Recensione Skins - Stagione 1

8 amici, 8 storie diverse, tante emozioni. Skins! La serie reinventa il genere teen drama e convince gli spettatori con grande bravura

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In una sola parola

Se dovessimo definire Skins con una sola parola, probabilmente la più adatta sarebbe emozione. Si perché Skins riesce ad emozionare in ogni puntata grazie a mille espedienti diversi, tutti diretti a farci capire la filosofia e la personalità insita in ogni singolo protagonista della serie. Infatti non si può dire che in Skins ci sia un solo protagonista: essendo proprio i personaggi il fulcro della serie, ognuno a suo modo è protagonista della storia. Alcuni potranno obiettare: certo, alcuni personaggi sono più presenti, altri meno, ma a loro modo danno tutti un apporto fondamentale alla creazione di quello che senza dubbio è il miglior teen-drama mai creato.

Un "nuovo" genere

In effetti, tutti questi elogi per un “semplice” teen-drama potrebbero essere, per la maggior parte dei lettori, fuori luogo. Infatti Skins non è affatto un semplice teen-drama, discostandosi completamente da quanto ci è stato mostrato ultimamente dalle ultime produzioni americane (Skins è un prodotto britannico), dove a farla da padrone sono i viziati ricchi figli di papà, e dove non c’è spazio per le persone normali. In Skins vediamo l’opposto: la società presentataci è quella povera, dei bassi quartieri di Bristol, e i protagonisti non sono assolutamente paragonabili a quelli dei vari O.C. o Dawson’s Creek. Nel serial si affrontano problemi veri, spesso di tutti i giorni, altre volte più gravi, mentre in sottofondo si muove una città strana, popolata di persone distanti anni luce dalle personalità che contraddistinguono Tony, Sid, Michelle, Cassie...

People are people

Come anticipato, ogni singolo personaggio ha una forte personalità, studiata in modo da non far cadere i personaggi in semplici “stereotipi”. Tutto ciò è enfatizzato dal fatto che a ciascun è dedicata una diversa puntata, fino a giungere al finale. La prima puntata della prima stagione si apre su Tony, il primo della classe, il bello del gruppo, il capo della compagnia: in poche parole, un personaggio capace di farsi odiare, ma allo stesso tempo amare. Il migliore amico di Tony è Sid: quest’ultimo è completamente l’opposto del suo amico, insicuro nella vita come con le ragazze, di poche parole, con un padre che lo vorrebbe più sveglio e spigliato. E, cosa peggiore di tutte, innamorato della ragazza di Tony, Michelle. E, sebbene quest’ultima sia portata più volte dagli eventi a lasciare il suo ragazzo, prova un’attrazione che non le permetterà di liberarsene nemmeno in seguito al tradimento.
Cassie è protagonista di una delle prime puntate della serie, dove ci verrà svelato il suo problema, quello dell’anoressia, mentre Chris dovrà vedersela con l’improvvisa sparizione della propria madre, e con un generale problema di famiglia. Cassie e Chris sono due dei personaggi più riusciti dell’intera serie.
Tra i personaggi meno “carismatici” e comunque meno presenti in questa prima stagione troviamo Maxxie, un ragazzo omosessuale per cui l’amicizia viene prima di ogni altra cosa; il suo migliore amico Anwar, musulmano di religione ma orientato all’amore tra i popoli; Jalandra (detta Jal), amica di Michelle e amante del clarinetto, la cui mamma è sparita quando lei era ancora piccola.
Infine, benché appaia solo in alcune puntate, va sottolineata la presenza di Effy, la sorellina di Tony, che appare fin da subito degna di essere inclusa nel serial: di giorno studentessa integerrima, di notte poco vestita in giro per le peggiori discoteche di Bristol, fino all’alba.

Quando la realtà supera la fantasia

Attraverso la breve descrizione esposta qui sopra vi chiederete come mai i personaggi non sono semplici stereotipi come potrebbe apparire. Il motivo sta nella vera natura di Skins: durante il passare delle puntate è possibile chiaramente vedere una crescita e una maturazione di tutti i personaggi, eventi che li porteranno a doversi adattare, rimodellare in base alle diverse esigenze che la vita gli porrà di fronte.
Le “Skins” a cui fa riferimento il titolo sono le cartine degli spinelli che imperversano in ogni singola puntata del serial: la droga sarà uno dei modi in cui i ragazzi affronteranno tutta questa serie di problemi, chi in modo più forte chi più blando. E’ sbagliato che un serial mostri temi tanto forti? Skins è sicuramente una produzione sopra le righe, per molti versi “esagerata” appositamente per emozionare lo spettatore, ma d’altronde in luoghi e situazioni come quelle che ci vengono mostrate la realtà è sicuramente ancora più “esagerata” della finzione che ci viene proposta. Ben vengano quindi produzioni del genere, senza alcun bigottismo o finto perbenismo che imperversa in quasi tutte quelle italiane e americane.

L'influenza del cinema d'autore

L'atmosfera cupa che caratterizza tutte le puntate di questa prima stagione aiuta a creare un certo alone di mistero, situazioni surreali che spesso sarà difficile comprendere. Gli autori sono stati chiaramente influenzati da film capolavori del nostro tempo, ad esempio Trainspotting potrebbe essere visto come il film ispiratore durante tutta la puntata dedicata a Chris, mentre nell'ottava, con protagonista Effy, alcune situazioni, personaggi e maschere, ricorderanno chiaramente le atmosfere di Arancia Meccanica, indiscusso capolavoro di Kubrick. La trama segue un susseguirsi di eventi che va dalla conoscenza dei singoli personaggi passando per il focus che riguarda ognuno di loro, fino a raggiungere il colpo di scena finale che porterà alla seconda serie. Durante tutto questo percorso imparerete ad amare (o odiare) i personaggi per quello che sono, dei ragazzi come tanti con delle difficoltà, spesso apparentemente insormontabili, ma che sicuramente vi stupiranno nelle loro decisioni.

Skins - Stagione 1 Skins reinventa il genere dei teen-drama. Infatti, benché serie di altissimo livello, è di questo che si parla, ragazzi dai sedici ai diciotto anni che affrontano i problemi della vita. In questo caso, però, i problemi non sono semplicemente quale ragazzo scegliere o quale trucco usare, come ormai troppo spesso viene proposto in questo tipo di produzioni, bensì problemi veri, reali, quali la mancanza dei genitori o la poca fiducia in sé stessi, tutti trattati con la stessa maturità e intensità. Guardatelo, sicuramente vi emozionerà.