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Tredici: Recensione della serie Netflix

Tratta dal romanzo del 2007 di Jay Asher, la serie racconta i motivi che hanno spinto l'adolescente Hannah Baker a suicidarsi.

recensione Tredici: Recensione della serie Netflix
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Sette audiocassette, tredici parti per mettere assieme i motivi che hanno spinto un'adolescente a togliersi la vita. Se ricevi quei nastri è perché sei anche tu uno degli inconsapevoli responsabili del suo suicidio, e devi mandare avanti la catena se non vuoi che il contenuto delle cassette sia reso pubblico. Parte da questo macabro spunto Tredici (in originale Thirteen Reasons Why), serie Netflix tratta dal best seller di Jay Asher e adattata per il piccolo schermo da Brian Yorkey, con Selenza Gomez tra i produttori esecutivi. La serie ricalca quasi pedissequamente il romanzo, ma amplia la narrazione perfezionandone la trama e coinvolgendo più personaggi, non soltanto quelli di Clay (Dylan Minnette, nel libro la voce narrante) e Hannah Baker (Katherine Langford) ma anche tutti i ragazzi che hanno contribuito alla decisione di Hanna di togliersi la vita. Se il libro è un semplice romanzo sulle conseguenze del bullismo, la serie televisiva invece arriva ad assumere persino i toni di un thriller, con un crescendo di tensione per la storia di Hannah e per i segreti che via via vengono svelati. Attenzione: la recensione contiene spoiler sul finale di stagione!

Quando l'adattamento è migliore del prodotto originale

Brian Yorkey è riuscito a prendere un prodotto grezzo (ma amatissimo dal giovane pubblico a cui si rivolge) come il romanzo di Jay Asher e a perfezionarlo fino a renderlo più completo, superando i limiti del libro ed eliminandone i difetti. Se infatti il romanzo si concentra esclusivamente sulle reazioni di Clay ai racconti di Hannah, senza interazioni - se non minime - con gli altri ragazzi protagonisti delle cassette, la serie invece si concentra anche sui personaggi secondari, dando loro spessore e costruendo un background per ognuno di essi, così da mostrare le ragioni dietro il loro comportamento con Hannah, oltre a indagare le diverse reazioni al ritrovarsi invischiati in una storia del genere e a creare un tesissimo clima di complotto contro Clay. Quelli che nel libro sono solo nomi, nella serie sono invece persone reali, di genere, etnia e orientamento sessuale differenti: da Courtney (Michele Selene Ang) che non vuole ammettere di essere omosessuale per timore che la cosa possa ripercuotersi negativamente sui suoi genitori gay, a Justin (Brandon Flynn) che viene da una situazione familiare difficile e dipende psicologicamente da Bryce (Justin Prentice), che gli ha sempre offerto aiuto. I giovani attori riescono a renderli personaggi a tutto tondo con la loro interpretazione (nonostante qualche sbavatura qua e là), anche se la prova attoriale più convincente è forse quella di Kate Walsh, che interpreta la madre di Hannah e riesce a trasmettere tutto il dolore e l'intorpidimento emotivo di una madre che ha trovato la figlia con i polsi squarciati nella vasca da bagno e che non riesce ad arrendersi all'ineluttabilità dei fatti senza ricercare la verità.

Tredici affronta temi delicati e lo fa senza banalizzarli

Le scene di stupro e del suicidio di Hannah sono forti e difficili da guardare, ma nel complesso la serie affronta temi attualissimi e delicati - il bullismo e le sue conseguenze, la violenza sessuale nelle scuole, il suicidio - con la giusta sensibilità, senza banalizzarli né tantomeno indorando la pillola: vedere i genitori di Hannah che cercano di soccorrerla quando lei è già morta è straziante ma realistico, e viene dalla precisa intenzione degli sceneggiatori di mostrare le conseguenze che il suicidio di una persona può avere su chi le sta attorno. Il tentato - e forse riuscito? - suicidio di Alex (Miles Heizer) colpisce lo spettatore come un pugno in pieno stomaco, perché si ripete quanto già successo per Hannah: i segnali c'erano tutti, disseminati lungo l'intera stagione (Alex è sempre sembrato il più logorato dai sensi di colpa tra i destinatari delle cassette, e in più di un'occasione ha ribadito di non pensare al college perché si vedeva senza futuro), ma noi - così come gli altri personaggi - eravamo così presi dalla storia di Hannah da non renderci conto di cosa stava accadendo davanti ai nostri occhi. Neanche vederlo riordinare alla perfezione la cameretta esattamente come aveva fatto Hanna prima di togliersi la vita ha fatto risuonare un campanello d'allarme. Il messaggio del romanzo, quello di prestare attenzione agli altri e interessarsi a loro perché non puoi mai sapere cosa stanno passando, viene così ribadito anche nella serie: ma è un messaggio amaro, perché se da un lato Clay decide di interessarsi a Skye (Sosie Bacon) proprio come nel finale del libro, dall'altro non si accorge di cosa stia succedendo ad Alex.

Ci sarà una seconda stagione?

Il finale della serie segue quello del libro, con Clay che sceglie di avvicinarsi a Skye perché potenzialmente simile ad Hannah. Per ovvi motivi, però, Tredici si concentra anche sul destino degli altri personaggi, lasciandone molti in sospeso (Alex è sopravvissuto? Tyler - Devin Druid -
riuscirà a compiere la sua strage? Bryce finirà in prigione?) e dandosi così la possibilità di esplorarli ulteriormente in una potenziale seconda stagione che per il momento non è ancora confermata, nonostante lo straordinario successo della serie faccia ben sperare in un rinnovo. E se perfino Jay Asher ha detto di voler sapere come va avanti, l'autore del libro ha anche ribadito che il finale aperto di Tredici non è stato pensato espressamente per una seconda stagione ma per ribadire il messaggio del libro, cioè che ogni nostra azione può avere ripercussioni su noi stessi e sugli altri, in un ciclo infinito. Sequel o meno, Tredici si conferma come un prodotto ben riuscito, con un'ottima sceneggiatura - forse solo un po' rallentata in alcuni episodi - e una caratterizzazione a tutto tondo dei suoi personaggi. Temi difficili e attuali affrontati con il dovuto realismo, e in sottofondo una colonna sonora accattivante che mescola sapientemente vintage e modernità. Tanti elementi che si incastrano come pezzetti di un puzzle, con un risultato che è quasi perfetto e rende Tredici una delle maggiori rivelazioni di questo 2017 appena iniziato.

13 Reasons Why - Stagione 1 Un prodotto ben riuscito, con un'ottima sceneggiatura - forse solo un po' rallentata in alcuni episodi - e una caratterizzazione a tutto tondo dei suoi personaggi. Temi difficili e attuali affrontati con il dovuto realismo, e in sottofondo una colonna sonora accattivante che mescola sapientemente vintage e modernità. Tanti elementi che si incastrano come pezzetti di un puzzle, con un risultato che è quasi perfetto e rende Tredici una delle maggiori rivelazioni di questo 2017 appena iniziato.

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