Recensione The Newsroom - Stagione 3

La serie tv di Sorkin chiude sulle note della malinconia

Articolo a cura di

E, dunque, anche The Newsroom arriva alla fine. Dopo una seconda straordinaria stagione, il futuro della serie televisiva creata da Aaron Sorkin sembrava si fosse conclusa ma, in realtà, restava ancora qualcosa da dire. Che Sorkin volesse dare un finale alla “Don Chisciotte” - l’emblematico personaggio tanto spesso citato e così strenuamente amato dai personaggi della serie? In realtà, più che il personaggio creato dalla penna di Cervantes, questa terza ed ultima stagione si è conclusa più al ritmo di “Tutti per uno, uno per tutti”, volendo restare nell’ambito delle citazioni letterarie. I giornalisti, guidati da Will McAvoy, in effetti, uniti più che mai dopo la morte di uno dei personaggi più celebri dello show - lui il vero Don Chisciotte - si ritrovano a continuare quello che hanno sempre fatto: raccontare in maniera più cristallina possibile la quotidianità che li circonda. Senza contare poi che Will si ritroverà spesso ad avere un erede e sua moglie Mac ha l’arduo compito di crescere e guidare la sua redazione nella “missione di civilizzazione” che un po’ tutti hanno sempre avuto a cuore.

La verità o l'integrità di una nazione?

Questa terza stagione è iniziata con i migliori auspici: Mac e Will pronti a un matrimonio che, tra un impegno e l’altro, tra una news e l’altra, avrebbero certo celebrato. Sloan e Don alle prese con la loro storia d’amore, Maggie e Jim impegnati al solito nel loro acrobatico tira e molla amoroso e lavorativo, Charlie impegnato per la salvezza del format e Neal a rischio prigione a causa di un hacker impegnato in una missione di spionaggio ai danni di niente popò di meno che degli Stati Uniti D’America. E, dunque, The Newsroom era ritornata, al solito, lasciandoci col fiato sospeso e con un importante quesito: è più importante raccontare la verità o è più importante tacere per difendere l’integrità di una nazione?

This is the end

La prima stagione di The Newsroom era composta da dieci puntate che per la seconda son diminuite a nove e per la terza solo a sei. Sin da subito era chiaro che l’obiettivo di Sorkin fosse quello di chiudere - in bellezza, per carità - il prima possibile la sua creatura televisiva. Sicuramente, a differenza delle precedenti, quest’ultima stagione ha avuto un’impronta decisamente più romanzata: si è lasciato ampissimo spazio alle relazioni amorose e interpersonali e, d’altra parte, proprio negli ultimi episodi sono venute a formarsi in maniera definitiva delle coppie: Mac e Will che, in maniera quasi melodrammatica, son riusciti a sposarsi; Jim e Maggie che, finalmente, dopo tanti sospiri, son riusciti a ricongiungersi. Al solito, Sorkin riesce a tenere il fiato sospeso ma qui, a tratti, è parso quasi che andasse di fretta; cosicché le vicende politiche e morali hanno goduto di una rapida infarinatura a favore piuttosto di un “effetto malinconia” ben più congeniale ad una serie sulla via del tramonto.

The Newsroom - Stagione 3 La terza stagione di The Newsroom, dunque, non aggiunge né più né meno alle precedenti: ritroviamo i personaggi, ritroviamo la frenesia delle notizie, importanti e discusse questioni morali e dialoghi straordinariamente accesi come solo Sorkin sa fare. Come se non bastasse, per non lasciare proprio scontento nessuno, ci si è impegnati anche a lasciar spazio alle storie d’amore - spesso duramente criticate dai giornalisti americani ma molto più apprezzate dal pubblico. Di certo, è un peccato che una serie di qualità finisca ma è pur sempre vero che già alla fine della seconda stagione sembrava chiaro un quesito: cos’altro si potrebbe raccontare?