Recensione The Affair - Stagione 2

La verità sulla morte di Scotty Lockhart viene finalmente a galla nell’episodio conclusivo della seconda stagione di The Affair, l’intrigante serie TV targata Showtime con protagonisti Dominic West e Ruth Wilson

recensione The Affair - Stagione 2
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«Well, there is a house in New Orleans / They call the Rising Sun / And it's been the ruin of many a poor boy / And God, I know I'm one». La ballata di una famiglia vittima di un'atavica dannazione: i versi di questo evergreen degli Animals, cantati con malcelato livore da uno Scotty semi-ubriaco al matrimonio del fratello Cole, non potevano essere più adatti a descrivere il senso di sciagura che incombe sul clan dei Lockhart. La "maledizione dei Lockhart", d'altronde, è stato uno dei temi ricorrenti di questa seconda stagione di The Affair, così come la misteriosa morte di Scotty (interpretato da Colin Donnell), già preannunciata al termine della stagione precedente e ora nucleo del subplot poliziesco che corrisponde ai numerosi flashforward incastonati nel corso della narrazione. Una narrazione basata, ancora una volta, sulla moltiplicazione dei punti di vista, in base al "marchio di fabbrica" dell'acclata serie realizzata da Sarah Treem e Hagai Levi per Showtime e ricompensata l'anno scorso con due Golden Globe.

Quattro punti di vista

Come avevamo già rilevato nel nostro approfondimento su The Affair, questa seconda stagione è stata caratterizzata da una pluralità ancora più ampia di prospettive: a quelle, talvolta dissonanti, fra i due protagonisti della liaison del titolo, il romanziere Noah Solloway (Dominic West) e la sua amante Alison Bailey (Ruth Wilson), si sono aggiunti infatti i racconti elaborati mediante lo sguardo di Helen Butler (Maura Tierney), l'ex moglie di Noah, e di Cole Lockhart (Joshua Jackson), l'ex marito di Alison. Tale impostazione, inevitabilmente, ha compromesso l'ammirevole coesione della prima stagione, incentrata su un periodo di tempo più ristretto e su una sostanziale "unità d'azione", ma in compenso ha fornito alla serie nuovi spunti d'interesse, sottraendola al rischio di un'eccessiva prevedibilità. La vicenda di Helen, in particolare, ha costituito il maggiore punto di forza del secondo capitolo di The Affair: per l'affascinante parabola del personaggio, una madre di famiglia costretta da un giorno all'altro a reinventare la propria esistenza e a superare il senso di umiliazione e di solitudine per l'abbandono di Noah, fra momenti di debolezza e grandi dimostrazioni di dignità; e per la sapiente performance della bravissima Maura Tierney, in lizza per il Golden Globe come miglior attrice supporter (l'unica candidatura ottenuta quest'anno dalla serie).
Non altrettanto solido, invece, il subplot dedicato a Cole e alla sua nuova fidanzata, Luisa Lèon (Catalina Sandino Moreno), talvolta fin troppo slegato dalle storyline relative agli altri comprimari; benché l'episodio conclusivo, con un breve salto temporale abbia riportato i quattro co-protagonisti a condividere la scena.

Fra dramma psicologico e Whodunit

Per il resto, il fulcro narrativo di The Affair è da rintracciare in scelte, dilemmi ed errori di Noah ed Alison, e in tal senso gli autori non ci hanno risparmiato una certa durezza nell'impietosa descrizione dei rapporti di coppia: dalle fragilità della donna, insicura sulla direzione da far prendere alla propria vita, tanto da abbandonare gli studi, mettere in discussione il suo legame con il compagno e tradirlo con l'ex marito Cole; al parossistico egocentrismo di Noah, assorbito da una folgorante carriera ma al contempo in preda a paranoie, atti di presunzione, scatti d'ira e desideri di trasgressione diretti verso la sua agente letteraria, Eden Ellery (Brooke Lyons). Il personaggio affidato a West, antieroe costantemente sospeso fra hybris autodistruttiva (il drammatico episodio che si svolge durante un uragano) e volontà di redenzione, è una figura complessa e contraddittoria, il cui inconsapevole narcisismo è in grado di suscitare le reazioni più diverse e contrastanti; e nell'epilogo della seconda stagione, il suo tentativo di riscatto passerà attraverso una clamorosa ammissione. D'altra parte Descent, La discesa, è il titolo del best-seller di Noah: e con tutta probabilità, la sua "discesa" in un inferno giudiziario e personale sarà il cuore della prossima stagione della serie.

The Affair - Stagione 2 Pur attestandosi complessivamente al di sotto di una prima stagione poderosa e sorprendente, il “volume secondo” della love story fra Noah ed Alison si conferma non solo un intrigante studio di caratteri, molto abile nel mettere in scena i conflitti - interni ed esterni - dei suoi personaggi, ma anche un fascinoso esperimento di storytelling, a cui contribuisce l’ottimo cast. Poco avvincente, invece, l’intrigo poliziesco, che tuttavia è servito più che altro come pretesto per porre i protagonisti di fronte alla responsabilità della proprie azioni in vista dei futuri sviluppi della serie.