The Walking Dead 7x06: Tara e il matriarcato

Arrivati al sesto episodio la frammentazione narrativa della stagione continua, ma questa volta con risultati piuttosto forti e soddisfacenti.

recensione The Walking Dead 7x06: Tara e il matriarcato
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Era dal dodicesimo episodio della stagione precedente che non avevamo più notizie di Tara Chambler, uno dei personaggi migliori di The Walking Dead, e il suo ritorno in scena era un motivo a priori per apprezzare la pur discontinua strategia di spezzare la storia della settima annata in più pezzi, sfruttando - non sempre bene - i singoli personaggi. Ed è effettivamente positivo, sul piano drammaturgico, questo racconto incentrato interamente sulla responsabile delle provviste di Alexandria, protagonista assoluta di una digressione intimista e sottilmente toccante, nonché quasi del tutto al femminile.

Una nuova comunità

Oltre al ritorno in scena di Tara è importante anche l'introduzione di un nuovo gruppo di sopravvissuti. Questa comunità, detta Oceanside, consiste unicamente di donne e bambini, poiché gli uomini sono stati massacrati dalla banda di Negan. Anche questo episodio si collega quindi alla trama orizzontale legata al nuovo antagonista, ma solo in maniera indiretta. Escluse infatti possibili considerazioni per il futuro della stagione (Oceanside parteciperà all'inevitabile ribellione nei confronti di Negan?), Swear è un episodio contenuto, tesissimo pur avendo solo una scena propriamente dedicata agli zombie, e un'ottima occasione per Alanna Masterson di esplorare più approfonditamente la psicologia di Tara, non dovendo dividere la scena con gli altri protagonisti della serie. Un'autentica boccata d'aria fresca dopo cinque episodi più o meno riusciti che però risultavano un tantino frustranti, un interludio di un'ora per permetterci di respirare prima che si torni obbligatoriamente ai problemi di Rick e del resto del gruppo, in attesa del finale midseason (tra due puntate) che in teoria manterrà alta la suspense fino a febbraio, quando inizierà la seconda parte della stagione. E quella suspense sarebbe molto più gratificante se ci fossero più episodi come questo, realizzato con vera attenzione nei confronti dei personaggi e senza curarsi troppo della necessità di far morire la gente per mantenere vivo l'interesse del pubblico. A volte anche una lunga chiacchierata fra donne può risultare altrettanto avvincente.