Recensione Wilfred - Stagione 1

Un cane che parla e con un aspetto umano!!! Ma...lo vedo solo io?

recensione Wilfred - Stagione 1
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Avete un animale domestico? Vi è mai sembrato che il vostro amico a quattro zampe vi stesse parlando o che vi volesse chiedere insistentemente qualcosa? Se la risposta è sì, allora Wilfred parlerà anche un po’ di voi...

Wilfred! Qui, Wilfred, qui!!

Ryan ha diversi problemi: non ha un lavoro, ha una sorella opprimente (benchè la sua intenzione sia quella di aiutarlo), da qualche tempo non ha una ragazza e sembra non volere chiedere più niente alla sua vita, tanto da tentare il suicidio. Ma per uno strano scherzo del destino (e per uno strano scherzo della mente, forse annebbiata dai farmaci che Ryan ha preso per commettere l’insano gesto) la vicina di casa suona alla sua porta per chiedergli di poter lasciare da lui Wilfred per un po’. Chi è Wilfred? Beh, per tutti è un cane, mentre per Ryan è una persona in carne ed ossa con un grosso costume da cane, con cui è possibile parlare, interagire e persino condividere uno spinello. Praticamente il perfetto compagno di avventure, in particolar modo per il nostro protagonista che prima di conoscere Wilfred (e la sua affascinante padrona Jenna), aveva perso qualsiasi interesse per la vita. Se non fosse che Wilfred è anche molto giocherellone, in una maniera alquanto particolare: in ogni situazione riesce infatti a mettere nei guai Ryan che, probabilmente per lo strano rapporto che è riuscito ad instaurare col cane, o forse perché da quando Wilfred è entrato nella sua vita si sente decisamente meglio, non riesce a chiudere la porta in faccia al cane quando corre a cercarlo, tanto da diventare addirittura il suo dog-sitter.

Chi non fuma in compagnia...

La trama è alquanto stravagante e senza dubbio originale, almeno per quel che riguarda la produzione: il rapporto uomo-cane, probabilmente, non era mai entrato così tanto nel vivo, con discussioni, bevute, racconti da una parte e dall’altra. L’apporto artistico donato dai due protagonisti - un sempre più stralunato Elijah Wood ed un simpatico Jason Gann che riuscirà a farsi amare/odiare anche dallo spettatore, così come da Ryan nel serial - è sicuramente un valore aggiunto ad una produzione che ha nello stesso Jason Gann e in David Zuckerman i suoi due pilastri portanti.
Il serial che è andato in onda su FX negli Stati Uniti non è un prodotto nuovo: è infatti la versione americana di un serial australiano prodotto ed interpretato sempre dallo stesso Jason Gann (a quanto pare la parte del cane gli riusciva troppo bene e l’ha voluta trasportare anche oltreoceano). I primi episodi danno sicuramente un segnale forte su ciò che il serial vuole rappresentare: la vita può riservare belle sorprese anche quando meno ce lo aspettiamo. In ogni episodio, poi, sarà trattato un diverso stato d’animo che vedremo rappresentato nelle vicende dei due protagonisti in maniera alquanto bizzarra. A lungo andare, tuttavia, il serial risente della mancanza di una vera e propria trama, in quanto i vari episodi scorrono via attraverso “siparietti” comici tra Wilfred, Ryan ed alcuni personaggi a rotazione. In ogni puntata gli autori hanno deciso di inserire una guest-star (in alcuni casi molto conosciuta, in altri meno, soprattutto a noi italioti) che interpreta un personaggio che entrerà per breve tempo a far parte della vita dei due protagonisti: un espediente per vivacizzare delle situazioni che, per la maggior parte delle volte, finiranno con l’annoiare.

Guest Star!

Tra le Guest Star più conosciute che fanno la loro comparsa in Wilfred troviamo: Ed Helms, diventato famoso grazie alle due Notti da Leoni che abbiamo potuto apprezzare al cinema. Rashida Jones, già apparsa in molti serial nonché al cinema in un blockbuster come The Social Network, la nostra connazionale Gabriella Pession ed il sempre fantastico Ray Wise, il Leland Palmer di Twin Peaks.

Un cane per amico

Senza dubbio, come dicevamo in apertura, se avete un cane rimarrete piacevolmente sorpresi da come Gann riesca ad incarnare, in maniera spiritosa, alcuni aspetti tipici del carattere del vostro amico a quattro zampe: tralasciando l’insana e morbosa passione per i peluche - a farne le spese saranno Orso, uno dei protagonisti non parlanti del film, e la sua antagonista Raffi, che per un episodio diventerà la nuova fiamma di Wilfred -, vi ritroverete a sorridere davanti al suo odio per l’aspirapolvere o la sua fantastica scelta delle migliori scarpe/pantofole da rosicchiare, come se fosse una persona al self service.
Senza alcun dubbio queste trovate non fanno che arricchire e migliorare la qualità generale del serial che ha come punto di forza un ottimo cast: Elijah Wood è sempre ai massimi livelli, un attore ormai rodato e che non ha bisogno di presentazioni. Una sorpresa Jason Gann: benchè a volte il suo “politically scorrect” sembri un po’ troppo accentuato e forzato, riesce a divertire facendo anche riflettere e commuovere, in particolar modo in una puntata di cui non vogliamo rivelarvi nulla. Comprimari di lusso Ethan Suplee - che ricordiamo come Ryan Hickey in My Name Is Earl - e Chris Klein, l’Oz di American Pie. Chiude il gruppo la semisconosciuta Fiona Gubelmann, nei panni di Jenna.

Un cane per nemico

Un aspetto che lascia quantomeno perplessi nello svolgersi delle puntate è l’atteggiamento che Ryan mantiene per tutto il serial nei confronti dell’amico/cane: senza dubbio con un carattere come il suo è difficile che se la prende a male per qualcosa, ma Wilfred ne combina veramente troppe perché il protagonista non decida di chiudere qualsiasi rapporto. E’ anche vero che, come dicevamo precedentemente, gli autori probabilmente giustificano questo aspetto attraverso il particolare rapporto che lega i due personaggi, senza dubbio un rapporto che Ryan non potrebbe avere con nessun altro animale al mondo. Un insieme di luci ed ombre, insomma, che propone anche un cliffhanger nel finale di stagione che definire Lostiano è poco...e capirete perché soltanto vedendolo!

Wilfred - Stagione 1 Wilfred è una comedy atipica con un ottimo cast e delle intuizioni veramente originali, se si tralascia il fatto che lo stesso serial è stato prodotto in Australia qualche anno fa. Consigliata, anche solo per vedere come Gann riesca a trasformare Wilfred in un uomo con atteggiamenti canini, benché soprattutto nella prima metà di stagione gli episodi non invoglino la visione a causa dell’estrema lentezza nello svolgersi degli eventi. Se sarete soddisfatti dai primi episodi, arriverete in fondo senza problemi, godendovi una buona stagione che potrebbe riservare sorprese il prossimo anno.