Netflix

The Expanse: Recensione della serie su Netflix

Tratta dalla saga di romanzi di James S. A. Corey, The Expanse è un affascinante epopea sci-fi ricca di influenze e sfumature.

recensione The Expanse: Recensione della serie su Netflix
Articolo a cura di

Sin dai tempi della prima, gloriosa, serie di Star Trek la fantascienza ha invaso il piccolo schermo con produzioni di alto livello, dando il via a vere e proprie epopee spaziali che, all'interno di un contesto prettamente sci-fi, davano modo di indagare metaforicamente e non tematiche sociali e inquietudini contemporanee. The Expanse segue la tradizione spargendo già nella puntata pilota, apripista di una stagione da 10 episodi interamente disponibile su Netflix, i semi di un racconto ricco di sfumature e possibilità, adattando con dovizia il romanzo pubblicato nel 2011 da James S. A. Corey (pseudonimo usato dalla coppia di scrittori Daniel Abraham e Ty Franck), primo di una fortunata saga consistente ad oggi di sei volumi. Un'operazione che può vantare all'interno del numeroso cast anche la presenza di Thomas Jane, il nome più famoso in un cast di giovani promesse e rodati caratteristi.

Tutti per uno, uno per tutti

La trama di The Expanse è ambientata duecento anni nel futuro e si articola in tre diversi spazi narrativi, destinati a ricongiungersi parzialmente solo nel finale di stagione. Nel primo il mercantile Canterbury riceve una richiesta di soccorso proveniente dalla nave Scopuli e il vice comandante James Holden organizza insieme a tre suoi compagni una missione di recupero; giunto a destinazione però il ridotto equipaggio non trova superstiti, comprendendo di essere caduto in una trappola. Poco dopo infatti il Canterbury viene distrutto da dei missili nucleari, causando la morte di centinaia di passeggeri. La notizia, giunta sul pianeta Terra, crea instabilità politiche e si pensa che dietro l'attacco vi siano le colonie marziane; Chrisjen Avasarala, funzionaria delle Nazioni Unite, decide di vederci chiaro per evitare un potenziale e disastroso conflitto con Marte. Nel frattempo su Cerere, pianeta nano della Fascia di asteroidi, il tormentato detective della polizia Miller indaga sulla scomparsa di Julie Mao, figlia di un potente uomo d'affari, per riconsegnarla ai suoi genitori.

Tra Terra e cielo

E' l'equilibrio narrativo il maggior pregio di The Expanse, capace di coniugare generi e influenze in un insieme omogeneo e ragionato, catalizzando l'attenzione di diversi tipi di pubblico. Il noir, la space-opera e il drama/thriller politico seguono infatti armoniosamente la stessa direzione d'intenti, dando modo alla serie di variare le sue coordinate stilistiche anche all'interno di uno stesso episodio, proprio nell'alternanza tra i distinti archi logistici. Vi riesce grazie a personaggi interessanti e ottimamente caratterizzati e alle dinamiche interpersonali che corrono tra questi, destinate a crescere progressivamente nel proseguo della vicenda. Contaminazioni mystery, action e poliziesche hanno così modo di emergere in egual misura, tra colpi di scena, amori e rimpianti e inaspettati tradimenti, incuriosendo costantemente lo spettatore che, come i personaggi, è spinto a scoprire la verità in un crescendo di tensione emotiva che, negli ultimi due episodi, non nega passaggi più struggenti e disturbanti. Una vera e propria creatura ibrida basata su un'affascinante mitologia ex-novo inerente le diatribe sociali in corso tra le diverse parti in causa: non sono solo infatti la federazione marziana e quella terrestre a giocare coi destini dell'universo e la fazione dei ribelli, elemento pur giustificato di disturbo, diventa chiave nel possibile inizio di una nuova guerra interplanetaria. E proprio il background di questo prossimo futuro è lasciato volutamente nebbioso, pronto a svelarsi pian piano col procedere degli episodi; scelta questa inizialmente straniante ma che, espandendosi un dettaglio dopo l'altro, si rivela alla fine vincente.

Anche l'occhio vuole la sua parte

Vincente così come la gestione tecnica e stilistica messa in campo nei dieci episodi di questa prima stagione. Notevole è infatti la cura con cui sono stati realizzati gli effetti speciali che hanno poco o nulla da invidiare ai blockbuster a tema per il grande schermo.

Le numerose sequenze in assenza di gravità, il design delle astronavi e l'avvincente gestione dei sussulti action, tra sparatorie ed esplosioni su larga scala, offrono uno spettacolo visivo di assoluta qualità. Lo stesso si può dire per la resa delle scenografie che, tra cunicoli angusti e microcosmi decadenti, ci trasportano all'interno di colonie spaziali verosimili o di giganteschi agglomerati spaziali, restituendo quell'arcano fascino da sempre tipico delle migliori space-opera. Ricchezza e povertà, le sopraffazioni dei forti contro i più deboli e la ricerca del proprio posto nel mondo sono elementi centrali che ben si intersecano nella diatribe personali dei principali protagonisti, ognuno con qualche rimpianto o segreto da custodire gelosamente per poi gettarlo in faccia al pubblico quando meno se l'aspetta. Ennesimi fattori di sorpresa in una costruzione generale che, seppur parzialmente confusa nei primi episodi, trova ben presto una propria solida identità, con la penultima puntata che, tramite flashback, ci introduce alla genesi dell'intero racconto aprendo le porte ad una conclusione intensa e ben più che aperta, pronta a traghettare un po' diabolicamente verso l'inizio della seconda stagione.

The Expanse - Stagione 1 La prima stagione di The Expanse riesce a costruire una stratificata mitologia sociale di stampo sci-fi in maniera credibile, ibridando al suo interno diversi generi e contenuti. Dal noir all'action thriller, dalle cospirazioni politiche memori della contemporaneità a portentosi istinti da space-opera, i dieci episodi sono ricchi di sorprese in una progressiva escalation tensiva che esplode definitivamente nelle parzialmente rivelatorie puntate finali. Un progetto a lungo termine che già qui trova una sua precisa identità, con un affascinante impatto visivo cui la messa in scena e i sorprendenti effetti digitali e non restituiscono il necessario impatto spettacolare e personaggi eterogenei che si muovono in diversi, ma collegati, contesti ambientali tra cui spicca il detective d'ispirazione marlowiana interpretato da Thomas Jane.

8