Recensione The Path - Stagione 1

La serie targata Hulu con protagonisti Aaron Paul, Hugh Dancy e Michelle Monaghan conduce gli spettatori nella realtà quotidiana di un discusso movimento religioso, facendo riflettere e convincendo con ottime interpretazioni

recensione The Path - Stagione 1
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The Path, nuovo progetto targato Hulu, era tra le serie più attese dell'anno grazie a un cast di primo livello e a uno spunto controverso e affascinante. Al termine della prima stagione, composta da dieci episodi, le aspettative sono state rispettate nonostante sia innegabile che alcune parti della trama avrebbero richiesto maggiore cura, lasciando in sospeso degli elementi che gli autori avranno comunque modo di approfondire nelle prossime puntate.
A metà tra riflessione sulla fede e analisi dell'animo umano, il serial creato da Jessica Goldberg ha tuttavia il grande pregio di portare sullo schermo una storia i cui protagonisti, anche nei loro momenti più eccessivi e sopra le righe, non risultano mai stereotipi e mantengono il realismo a un buon livello.

Una fede in crisi

Eddie Lane (Aaron Paul) si è convertito al movimento religioso chiamato Meyerism dopo un passato turbolento, un lutto che ne ha segnato la vita e l'incontro con Sarah (Michelle Monaghan), una donna cresciuta all'interno del movimento nei cui confronti ha una fiducia incrollabile.
Dopo un viaggio in Perù, l'uomo torna però a casa con una crisi di fede e si ritrova a mettere in dubbio ogni cosa in cui ha credeva, cercando però di salvare il suo matrimonio.
A capo dell'organizzazione c'è Cal Roberts (Hugh Dancy): un leader carismatico e ambizioso che nasconde però un passato da alcolizzato e un legame fin troppo stretto con Sarah.
Eddie e Sarah, mentre il loro rapporto vive una fase all'insegna del timore e della sfiducia, devono inoltre fare i contri con i dubbi del loro figlio adolescente Hawk (Kyle Allen), innamorato della giovane Ashley (Amy Forsyth), che lo introduce a un mondo privo delle rigide regole e dei precetti del Meyerism.
La situazione è resa ancora più complicata dalla situazione di salute precaria del dottore Stephen Meyer (Keir Dullea), il fondatore del movimento; dall'arrivo nella comunità della complicata Mary (Emma Greenwell); dalle indagini del detective Abe Gaines (Rockmond Dunbar) che cerca di infiltrarsi nel gruppo per scoprire la verità; e dalla volontà di Alison (Sarah Jones) di scoprire quanto accaduto al marito, morto mentre era in una missione per conto del movimento.

Una serie di ottima qualità

La serie The Path conduce con bravura gli spettatori in un mondo claustrofobico in cui il confine tra fede e fanatismo è fin dal principio incredibilmente sottile. Jessica Goldberg ha avuto il merito di non forzare il ritmo e di concentrarsi sull'evoluzione individuale di tutti i protagonisti, mettendo in secondo piano ma mai in ombra, la realtà quotidiana del movimento religioso. Tassello dopo tassello si possono quindi capire le regole seguite da chi crede negli insegnamenti del dottor Meyer e intuire qualche dettaglio delle loro convinzioni. Un mondo, quello mostrato nella serie, di cui vengono evidenziati i lati negativi e quelli positivi, contrapponendo delle norme fin troppo ferree e delle teorie piuttosto ardite a sentimenti di solidarietà e compassione. Gli episodi si caratterizzanno così per la pluralità di approcci alle tematiche affrontandole da numerose prospettive diverse: dalla fede incrollabile alla voglia di potere, dai dubbi di chi conosce due realtà differenti alle incertezze di un giovane alla ricerca del proprio posto nel mondo, fino alla fredda analisi dell'agente dell'FBI e alla disperazione di una vedova inconsolabile; tanti punti di vista che restituiscono alla situazione la complessità necessaria a costruire una rappresentazione realistica dei personaggi e delle loro storie.
A sostenere lo show sono le interpretazioni particolarmente convincenti del cast, guidato da un ottimo Aaron Paul che calibra bene il suo conflitto interiore e da una quasi insopportabile Michelle Monaghan alle prese con un personaggio per cui si prova un misto di irritazione nell'assistere alla sua rigidità e ammirazione per la sua incrollabile fede. Hugh Dancy si riconferma inoltre un attore particolarmente brillante nel far intravedere le crepe di un'apparente solidità emotiva che va progressivamente in frantumi, nonostante del personaggio di Cal si rivelino solo alcune parti del suo passato, rendendo poco credibile il suo sentimento quasi morboso nei confronti di Sarah.
La prima stagione introduce inoltre alcuni personaggi che, come il detective Abe o Alison, avrebbero meritato maggior spazio, mentre di alcune presenze come quelle di Miranda Frank (Minka Kelly) si è un po' sprecato il potenziale narrativo.
La regia di alto livello in grado di proporre anche delle idee originali per quanto riguarda lo stile, un'ottima fotografia che enfatizza le sensazioni suscitate da luoghi e situazioni, e delle ottime scelte musicali impreziosiscono poi le puntate contribuendo in modo significativo alla buona riuscita del progetto che riserva i suoi momenti migliori negli episodi che conducono al season finale, ben costruito per lasciare in sospeso degli elementi interessanti in vista della già annunciata seconda stagione.

The Path - Stagione 1 La prima stagione di The Path convince grazie a un insieme di buon livello tecnico e artistico e originalità dell'approccio all'argomento. Le interpretazioni del cast mettono in secondo piano alcuni passaggi della storia non gestiti nel migliore dei modi, rendendo la visione degli episodi un'esperienza interessante e ricca di spunti di riflessione.