The Walking Dead 7x04: Suspense estesa

La serie si concede un episodio extralarge, ma questa volta la durata aggiuntiva, purtroppo, non è un vantaggio.

recensione The Walking Dead 7x04: Suspense estesa
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Nella recensione dell'episodio precedente abbiamo sottolineato il rischio maggiore per la storyline attuale di The Walking Dead, per quanto concerne il lungo termine: il riciclaggio della solita formula, che in teoria doveva essere stravolta dall'ingresso di Negan, personaggio meravigliosamente imprevedibile nei fumetti ma piuttosto annacquato sullo schermo (e non parliamo solo dell'assenza del suo linguaggio scurrile), nonostante la performance più che discreta di Jeffrey Dean Morgan. Un'interpretazione che rimane il punto più alto della nuova puntata, con la quale arriviamo esattamente a metà della prima tranche di questa stagione. Forse è questo il motivo per cui è stata concessa una durata maggiore (85 minuti, pause pubblicitarie incluse), un elemento solitamente riservato ai finali, midseason o di stagione che siano. Un elemento che, in questo caso, enfatizza ancora di più il problema crescente di questo ciclo di episodi.

Heil Negan!

Presumibilmente, nelle intenzioni di chi ha scritto e diretto l'episodio, Service doveva farci capire fino a che punto Negan possa essere una carogna, capace di fare esattamente quello che gli pare a prescindere da eventuali promesse fatte a chicchessia. Aggiungiamo a questo la possibilità di vedere morire un altro abitante di Alexandria, e gli ingredienti per una storia ricca di suspense ci sono tutti. Peccato che la natura imprevedibile dell'antagonista sia diventata estremamente prevedibile: sappiamo benissimo che Negan non ucciderà nessuno prima del finale midseason, perché serve il momento scioccante prima della pausa natalizia. Potremmo sbagliarci, ovviamente, ma dopo sei stagioni è difficile credere che la serie possa deviare da una struttura collaudata per quanto concerne le morti più importanti. Ed è alquanto irritante che l'idea di un decesso imminente sia l'unico modo per generare suspense in una serie che, pur essendo di genere, in passato riusciva a regalarci grandi momenti di tensione e dramma senza per forza ammazzare l'ennesimo membro del gruppo. E così, mentre Negan attraversa Alexandria e impone il suo dominio, con Rick e Daryl che lo assecondano impotenti (ma l'impatto psicologico del cattivo sui caratteri dei due eroi è tratteggiato in modo molto superficiale), non resta che aspettare che si verifichi una di due cose: un netto miglioramento della scrittura, per la serie in generale e per il villain in particolare, o una tragedia così sconvolgente da farci dimenticare, il più a lungo possibile, quanto la serie continui a soffrire sul piano creativo in assenza di Frank Darabont, nonostante occasionali guizzi di qualità.