Recensione Vampire Diaries - Stagione 1

La serie sui vampiri adattata per la televisione da Kevin Williamson e Julie Plec

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VAMPIRE DIARIES - STAGIONE 1

Negli ultimi anni i vampiri si sono diffusi nell'ambito cinematografico e telefilmico con la stessa velocità con la quale la CW mediamente riesce a distruggere o a cancellare uno dei suoi pochi telefilm decenti. Nel campo telefilmico diverse sono state le serie a base di vampiri nate dopo il boom avuto con la “menata” Twilight, diversi sono anche stati gli approcci al tema vampirico che queste serie hanno proposto. Nel 2009 la CW ha annunciato che avrebbe prodotto una serie omonima basata sulla serie di libri “The Vampire Diaries” scritta da L.J. Smith e che sarebbe stata sceneggiata da un'icona telefilmica come Kevin Williamson(creatore di Dawson's Creek e Scream) e da Julie Plec, amica di Williamson e sceneggiatrice/produttrice di Kyle XY. La serie nasce, per forza di cose, come un prodotto decisamente commerciale, d'altronde con l'accoppiata “CW-vampiri” non poteva essere altro, dato che la prima stagione è trasmessa proprio in questo periodo su italia 1, abbiamo deciso di proporvi una recensione per capire meglio se Vampire Diaries sia solo un prodotto commerciale o se ci sia anche qualcosa in più.

THANKS TO KEVIN

Nel tirar fuori un prodotto commerciale dal dubbio livello qualitativo come Vampire Dairies, la CW ha fatto la scelta migliore: ha affidato tutto a Kevin Williamson e Julie Plec, entrambi garanzie di qualità in termini di scrittura, soprattutto il primo. Il plot iniziale è lo stesso dei libri: Stefan, un vampiro, si innamora di una ragazza umana, Elena, che corrisponde, anche se di mezzo ci si mette Damon, fratello vampiro di Stefan. Stefan pur essendo un vampiro è il buono della situazione, mentre Damon è il fratello cattivo che cerca di mettere i bastoni tra le ruote alla “coppia”. In realtà a parte il plot principale, la serie si discosta molto dai libri e, quasi da subito, traspare come una necessità televisiva tutto sommato condivisibile. All'inizio della prima stagione Stefan torna a Mystic Falls, sua città natale, dove vive appunto Elena, che ha appena perso i suoi genitori in un tragico incidente d'auto che scopriremo poi essere collegato ad una delle storyline principali della stagione. All'inizio forse la relazione tra Stefan ed Elena sembrerà un po' forzata ed immediata, ma poi scopriremo che c'è qualcosa di più rispetto a ciò che sappiamo. La stessa cosa vale anche per Damon, che torna a Mystic Falls senza un perchè apparente, come se volesse solo far del male al fratello. Nel corso della prima stagione il personaggio di Stefan rimane sempre molto coerente, è un vampiro “buono”, non beve sangue umano e quindi non uccide le persone, tutto il contrario di Damon che è il classico vampiro. Andando avanti con la stagione il suo personaggio cambierà, questo per merito di un reale sviluppo del personaggio, ma anche a causa di qualche indecisione da parte degli autori sul come portarlo avanti, ossia se mantenerlo cattivo, restando leggermente più fedeli ai libri, o se farlo diventare un po' più buono, prendendo una strada diversa.
In generale i personaggi sono quasi tutti ben caratterizzati, fermo restando che si tratta di un'opera commerciale e mirata ad intrattenere in modo abbastanza semplice. Kevin Williamson ha comunque fatto sfoggio delle sue grandi capacità di scrittura per ottenere il meglio possibile dal prodotto “impostogli”, trattando a suo modo sia il tema vampiri che in generale il contesto del telefilm. Rispetto alla seconda stagione, la prima è decisamente meno “drama-thriller-action-packed”, è un po' più “teen” e mescola elementi Drama e Mystery con qualche atmosfera un po' alla Scream(forse nello scrivere contemporaneamente Vampire Diaries e Scream 4, Kevin, ha fatto si che la sua saga horror influenzasse la sua serie Vampirica). Vampire Diaries non è certo una serie complessa e onestamente non tenta nemmeno di esserlo, nonostante questo però, Williamson ha voluto uscire dai soliti “canoni” e noiosi clichè che appartengono a ogni prodotto odierno dedicato ai vampiri. Per fare questo ha usato dei “Dawsonismi”, per così dire, a lui tanto cari, delle tematiche che purtroppo fanno solo da sfondo alle vicende del telefilm. Uno dei migliori esempi riguarda il fratello minore di Elena, Jeremy, uno dei personaggi sicuramente più interessanti della serie, e Tyler, che avrà non pochi scontri con Jeremy, anche fisici. Dopo aver litigato per l'ennesima volta, Jeremy si avvicina a Tyler perchè ha notato come quest'ultimo viene trattato dal padre, cercando così di essergli amico. Tyler però lo colpisce, portando Jeremy ad urlargli “qual'è il tuo problema?!”, mentre Tyler mormora “non lo so, non lo so...” in una splendida inquadratura con la luna alle spalle. Questo è il modo con il quale Williamson affronta la frustrazione e la depressione adolescenziale che “colpisce” dal nulla, senza spiegazione apparente, queste scene però sono ridotte quasi sempre a singoli momenti, provocando così un effetto “We want more”. Un altro buon esempio è “la fame”, che riguarda il rapporto di un vampiro con il sangue, tema affrontato come se fosse praticamente un problema di alcolismo, un'ossessione, un'impulso irresistibile che va contro i propri desideri.

WHO LIVES IN MYSTIC FALLS

I personaggi di Vampire Diaries non sono pochi ed il cast è abbastanza convincente, soprattutto per quanto riguarda il lato maschile. Stefan e Damon, i fratelli Salvatore, sono interpretati rispettivamente da Paul Wesley e Ian Somerhalder. Il primo apparve in un episodio di “Smallville” nel ruolo di Lucas Luthor e in altri diversi telefilm come “Everwood” o “24”, mentre il secondo ebbe un ruolo in Rules of Attraction di Roger Avary ed ha anche recitato in 30 episodi di Lost. Paul Wesley è un discreto attore anche se purtroppo nel personaggio di Stefan non è molto valorizzato, Ian Somerhalder invece è sicuramente il migliore attore del cast, quello con più carisma sulla scena ed anche quello con le migliori capacità recitative. Altro attore di discreto talento è il ventiduenne Steven R. Mcqueen, nipote dello storico Steve Mcqueen, che interpeta Jeremy Gilbert, fratello di Elena. E' forse il personaggio più interessante di tutti, anche se, specialmente nella prima stagione, non viene sfruttato molto e non viene approfondito, fortunatamente però nella seconda stagione il personaggio verrà valorizzato maggiormente ottenendo un ruolo un po' più rilevante. Tra gli altri personaggi maschili c'è Alaric Saltzman(no davvero, si chiama proprio così), che verrà introdotto nel corso della prima stagione in modo misterioso. Interpretato da Matthew Morrison, sarà il nuovo insegnante di storia di Jeremy, ma sarà chiaro sin da subito che è ben più che un semplice professore. Ci sono poi il già citato Tyler Lockwood, impersonificato da Michael Trevino con delle prestazioni convincenti, che è figlio del sindaco di Mystic Falls ed in apparenza semplice bulletto, e Matt Donovan, amico di infanzia nonché ex fidanzato di Elena. Parlando delle ragazze invece, il cast femminile spicca più per bellezza che per bravura, questo però non significa che le attrici della serie siano delle incapaci. Nina Dobrev, ventunenne attrice bulgara, interpreta Elena Gilbert. L'attrice è apparsa in 53 episodi di “Degrassi: The Next Generation” e più recentemente nel film “Chloe”, per quanto sia adatta al genere di ruolo richiestole non mostra particolari dote recitative degne di nota. Un po' più convincente è Katerina Graham, anche lei ventunenne, anche lei Europea, Svizzera nello specifico, che dà vita al ruolo di Bonnie Bennet, migliore amica di Elena che, stando a ciò che le dice la nonna, sarebbe in possesso di poteri da strega. A completare il cast femminile ci sono Candice Accola, Sara Canning e Kayla Ewell. Candice Accola, nella serie Caroline Forbes, figlia della sceriffa di Mystic Falls, amica di Elena e Bonnie, ricalca un po' il ruolo della “bionda-svampita-stupida”, ma avrà modo di evolversi nel corso della serie. Sara Canning è Jenna Sommers, zia di Elena e Jeremy ma anche loro tutrice da quando i genitori sono morti; Jenna è una zia decisamente giovane e sarà subito affascinata da Alaric Saltzman. Kayla Ewell è invece Vicki Donovan, sorella di Matt e ragazza di Tyler che però piace anche a Jeremy, questo sarà uno dei fattori principali delle liti tra i due ragazzi. Il cast di Vampire Diaries è un cast in stile “Scream”, ossia un cast giovane, con molti attori appena sopra i 20 anni ed altri un po' più grandi ma che generalmente ricordano un ipotetico cast della saga horror anni 90.

VAMPIRES, WITCHES, HUMANS AND...NINJA TURTLES???

Se il cast è in stile Scream possiamo dire lo stesso anche delle atmosfere e del tipo di regia, che non è certo angosciante come quella di un buon horror (o di un horror in generale), ma utilizza quel mix di intrigo e suspance. Di misteri ed intrighi a Mystic Falls ce ne sono tanti, dato che in una piccola cittadina come quella in stile Twin peaks, ogni abitante ha i suoi segreti. Oltre a questi però ci sono anche diverse “razze” di abitanti, per così dire. Nella prima stagione avremo a che fare con vampiri(ovviamente), streghe ed umani con alcune abilità speciali, mentre nella seconda stagione verranno inserite un paio di nuove razze che pur essendo trattate con la giusta capacità ci faranno sperare che il tutto non si trasformi in un RPG di Bioware o Bethesda o che Leonardo, Donatello Michelangelo e Raffaello non sbuchino fuori dai tombini di Mystic Falls.

The Vampire Diaries - Stagione 1 Vampire Diaries è una serie sfacciatamente commerciale, orientata prevalentemente all'intrattenimento. Nonostante questo il “pacchetto” finale è confezionato con capacità grazie principalmente all'estrema bravura di Williamson nella scrittura in cooperazione con l'amica Julie Plec. Insieme sono riusciti ad imprimere il giusto ritmo ed il giusto tono ad una serie che senza di loro sarebbe stata tristemente alla pari con gli altri prodotti odierni dedicati ai vampiri. Non stiamo parlando di un telefilm complesso o impegnativo, ma di un telefilm che mischia vari generi, dal teen-drama al mystery-horror, con qualche splash di fantasy qua e là, il tutto condito con dei dialoghi interessanti, divertenti e sempre ben scritti. Un insieme di elementi che riescono a coinvolgere decentemente(cosa non facile al giorno d'oggi in questo campo) e riescono ad avere successo in quello che è l'obbiettivo principale della serie, intrattenere, lasciando però quel pizzico di interesse ogni settimana che ci fara desiderare di sapere, anche solo per qualche istante, cosa succederà nel prossimo episodio.