The Walking Dead 7x05: Lutto e sete di vendetta

La stagione continua ad esplorare storyline diverse, con risultati mediamente interessanti e promettenti per il futuro.

recensione The Walking Dead 7x05: Lutto e sete di vendetta
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Il quinto episodio della settima stagione di The Walking Dead, intitolato Go Getters, continua il percorso dedito alla divisione delle puntate tra membri del cast. In questo caso specifico il nucleo narrativo si focalizza sul ritorno di due personaggi di cui non avevamo notizie da un po': Maggie, vista l'ultima volta nella premiere alle prese con i trauma della morte dell'amato Glenn, e Gregory, il leader della comunità di Hilltop introdotto nel penultimo episodio della sesta annata (e presumibilmente con una storyline corposa in vista, dal momento che il suo interprete Xander Berkeley è stato promosso al rango di presenza fissa, almeno per quanto riguarda i credits). Due personalità molto diverse tra loro destinate a scontrarsi per il bene dello show. Ed è un conflitto più che soddisfacente.

Storie parallele

Mentre l'intreccio principale dell'episodio riguarda appunto Maggie, alle prese con la propria gravidanza e la progressiva accettazione della morte del marito, e Gregory, le cui capacità di leader sono alquanto discutibili se lo paragoniamo a Negan e Ezekiel, c'è una trama secondaria assai meno convincente con protagonista Carl Grimes, intenzionato ad uccidere l'antagonista principale della stagione. Uno stato d'animo comprensibile ma drammaticamente vuoto, poiché la caratterizzazione del figlio di Rick è sempre stata un po' problematica e in questo caso è palese che gli sceneggiatori stiano solo cercando di dargli un qualche tipo di arco narrativo minimamente sostanzioso senza interrogarsi sull'utilità dello stesso all'interno di una puntata che avrebbe tranquillamente potuto reggersi in piedi con una storia simile, grazie soprattutto alle interpretazioni: la maturazione di Lauren Cohan nei panni di Maggie negli ultimi cinque anni è stata molto affascinante da seguire, e qui raggiunge una nuova fase piuttosto cruciale, ribadendo l'importanza del personaggio anche senza Glenn, il cui ricordo rimane comunque vivo in ciò che Maggie rappresenta ora; Berkeley, dal canto suo, accumula l'esperienza di una vita in ruoli da carogna più o meno simpatica per dare a Gregory quella personalità leggermente più complessa che per ora latita per quanto riguarda gli altri due leader delle comunità, i già citati Negan (intrappolato in un circolo vizioso che ruota intorno alla sua presunta imprevedibilità) ed Ezekiel (che nella sua prima apparizione si è fatto rubare la scena dalla tigre, ma il potenziale per crescere a livello drammaturgico c'è). Grazie a loro e a una scrittura generalmente solida, tralasciando la sottotrama di cui sopra (ma non del tutto, a giudicare dalle immagini finali dell'episodio), la decisione di concentrarsi su personaggi diversi in ogni puntata comincia finalmente a dare frutti davvero soddisfacenti. Speriamo solo che i prossimi episodi non tornino alle vecchie abitudini...