The Young Pope, il Papa diabolico di Paolo Sorrentino a Venezia73

Il prossimo 21 ottobre su Sky Atlantic arriva The Young Pope, con protagonista Jude Law, presentata in anteprima fuori concorso al Festival di Venezia.

recensione The Young Pope, il Papa diabolico di Paolo Sorrentino a Venezia73
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Mettere piede in Piazza San Pietro a Roma è sempre un'esperienza particolare, quasi mistica, anche per il più ateo di noi; sembra che tutto attorno si faccia più solenne, ci si sente schiacciati dall'imponenza della Basilica, degli edifici papali, il respiro si fa più profondo. È un meccanismo che va al di là della mera fede, si subisce un mix millenario fatto di arte, disciplina, cieca fedeltà e rispetto, ovvero l'immagine che la Chiesa di Roma come istituzione infonde sin dalla sua creazione. Le cose però sono cambiate ed è meglio che siate pronti ad ogni evenienza: c'è un nuovo Papa in città, partorito dalla mente d'autore di Paolo Sorrentino. Il sommo pontefice che dovrebbe governare amorevolmente un miliardo di fedeli, che rappresenta la volontà divina sulla nostra Terra, ha ora poco da spartire con tutti i suoi predecessori. Papa Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, The Young Pope, è talmente surreale da sembrare un personaggio uscito da una graphic novel di Frank Miller: oltre una smisurata eleganza di facciata si nasconde un rivoluzionario, uno stratega, un uomo sboccato e incline ai vizi, ai piaceri, amante della derisione altrui, vendicativo, incastrato in un corpo affascinante.

Una Coca-Cola Cherry Zero, grazie

Esattamente il Papa che non ti aspetti, neppure nelle più spinte fantasie, una santità dalle fattezze di Jude Law (eccezionale e supremo), un attore eletto "uomo vivente più sexy" dalla rivista People, per capire ancora meglio il contrasto con la realtà. A poche ore dalla sua elezione, affondato in un sogno a tratti lisergico, spera già di dominare la piazza sconfessando tutti i cardini del cattolicesimo e liberando i fedeli dalla pioggia battente con la semplice imposizione delle mani. Davanti a una tavola imbandita per la colazione, il suo unico desiderio è una Coca-Cola Cherry Zero, prima di accendere una sigaretta una volta dietro la scrivania e far chiudere la basilica di San Pietro per capriccio, per un istante di intimità. Il regista de La Grande Bellezza rimuove ogni confine fra il sacro e l'umano, facendo diventare il suo protagonista non un tramite come dovrebbe, ma Dio in persona. Per farlo sceglie di mescolare il suo classico rigore visivo a un linguaggio inedito, per la nostra televisione ma anche per il suo cinema, facendo divertire il suo pubblico in maniera naturale, inaspettata; armi per raccontare "accordi e disaccordi" di una Chiesa ambigua, piena di contraddizioni, diventano l'ironia tagliente, la satira irriverente, l'esibizione pornografica del potere e della ricchezza, la mania del controllo interno ai suoi palazzi.

Come i Daft Punk

In particolare Pio XIII ama torturare le sue prede guardandole negli occhi, applicando una pressione psicologica che, per forza di cose, prevede sempre e solo un unico vincitore. È l'onnipotenza la sua caratteristica madre, accanto alla rara capacità di essere invisibile; se gli esperti di marketing di Harvard prevedono da anni l'immagine papale su ogni tipo di ammennicolo ufficiale, da rifilare ai pellegrini nei luoghi di fede, il giovane Lenny non vuole mostrarsi in pubblico. Adora essere un fantasma, farsi adorare al buio, come i Daft Punk o Banksy, un Papa in parte rockstar e in parte entità sovrannaturale. Un essere al di sopra delle regole che non segue copioni, che anche durante la sua prima (vera) omelia in Piazza San Pietro si affida all'improvvisazione, risponde con piglio deciso ai fedeli urlanti, come un novello Keith Jarrett chino sul pianoforte del palco di Köln, a inventare melodie universali per la sua platea. Ovviamente fra gli spettatori inermi di questo spettacolo di dubbio gusto vi sono anche preti e cardinali della prima ora, che adesso hanno l'arduo compito di riprendersi la loro storia e la poltrona più ambita del regno. Una lotta per la corona che potrebbe ricordare le meccaniche di Game of Thrones (prodotta dalla HBO come The Young Pope), da portare avanti contro un leader autoritario dalle sfumature simili al più spietato Frank Underwood di House of Cards. Il sogno americano e ribelle di Paolo Sorrentino può dirsi quasi completo.

The Young Pope - Stagione 1 Papa Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, The Young Pope, è talmente surreale da sembrare un personaggio uscito da una graphic novel di Frank Miller: oltre una smisurata eleganza di facciata si nasconde un rivoluzionario, uno stratega, un uomo sboccato e incline ai vizi, ai piaceri, amante della derisione altrui, vendicativo, incastrato in un corpo affascinante. Il Papa che non ti aspetti, neppure nelle più spinte fantasie.