The Walking Dead 7x12: Zombie Park Recensione

La serie continua a puntare su gruppi ristretti, con risultati molto divertenti soprattutto per chi sentiva la mancanza della componente zombie.

recensione The Walking Dead 7x12: Zombie Park
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Dopo la centralità di Negan nello scorso episodio, si torna nuovamente ad un racconto dove il villain è assente e ci si concentra su coloro che, nel giro di quattro puntate (in teoria), si ribelleranno contro il tiranno e la sua mazza da baseball. Un approccio che può generare risultati molto contrastanti, a seconda della storyline e soprattutto dei personaggi scelti per determinati episodi (vedi l'uso di Eugene una settimana fa). Nel caso di Say Yes la decisione vincente è quella di dare gran parte dello spazio narrativo a Rick e Michonne, raramente visti insieme in modo così efficace, come coppia. In precedenza abbiamo potuto apprezzare la grande chemistry fra Andrew Lincoln e Danai Gurira, e in questa occasione gli sceneggiatori hanno finalmente saputo sfruttare questa alchimia in un modo che fa riemergere il lato divertente dello show, parzialmente soffocato negli ultimi mesi proprio dall'arrivo di Negan. E non a caso questo episodio, che usa anche in maniera molto rinfrescante l'elemento puramente di genere dello show, è stato affidato registicamente a Greg Nicotero, l'artefice del look dei non-morti.

A spasso coi Walker

Say Yes è un episodio dall'anima alquanto seria, soprattutto quando la narrazione si allontana dalle vicende di Rick e Michonne (incaricati di trovare un numero di armi sufficiente da giustificare una delle alleanze necessarie per sconfiggere Negan) e allude a sviluppi futuri, ma ha anche un lato quasi giocoso, esemplificato letteralmente dalla scelta di situare la sequenza clou con gli zombie in un parco divertimenti. Certo, il divertimento è limitato dalle convenzioni stilistiche e narrative del programma (nel senso che, restando in zona post-apocalittica, difficilmente raggiungeremo i livelli di ilarità presenti in una serie come The Last Man on Earth), ma vedere una puntata che non sia totalmente dominata da atmosfere uggiose, in tutti i sensi, è quasi una boccata d'ossigeno puro (basta vedere le inquadrature dove il sole splende senza che dietro ci sia un intento ironico relativo all'andamento generale dell'episodio). In tale ottica ci troviamo ancora una volta dinanzi ad un prodotto capace di sorprendere, di ricordarci a che punto The Walking Dead possa anche intrattenere e di tenere conto, come abbiamo già detto, di critiche passate. Di sicuro incide anche la presenza di Nicotero, coinvolto nella realizzazione dello show sin dal primo episodio, in cabina di regia. Non sarebbe possibile affidare a lui il ruolo di showrunner, eventualmente?