Recensione The Mentalist - Stagione 1

Arriva in Italia la nuova serie crime, campione di ascolti della scorsa stagione USA

recensione The Mentalist - Stagione 1
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Campione di Ascolti

Scommetere ad inizio stagione su quali serie avranno lunga vita oppure quali saranno cancellate dopo pochi episodi, è ormai impresa ardua. Sulla scia del successo di Lost, fino a qualche anno fa, gli sceneggiatori di mezzo mondo si buttarono sul genere, con intrecci complicati e trame spesso incomprensibili. Il fallimento fu ineccepibile e ad eccezione del capostipite (anch’esso in netto calo), nessuna di queste serie ha avuto un futuro. E per contrastare la crisi (soprattutto di idee) le reti si sono nuovamente buttate sui classici serial ad episodi autoconclusivi, preferibilmente medical o crime. Regina di questo genere è certamente CBS che oltre al aver dato i natali ai vari CSI, Cold case e NCIS, propone ogni anno un sempre più nutrito numero di cadaveri per solleticare la curiosità del suo pubblico. Facile quindi che la serie rivelazione dell’anno esca proprio da questo network. E se lo scorso anno avete puntato su The Mentalist, avete vinto alla grande.

The Mentalist in Italia

The Mentalist andrà in onda su Italia 1 a partire dal 2 Settembre ogni mercoledì alle 21:10 con 2 episodi.

Cos'è un "Mentalista"?

Patrick Jane, è un consulente della polizia di LA, che grazie alle sue stupefacenti doti di osservatore e manipolatore, riesce a risolvere casi apparentemente insolubili. In passato questo suo dono gli ha regalato fama e successo, grazie ad una carriera da finto sensitivo, ma anche dolore. Durante un suo show ha pubblicamente provocato un noto serial killer (chiamato dalla polizia Red John) che per tutta risposta gli ha ucciso moglie e figlia. Il tragico evento lo porterà a rinnegare la sua attività, per dedicarsi anima e corpo alla ricerca dell'assassino.

Questa la trama della serie che la scorsa stagione ha superato ogni record di ascolto raggiungendo (e in alcuni casi superando) colossal del calibro di Grey’s Anatomy e House. Ma prima ancora di analizzare cosa abbia (o non abbia) da offrire questa nuova serie, la domanda più opportuna è: perché proprio The Mentalist? Il plot non brilla certo per originalità e lo sviluppo orizzontale della vicenda, per quanto presente, è molto flebile e non occupa più di tre episodi su ventitre. Anche i singoli casi trattati, seppur di buon livello, non si discostano molto da altre serie con ascolti nettamente inferiori, appoggiandosi a molti clichè del genere crime.
La risposta può essere una soltanto: The Mentalist, funziona solo in funzione del suo protagonista, vero motore trainante di un’intera struttura narrativa. Il lavoro fatto dagli sceneggiatori sul personaggio è infatti di altissimo livello, e forse secondo solo all’inarrivabile (?) Dr. House di Hugh Laurie. Patrick Jane ha tutto: è di bell’aspetto, gentile e molto cortese, cordiale con i colleghi, sempre calmo e apparentemente posato. Inoltre è molto intelligente e dotato di una spiccata capacità di osservazione che gli permette di risolvere anche i casi più complessi. Ma anche lui presenta un lato oscuro, causa delle sue sofferenze che lo portano a cercare il colpevole dello sterminio della sua famiglia, in un percorso a metà strada tra il bisogno di redenzione e il desiderio di vendetta. In questa cornice di buonismo e politicaly correct, Jane esercita le sue doti di “mentalista”, capace di manipolare, ingannare e persuadere il suo interlocutore anche ricorrendo a sotterfugi come l’ipnosi e la suggestione, ma sempre a fin di bene. E quando lo spettatore riesce a diventare una delle sue “vittime” il gioco è fatto.
Frutto di una’ottima operazione commerciale, The Mentalist centra in pieno il suo target di riferimento; lo scorso anno ha stregato il pubblico USA, riuscirà a fare lo stesso con quello italiano?

Realizzazione

Inutile aggiungere che la buona riuscita del personaggio deve molto all’interpretazione di Simon Baker, capace di dosare alla perfezione tutti i tratti del suo alter-ego. Intorno a lui ruota il resto della squadra investigativa divisa nei diversi archetipi di personaggi: il capitano inflessibile ma dal cuore d’oro, l’agente sempliciotto e un po’ imbranato con le donne, il poliziotto freddo e professionale e la nuova recluta, attraente ma molto capace. Anche i singoli interpreti si dimostrano ben selezionati e portano felicemente a termine il compito, senza mai scavalcare la centralità del protagonista.
Ottima la scelta delle location, specie gli esterni, sempre vari e di grande impatto visivo, accompagnati da una regia di ottimo livello.

Un ultima nota positiva va fatta in questo caso al doppiaggio, che specie per quanto riguarda il protagonista, si dimostra all’altezza dando al personaggio lo spessore e la complessità che merita.

The Mentalist - Stagione 1 The Mentalist si promette di accompagnarci sullo schermo per molti anni, un prodotto certamente rivolto agli amanti del genere crime, ma che potrebbe attrarre anche qualche scettico, grazie ad un protagonista ben riuscito e dal forte impatto carismatico. Un ottimo prodotto televisivo, che anche per questo, merita una possibilità.

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