli di fronte a 2-3 episodi davvero ben realizzati. Tutto il resto è forse una storia già scritta, ma che bellezza sospettare di chiunque, non avere nessuna oasi, nessun porto dove ripararsi.

La storia infinita

Lakewood si trasforma in un calderone di colpevoli, di complici, arriva un momento in cui la lista dei sospetti non esclude nessuno, neppure le vittime, e questo è un pregio che solo questa seconda stagione ci ha saputo regalare. Non sappiamo se a scatenare tutto è la suggestione, la nostalgia, la pazzia, riusciamo a vedere solo la gente morire, continuamente; l'unico rimorso è che a crepare sono solo "i secondi", i personaggi di contorno, se solo gli scrittori avessero avuto più coraggio nel portare a termine determinate sequenze avremmo provato ben altra tensione. Tocca ingoiare il rospo e farsi amabilmente prendere in giro, il marketing del resto è più forte dello spettacolo e della ragione, motivo per cui avremo sicuramente una terza stagione con gran parte dei protagonisti ufficiali al loro posto. Ricordate? A Lakewood c'è qualcosa di indecifrabile, che non si consuma o sconfigge; è l'orrore che talvolta si impossessa di noi, del nostro sguardo e delle nostre vite. Ciò che abbiamo appena visto, o state per vedere, è dunque solo la parentesi di una storia più grande, forse infinita.

Scream (Serie TV) - Stagione 2 Dopo una prima stagione sperimentale, durante la quale le meccaniche classiche dell'horror hanno incontrato tempi del racconto più lunghi, si è appena conclusa la seconda stagione di Scream su Netflix. Dodici nuovi episodi che rendono tutti braccati e tutti colpevoli, nessuno escluso. Sicuramente una storia già scritta, ma che comunque ha senso di esistere e di riproporsi all'infinito, perché a Lakewood c'è qualcosa di inspiegabile, che non si consuma o sconfigge, è l'orrore che talvolta si impossessa di noi, del nostro sguardo e delle nostre vite.