Twin Peaks: Recensione dell'episodio 3x10 Recensione

Il revival di Showtime continua il suo percorso con una solida narrazione, tra importanti rivelazioni e toni più sfumati sulla commedia...

recensione Twin Peaks: Recensione dell'episodio 3x10
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Se c'è un elemento che ha contraddistinto la serie originale di Twin Peaks, portandola al successo, è senza dubbio il sottile umorismo che ha pervaso la serie sin dagli inizi, bilanciando in modo molto attento i toni da thriller drama del caso Laura Palmer. Nel revival ovviamente non manca l'ironia e certi personaggi caricaturali ci hanno già regalato momenti strambi ed esilaranti, ma forse l'episodio 10 è per il momento quello che più di tutti gli altri ha saputo giocare con equilibrio tra drammaticità e comicità, inframezzando ogni sequenza più cinica e cruenta con momenti in cui la tensione viene completamente spezzata in favore di una ricercata tranquillità. Il giro di boa è ormai passato e soli 8 episodi ci separano dall'atteso finale, eppure David Lynch e Mark Frost non sembrano ancora intenzionati a sovvertire con decisione l'ordine impostosi dal terzo episodio, partendo dall'infinita giostra goliardica attorno al mistero dell'identità di Dougie fino ai criptici messaggi dati dalla Signora Ceppo all'Agente Hawk. [ATTENZIONE, DA QUI IN POI L'ARTICOLO CONTIENE SPOILER]

Escalation a Twin Peaks

Dopo un'intero episodio incentrato sulla morte e il lascito del Maggiore Briggs, sia fuori che all'interno dei confini di Twin Peaks, questa settimana gli autori hanno continuato alcune storyline rimaste appese come quella di Becky Burnett (Amanda Seyfired) e del ragazzo fallito o l'altra, per il momento più prominente, del giovane Richard Horne. Quest'ultimo, intento a coprire le proprie tracce, raggiunge la roulotte di Miriam (una delle cameriere della tavola calda), che gli rivela di aver avvistato con una lettera lo sceriffo Truman dell'omicidio del bambino da lui investito, costringendolo a colpirla e ad architettare uno stratagemma per ucciderla facendolo sembrare un incidente. Chiamerà poi il vice-sceriffo Chad Broxford per chiedergli di intimargli di intercettare la lettera, raggiungendo in seguito la casa della Nonna per costringerla in modo rude a dargli la combinazione della cassaforte. L'escalation di violenza di Horne raggiunge qui il suo culmine, in una sequenza tanto reale quanto disturbante, dove la rabbia di Richard riesce a vincere sulla debolezza di una donna indifesa e sull'impossibilità di difendere del povero Johnny Horne, costretto ad assistere in preda a una crisi all'abuso fisico perpetrato dal nipote ai danni della madre. Come se non bastasse, ancora un'altra vittima di violenza androgina è Becky, che gettata sul divano subisce grida e insulti dal ragazzo, probabilmente in astinenza e pieno di rabbia per una situazione economica che non accenna a migliorare. Le due situazioni, molto vicine, vogliono essere presumibilmente una neanche tanto velata critica dell'insensata e accesa violenza maschile contro le donne, sottomesse all'esplosione emotiva di questi soggetti dopo costante repressione. Visto comunque l'incedere delle loro trame, Becky potrebbe essere una sorta di nuova Laura Palmer, con un'evoluzione importante nei restanti episodi, mentre non è chiaro il destino che potrebbe spettare a Richard Horne nell'economia della serie, sempre che non si tratti poi di una storyline a sé stante simile a quelle purtroppo dimenticabili della seconda stagione. Ma a Twin Peaks la Sigora Ceppo consegna a Hawk un altro dei suoi misteriosi messaggi, dove c'è un collegamento disatteso con la fonte dello strano brusio che Benjamin Horne e la Segrateria tentano inutilmente di scovare all'interno dell'ufficio dell'uomo. Tutto questo potrebbe essere un segnale di qualche avvenimento legato a una delle due Logge, forse più quella Bianca, visto anche l'uso in quest'ultima dell'elettricità.

DOUGIE!

Se quanto scritto poco sopra era la parte drammatica dell'episodio, quanto segue è commedia, tant'è che al centro della narrazione troviamo Dougie e i fratelli Mitchum, i criminali proprietari del Casinò visto nella terza puntata. Qui, in netta contrapposizione agli eventi di Twin Peaks, l'innocente Candie colpisce Rodney Mitchum in faccia con un telecomando, morendo dentro dal rimorso. È interessante notare come l'aggresione (involontaria) femminile venga immediatamente mitigata dal senso

di colpa, che sembra inestinguibile, quando poi la vittima del gesto violento non né risente più di tanto ed è da subito incline al perdono. Questo forse per sottolineare la natura candida delle donne, che comunque Lynch ha sempre elevato a muse senza mai nascondere un profondo amore per la bellezza femminile. Sembra quasi una sorta di messaggio d'amore alla natura pudica del genere, quando non macchiata dal peccato. In casa loro, comunque, i Mitchum vedono in tv la moglie di Dougie, intervistata dopo l'arresto di Ike the Spike, riconoscendo alle sue spalle la faccia dell'uomo che ha vinto inspiegabilmente nel loro Casinò più di 400 mila dollari in contanti. A Las Vegas, contemporaneamente Duncan Todd incarica il collega corrotto di Dougie a incastrarlo, mentendo a proposito di un suo coinvolgimento in una truffa assicurativa costata 30 milioni di dollari proprio ai Mitchum, che senza ulteriori indugi vorranno senza dubbio ucciderlo. E in tutto questo il povero Doguie se la spassa con la moglie, in alcune delle scene sicuramente più divertenti del revival, come la notte di sesso sfrenato. In conclusione, una delle rivelazioni più importanti dell'episodio arriva sempre dall'indagine di Gordon e Albert, che scoprono come D-Dale sia in realtà anche coinvolto in quello che si presumeva essere un esperimento in quel di New York. C'è sempre lui dietro la costruzione della strana gabbia di vetro vista nei primi episodi, nonostante poi non vengano aggiunti ulteriori dettagli. Kyle MacLachlan ha rivelato in una recente intervista che "i fan avranno le risposte a ogni loro domanda", quindi non demordete e continuate la visione di questa sempre più geniale opera televisiva, che nata ermetica e freak non "morirà" certamente chiara e lineare.