Rubrica Serial Character - Steve Buscemi

Il lato "Serial" dell'ex Tony Blundetto: ecco le tappe più importanti dell'attore della serie Steve Buscemi, uno degli interpreti più amati della tv

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Non ci troviamo dinnanzi a un personaggio ultrafamoso, sebbene, nella filmografia di Steve Buscemi, si contino tra film e serie tv oltre un centinaio di prodotti. Ma, la spiazzante particolarità e l'indubbio talento di questo attore - che si è da poco aggiudicato il Golden Globe per la sua straordinaria performance nella prima stagione di "Boardwalk Empire" - ci ha affascinato a tal punto da decidere di dedicargli il primo speciale della nostra nuova rubrica che vi accompagnerà alla scoperta dei migliori attori ed attrici di serial.

LE ORIGINI E I PRIMI RUOLI

Come si può facilmente evincere dal cognome, nelle vene di Steve Vincent Buscemi scorre sangue nostrano. La sua famiglia, infatti, è in parte originaria di Menfi (comune in provincia di Agrigento, Sicilia) e in parte irlandese.
Nato a New York il 13 dicembre 1957, trascorre l'infanzia e l'adolescenza nel quartiere di Long Island, intraprendendo, durante la prima metà degli anni '80, la professione di pompiere.
Successivamente, decide di tentare la carriera di attore, spostandosi quindi nell'East Village e iniziando a frequentare i corsi di recitazione presso il Lee Strasberg Institute.
Debutta a teatro insieme all'amico e collega Mark Boone Junior, portando in scena numerose produzioni di successo, delle quali è sia attore che sceneggiatore.
Parallelamente ad alcune partecipazioni a film di medio successo, Buscemi inizia a farsi notare anche sul piccolo schermo, interpretando ruoli minori in noti serial tv quali "Not Necessarily the News", a cui ha preso parte, tra il 1983 e il 1986 a 3 episodi, e, soprattutto, "Miami Vice", dove compare in un solo episodio nel ruolo di Rickles.
La sua carriera televisiva prosegue con "Un giustiziere a New York", che lo vede interpretare, durante un episodio della 3a stagione, un commesso di un negozio di elettronica.
Qualche periodo più tardi lo ritroviamo ne "Le nuove avventure di Gugliemo Tell", e, in seguito, ottiene un ruolo di maggior riguardo nella famosa mini-serie "Lonesome Dove", che gli offre l'opportunità di affiancare diverse star del calibro di Robert Duvall, Tommy Lee Jones, Danny Glover e Angelica Houston.
Gli anni '90 iniziano per lui con un episodio di "Monsters", cui seguono altre partecipazioni marginali a "Against the Law" e "Avvocati a Los Angeles".

IL SUCCESSO

La quasi ultradecennale gavetta sfocia, incredibilmente, in un vero e proprio successo, almeno dal punto di vista cinematografico.
Quentin Tarantino lo sceglie, infatti, come interprete della sua prima fatica registica, "Le iene - Reservoir Dogs" (1992), affidandogli il ruolo del rapinatore Mr. Pink. I fratelli Coen, invece, gli permettono di farsi conoscere dal grande pubblico con un altro ruolo "losco" nel pluripremiato "Fargo" (1996).
Tuttavia, le sue performance sul piccolo schermo sembrano rimanere confinate ad uniche ed irrilevanti apparizioni, come quelle in "Innamorati pazzi" e in "Racconti di mezzanotte".
Il pubblico televisivo avrà comunque modo di ammirarlo anche in "Homicide, Life on the Street" prima e in "The Adventures of Pete & Pete" poi.
Consolidata la carriera cinematografica, compare in "The Drew Carey Show", che precede la grande svolta sul palco del "Saturday Night Live".

LA CONSACRAZIONE

Ormai non lo ferma più nessuno, tanto che la sua fama di attore da grande schermo rischia quasi di venire offuscata dai ruoli televisivi che si fanno, pian piano, sempre più incisivi.
La prima conferma di ciò arriva nel 2002 con "The Laramie Project" e, soprattutto, nel 2004 con uno dei più importanti traguardi della sua carriera. Parliamo de "I Soprano", il crime drama più rivoluzionario mai realizzato.
Il suo debutto all'interno della serie avviene durante la 5a stagione nel ruolo di Tony Blundetto, cugino del boss Tony Soprano (James Gandolfini).
Grazie alla sua interpretazione, diviene uno dei volti più apprezzati del panorama televisivo, oltre che cinematografico a livello internazionale. Su di lui si gettano valanghe di lodi e ovazioni, grazie alle quali diviene, almeno in patria, una star.
Tuttavia, prima di entrare nel cast de "I Soprano" come attore, si è anche cimentato, tra la 2a e la 7a stagione, nella regia di 4 episodi. In passato, ha diretto anche due puntate della serie "Oz" e un episodio di "Homicide, Life on the Street".
Divenuto un autentico "factotum", si divide regolarmente tra cinema e tv, con un episodio di "E.R. - Medici in prima linea" e 4 puntate (oltre ad una come regista) di "30 Rock", meta "obbligata" per ogni divo che si rispetti. Recentemente è tornato dietro la macchina da presa dirigendo 4 episodi della 1a stagione di "Nurse Jackie" ed è da poco terminata la 1a stagione di "Boardwalk Empire", ambizioso progetto ambientato durante il Proibizionismo che lo vede protagonista nel ruolo di Enouch "Nucky" Thompson, politicante repubblicano corrotto che dirige il traffico illegale di alcool.
Per la sua gigantesca interpretazione si è aggiudicato il Golden Globe come miglior attore in una serie drammatica.
Tra le sue svariate mansioni in campo artistico, è d'obbligo ricordare anche quella di doppiatore. Lo abbiamo visto all'opera, tra le altre cose, in due episodi de "I Simpson".

UN ATTORE..."PARTICOLARE"

Definire Steve Buscemi un attore "particolare" o quantomeno "ambiguo" non è sbagliato, tutt'altro.
Anzi, verrebbe addirittura spontaneo presumere che sia lo stesso Buscemi uomo - non solo attore - a rispecchiarsi nei suddetti termini.
Lo dimostrano, infatti, gli svariati ruoli atipici intrapresi durante la sua carriera, tutti accomunati da una sottile vena di follia che rende il personaggio totalmente differente dagli altri presenti in scena.
Spesso lo abbiamo visto calato nei panni di individui loschi, spregevoli, sanguinari, delinquenti di prima categoria insomma, resi in modo impeccabile sia sul grande che sul piccolo schermo.
Quando si pensa a Steve Buscemi sorge subito in mente il suo Mr. Pink di "Reservoir Dogs", uno dei ruoli che, più di tutti, hanno contribuito a renderlo celebre, ma ugualmente rappresentativi della sua filmografia sono il Tony Blundetto de "I Soprano" e, soprattutto, il Nucky Thompson di "Boardwalk Empire", che potrebbe davvero diventare il ruolo della sua vita.
Abbiamo detto "follia", certo, ma si tratta di una follia sempre contenuta e mai (immediatamente) esplosiva quella che Buscemi ha portato sullo schermo. Una follia che scaturisce, probabilmente, dal contesto tanto abitudinario quanto opprimente in cui sono costretti a vivere i suoi personaggi, che usano la forza per accaparrarsi quello che, altrimenti, non riuscirebbero ad ottenere.
Steve Buscemi è un "evergreen" e ci ha regalato (e continua regalarci) dei personaggi indimenticabili da cui sarà davvero difficile allontanarsi.