Recensione Wildfire - Stagione 1

Amore, corse e cavalli: ecco Wildfire! La prima stagione della serie lascia soddisfatti ed emoziona, soprattutto gli spettatori più giovani

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Benvenuti alla Raintree

Per molti di noi l'ippica è un mondo inesplorato, popolato da personaggi sinistri e assidui frequentatori di agenzie di scommesse, ma tale visione è figlia dei più banali preconcetti. Proviamo a porci una domanda. Possono un cavallo malandato e un ragazzo emarginato dalla società risollevare il morale di un paese? Che vi crediate o meno, è possibile. E' il caso di Seabisquit e Red Pollock negli anni della grande depressione, una autentica storia all'americana con tanto di lieto fine. Vi chiederete perché tanti giri di parole per introdurre questa serie (recentemente proposta da Italia Uno), la risposta è semplice: Wildfire è il nome di un cavallo e Kris quello di una ragazza molto vicina all'animale. Trasmessa in patria dal canale ABC Family e presentato come l'ideale punto di incontro tra Dallas e The O.C., la serie si è guadagnata un buon successo di pubblico, tale da garantirne la realizzazione di quattro stagioni. Wildfire tenta in tutto e per tutto di emulare le gesta del cavallo più vincente e famoso d'America, un vero mito per la gente d'oltreoceano, certo in misura minore e con tutta la reverenza del caso ma, se possibile, con eguale passione, perché in fondo un cavallo resta un animale sensibile e volubile, e come tale va trattato.

Fuoco selvaggio

L'amore è una cosa meravigliosa ma l'amicizia non è da meno, e che dire della famiglia? Che succede se ci si mettono di mezzo le corse ed un cavallo che nessuno sembra volere? E se lei è appena uscita di prigione e non vuole una relazione stabile, e se ancora lui non è un lui bensì due, in competizione, amici. Due famiglie, due scuderie e due pretendenti, una (bella) ragazza ed un cavallo. Capirete bene che l'unica, valevole soluzione, è scappare, di corsa, magari con quel bel cavallo che solo noi sappiamo far ragionare. Pazzia? No di certo, tutti abbiamo sentito di un uomo che sussurrava ai cavalli, o no? Il fatto è che ci sono sempre una casa cui ritornare, un posto che sentiamo nostro e degli amici che non vogliamo deludere. Allora non resta che rientrare, alla Raintree, e incanalare la nostra voglia di correre, il fuoco che è in noi, in qualcosa di produttivo. Potremo mai riuscirvi? Fossimo in voi aspetteremmo almeno un paio di puntate.

Al centro della vicenda troviamo una giovane ragazza, Kris Furillo, che sta scontando la sua pena per furto d'auto all'interno di un penitenziario chiamato "Camp Lagrange". Tra i lavori socialmente utili, che tradizionalmente rientrano nel recupero del reo, Kris trova la sua vocazione: occuparsi dei cavalli. E proprio tra i cavalli della polizia andrà incontro al suo destino, conoscendo Pablo Betart, che le offrirà un lavoro presso la scuderia Raintree e, soprattutto, facendo amicizia con Wildfire, purosangue ritenuto poco adatto alle corse e dal carattere decisamente irrequieto. Viene così a crearsi un forte legame tra la giovane e l'animale che creerà non pochi problemi, almeno nelle primissime fasi. Il destino gioca brutti scherzi e i loro sono chiamati a proseguire di pari passo. La vita presso la Raintree non sarà facile per Kris, cresciuta senza una vera e propria famiglia, nonostante i Ritter, proprietari della scuderia, si dimostrino molto affabili nei suoi confronti. Il vero problema è costituito da Matt, il primogenito della famiglia Ritter e dal suo amico Junior, tra cui si scatena un'accesa competizione per l'amore della ragazza. Ma parte del suo cuore appartiene ad un amico di nome Wildfire, la cui sorte non pare delle migliori. Intanto la scuderia Raintree sprofonda inesorabilmente nell'anonimato mentre la rivale, la scuderia di Davis, macina successi coi suoi campioni; che sia il tempo del ritiro per Jean e Henry Ritter? Quale sarà il destino di Kris? Sceglierà Matt oppure Junior? E che ne sarà di Wildfire? In un turbinio di passioni verrà il tempo anche per le risposte, ma per adesso non ci resta che correre (nella luce del mattino).

Biscotto di fuoco

Le analogie tra le vicende di Wildfire e quelle di Seabisquit appaiono quantomeno sospette, ma non per questo meno meritevoli di attenzione. Entrambi i cavalli sono accomunati dalla scarsa attenzione tributategli dai rispettivi allevatori, in altre parole sottostimati, nonché dal temperamento "focoso". Kris e Red Pollock sono due personaggi cui la fortuna non ha mai sorriso, difficili nel carattere e proprio per questo "adatti" ad entrare in sintonia coi rispettivi animali. Infine i proprietari, sotto le cui insegne i cavalli si rivelano per i campioni che sono, vivono entrambi momenti difficili: la perdita di un figlio in un caso e la fine di un sogno (quello delle corse) nell'altro, che supereranno solo credendo nei loro animali perché, ancora una volta, il cuore può fare la differenza.

Oltre la gabbia

Trattandosi di una serie ambientata nel mondo delle corse non dovrebbe stupire il fatto che la quasi totalità delle scene sia girata all'aperto, con tanto di ricostruzione di un ranch (la Raintree) e di un ippodromo, mentre purtroppo la scuderia Davis sarà sempre rappresentata da un paio di tristi capannoni. Particolarmente meritoria risulta l'immagine offerta allo spettatore della scuderia Raintree, location primaria dell'intera serie, sempre pulsante di vita tanto da assumere un ruolo quasi da protagonista nell'arco delle vicende. Complessivamente ben realizzate le sequenze in cui i cavalli sono al centro della scena, specie quelle riguardanti le corse.
Il ritmo della serie non è particolarmente costante, se da un lato avremo momenti di orientamento prevalentemente narrativo dall'altro non mancheranno accelerazioni improvvise legate al mondo delle competizioni ippiche, sviscerato in tutte le sue plurime sfaccettature. Ottimamente confezionati, i primi due episodi tradiscono la loro origine di "pilota", regalando quelli che probabilmente sono i migliori momenti dell'intera stagione.
Il trattamento che Mediaset ha riservato a Wilfire non è certo dei migliori, più volte rimandatane la messa in onda, la casa del biscione ha infine optato per una diffusione senza soluzione di continuità dalla prima serie (2005 negli Usa) alla quarta ed ultima (2008), piazzandola in una fascia oraria, le 16, relativamente adatta al pubblico giovane cui è rivolta, ma sacrificandone la visibilità (riteniamo potesse concorrere ad armi pari con opere di pari genere). Da considerare il tema d'apertura "Morning Light" dei Truman, davvero orecchiabile e in buona sintonia col carattere della serie.

Wildfire - Stagione 1 Volendo rompere subito gli indugi possiamo affermare che Wildfire sia un prodotto certamente superiore alla media; le tematiche trattate oscillano tra l’amore e l’amicizia, il rispetto e la famiglia e pertanto risultano adatte a qualsiasi tipo di pubblico. Di Sicuro appassionerà i più giovani, maggiormente propensi a calarsi nelle parti dei quattro principali interpreti. La più o meno velata rivalità tra le due famiglie dona mordente agli eventi, mentre le corse di cavalli fanno il resto. In sostanza, la favola americana è ancora una volta ben confenzionata e da parte nostra gli daremo una possibilità, perché si, di questi tempi, la merita davvero.