Recensione Sons of Liberty - Stagione 1

La miniserie-evento che ripercorre, in oltre quattro ore di visione, dalla rivolta di Boston alla genesi della dichiarazione d'indipendenza americana, con una narrazione trascinante e personaggi riusciti.

recensione Sons of Liberty - Stagione 1
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Trasmessa oltreoceano dall'encomiabile History Channel lo scorso gennaio e giunta qualche settimana dopo anche sulla pay tv italiana (su SKY, dove è andata in onda col sottotitolo Ribelli per la libertà), Sons of Liberty è stata una vera e propria miniserie-evento che ha cercato di ripercorrere, prendendosi libertà storiche più o meno marcate, la genesi della Guerra di indipendenza americana e la successiva Dichiarazione. Oltre quattro ore di visione, suddivise in tre episodi "lunghi", nelle quali la regista canadese Kari Skogland (con un passato di tutto rispetto sia sul grande che sul piccolo schermo) ci prende per mano e con un certo e notevole impeto registico ci conduce nelle vicende di Sam Adams e del suo gruppo di ribelli in quel di Boston, la città da cui tutto ebbe inizio. Al volto del protagonista (solo sulla carta, poiché il racconto vive su un cerchio "magico" di personaggi) si adatta alla perfezione la faccia da schiaffi di Ben Barnes (Il principe Caspian di Narnia), circondato da un convincente cast nel quale spiccano le performance di Marton Csokas (Celeborn ne Il signore degli anelli), del figlio d'arte Rafe Spall (il padre è il grande Timothy), di Michael Raymond-James (C'era una volta) e del Dean Norris di Breaking Bad nei panni di un istrionico Benjamin Franklin.

I rivoltosi di Boston

Boston, 1773. I coloni sono oppressi dalle angherie e dai soprusi dell'esercito di sua Maestà, e quando vengono imposte nuove regole sul monopolio del commercio, alcuni ribelli capeggiati dal giovane Sam Adams decidono di opporsi ai soldati inglesi e iniziare una piccola rivoluzione. Ma quando il governo britannico decide di inviare sempre più uomini e insediare come nuovo governatore della città il crudele generale Thomas Gage, Adams e la sua banda sono costretti a cambiare il proprio piano e a reclutare nuove milizie pronte a combattere per la loro causa. E mentre il "conflitto" si fa sempre più acceso e violento, l'unica soluzione sembra quella di convincere le altre colonie americane ad unirsi per affrontare insieme l'esercito inglese.

Libertà di intenti

Tacciato da certa critica d'oltreoceano di scarsa fedeltà storica, Sons of Liberty è in realtà una perfetta macchina d'intrattenimento, nel quale lo spettacolo e le emozioni sono state calibrate con un dosaggio esemplare, facendoci giungere all'epilogo aperto con la voglia di vederne ancora. Questo grazie ad una forza del racconto primigenia che, sfiorando, e in alcuni passaggi raggiungendo, l'essenza dell'epica, trascina e avvince con una certa semplicità, mettendo inoltre in mostra le grandi capacità produttive dell'operazione. Ambientazioni, scenografie, ricostruzione delle battaglie, gestione dei paesaggi si ibridano magnificamente in un mix nel quale nulla sembra lasciato al caso: dalla cura per i costumi sino agli splendidi scontri con le armi da fuoco, le oltre quattro ore scorrono in un lampo, privandosi di tempi morti e focalizzandosi con il giusto tempismo sulle varie storyline parallele a quella principale. Se infatti il personaggio da cui tutto scaturisce è quello di Sam Adams, è lodevole l'attenzione nella caratterizzazione espansa del numeroso gruppo di co-protagonisti e figure secondarie, tutte vive e credibili e avvantaggiate quasi sempre da azzeccate scelte di casting. Registicamente la Skogland dimostra talento da vendere, con soluzioni stilistiche mai banali (il rallenty nelle schermaglie è dosato e mai fastidioso) e soluzioni action-oriented pregne di una certa ispirazione, concentrando inoltre al meglio la componente più ludica con quella prettamente drammatica. Visione d'insieme che si rispecchia anche negli sbalzi temporali, mai forzati e che avvengono naturalmente, lasciando alla storia il tempo di crescere con la giusta energia e ai protagonisti di evolversi in maniera credibile.

Sons of Liberty - Stagione 1 Spettacolo ed emozioni nel ripercorrere una delle fasi cruciali che portarono all'Indipendenza degli Stati Uniti: Sons of Liberty, pur non scevro da comprensibili libertà narrative, è un'operazione di primo piano nel quale la forza del racconto e dei personaggi si sprigiona con encomiabile vigore. Drammatiche ed avvincenti, le tre puntate riescono a coinvolgere ed appassionare nonostante il finale ovviamente conosciuto, merito ancor maggiore di una produzione pensata e girata col giusto equilibrio.