Recensione The Affair - Stagione 1

Nonostante uno spunto semplice e già utilizzato innumerevoli volte, The Affair ha conquistato il pubblico e la critica

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Noah Solloway (Dominic West) è un docente di letteratura di New York, reduce dalla pubblicazione del suo primo romanzo, che tuttavia non ha riscosso i consensi sperati. Noah conduce un sereno ménage con Helen (Maura Tierney), appartenente ad una ricca famiglia alto-borghese, ed è il padre di quattro figli, la maggiore dei quali, Whitney (Julia Goldani Telles), è un’adolescente ribelle e irrequieta. Come ogni estate, la famiglia Solloway abbandona la Grande Mela per recarsi nella località turistica di Montauk, a Long Island, e trascorrere alcune settimane nella lussuosa residenza dei genitori di Helen: Bruce Butler (John Doman), affermato scrittore dal carattere dispotico e arrogante, e sua moglie Margaret (Kathleen Chalfant), la quale non perde occasione per scagliare giudizi e commenti al vetriolo. Lungo il tragitto verso Montauk, Noah ed Helen si fermano in una tavola calda; qui vengono serviti da una giovane e graziosa cameriera, Alison Lockhart (Ruth Wilson), sposata con Cole (Joshua Jackson) e in preda ad un’acuta depressione a causa di un recente trauma che ha sconvolto la sua esistenza...

Cronaca di un amore

Se ci si limitasse a leggere la sinossi, The Affair non sembrerebbe riservare promesse in grado di accattivarsi l’attenzione dello spettatore al di là della cronaca di una banale relazione extraconiugale. E in fondo, la nuova serie realizzata da Sarah Treem e Hagai Levi per la rete satellitare Showtime non offre molto più di quanto fatto intuire fin dal titolo: il racconto di una passione clandestina consumata nella cornice vacanziera degli Hamptons, sviluppato nei suoi dettagli più ordinari e perfino scontati. Come mai, allora, The Affair si è rivelato ben presto un piccolo cult, con un crescente successo di pubblico di puntata in puntata, e si è appena aggiudicato tre nomination ai Golden Globe? La ragione risiede probabilmente nel fatto che la serie di Treem e Levi ha contribuito ad innovare ulteriormente le potenzialità narrative del medium televisivo, attraverso un meccanismo tanto semplice (almeno in apparenza) quanto intrigante: mettere in scena la medesima vicenda secondo due punti di vista differenti, entrambi soggettivi - poiché “interni” alla storia - e pertanto ineluttabilmente parziali, incompleti e, talvolta, addirittura ingannevoli.

Questione di punti di vista

Ciascuno dei dieci episodi di The Affair, infatti, risulta suddiviso in due segmenti ben distinti, nel corso dei quali si dipana il flashback relativo alla liaison fra Noah e Alison: uno dei due segmenti è filtrato mediante la prospettiva di Noah, mentre l’altro ci viene mostrato in base ai ricordi di Alison. Al pubblico, pertanto, spetta il compito di amalgamare le informazioni fornite dall’uno e dell’altro protagonista, distinguendo fra omissioni più o meno consapevoli, alterazioni della realtà e piccoli inganni dell’inconscio, e rilevando le discrepanze (più o meno sottili) fra la versione di Noah e quella di Alison. Una scelta narrativa inusuale, che gli autori di The Affair mantengono con coerenza dalla prima all’ultima puntata della serie, lungo un percorso che vede crescere progressivamente il coinvolgimento nei confronti delle decisioni - e degli errori - di Noah ad Alison, fra il desiderio di evasione, la volontà di rivalsa verso una quotidianità sempre più stretta e soffocante e l’inesorabile paura del cambiamento, nonché del dolore che la loro relazione finirebbe per arrecare alle rispettive famiglie, qualora dovesse venire alla luce.

Un uomo, una donna

Al fascino di una struttura drammaturgica che rielabora l’intramontabile modello di Rashomon di Akira Kurosawa, The Affair aggiunge la capacità di esplorare in profondità emozioni, pensieri e stati d’animo dei suoi protagonisti, che trovano in Dominic West e Ruth Wilson due interpreti impeccabili. Lui è l’insegnante carismatico, l’aspirante scrittore e il padre di famiglia modello che però continua a riscontrare motivi di insoddisfazione, a partire dal proprio senso di inferiorità per la famiglia della moglie; lei è la giovane donna che cova dentro di sé un dolore di proporzioni indicibili, schiacciata dal peso insostenibile di un rimorso per il quale non riesce a individuare una valvola di sfogo. Lontano da qualunque traccia di moralismo, The Affair aderisce quanto più possibile alla complessa interiorità dei suoi personaggi e delle loro dinamiche comportamentali, secondo un principio di rigoroso realismo e di verosimiglianza psicologica. E perfino il subplot giallo, che affiora di tanto in tanto come un’ombra lontana e indistinta per allungarsi sulla precaria felicità dei due amanti, rimane perennemente confinato sullo sfondo, in attesa di un adeguato sviluppo nella prossima stagione della serie.

The Affair - Stagione 1 Indagine di un rapporto nato come effimera liaison extraconiugale ma destinato a tramutarsi in qualcos’altro, appassionata proprio nella misura in cui la narrazione viene veicolata attraverso la focalizzazione interna dei singoli protagonisti, The Affair costituisce l’ennesimo esempio di una serialità in grado di portare avanti un encomiabile rinnovamento nelle regole e nei canoni del racconto televisivo, mettendo alla prova limiti e convenzioni di un genere - nello specifico, il melodramma familiare e sentimentale - in maniera seducente ed originale. Al punto da poter essere inserita a pieno diritto fra i migliori nuovi titoli dell’annata televisiva.