Weekend nostalgia: i 10 migliori omicidi di Dexter

Ricordiamo l'amabile serial killer della Showtime attraverso le morti più memorabili di una serie intrisa di sangue.

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Sono passati poco più di dieci anni da quando Dexter, la serie che consacrò definitivamente Michael C. Hall come grande attore del piccolo schermo dopo Six Feet Under, debuttò sul canale via cavo Showtime. Nel corso di otto stagioni, dal 2006 al 2013 (e con un progressivo calo di qualità dalla quinta annata in poi), abbiamo seguito le gesta di Dexter Morgan, serial killer con un codice morale, che placa la propria sete di sangue uccidendo solo determinati criminali fuggiti alla giustizia. Si ha quindi a che fare con uno show ad alto tasso di cadaveri, e per ricordare al meglio una serie che nonostante tutto ci manca abbiamo voluto stilare una classifica degli omicidi più memorabili.

Mike Donovan

La prima vittima del killer, almeno dal punto di vista dello spettatore, è un elemento fondamentale per capire la psicologia del protagonista e la cornice morale dello show. Donovan, giustiziato nei primi minuti del pilot, è un prete che violenta e uccide ragazzini, un crimine che Dexter, pur essendo ufficialmente privo di emozioni umane, trova imperdonabile e repellente. "Io non potrei mai uccidere un bambino", dice il killer mentre si appresta a uccidere il sacerdote. "Ho un codice." E così, in una manciata di scene, abbiamo un'idea chiara dell'atmosfera generale della serie e del singolare fascino che Dexter eserciterà sul pubblico negli anni a venire.

Dr. Emmett Meridian

Tipicamente ogni stagione di Dexter contiene una trama orizzontale incentrata sul grande serial killer di turno e storie più autoconclusive, su altri criminali braccati e uccisi dal protagonista. Tra questi c'è lo psicologo Emmett Meridian, antagonista dell'ottavo episodio della prima stagione e memorabile per due motivi: il suo mestiere fa sì che Dexter scopra nuovi dettagli sul proprio passato, ed è interpretato dal bravissimo Tony Goldwyn (anche regista della puntata), perfettamente in equilibrio tra affascinante e spaventoso.

Rudy Cooper/Brian Moser

Sebbene la quarta stagione contenga l'antagonista più memorabile in assoluto (sul quale ritorneremo), la prima vanta quello che più di tutti ha saputo mettere alla prova Dexter, nonché fargli esprimere delle emozioni vere per la prima volta. È infatti vera tristezza quella che sentiamo nella voce del protagonista quando finalmente uccide Rudy, reo soprattutto di aver cercato di uccidere Debra, la sorellastra di Dexter. Poco importa che Rudy, alias Brian Moser, sia il fratello biologico del killer: lui non vive secondo il codice, e deve morire a tutti i costi. La sua è una morte catartica, per Dexter e per il pubblico, e per nulla annacquata dalle successive apparizioni di Brian come fantasma.

James Doakes

"Surprise, motherfucker!" Sboccato, scontroso e determinato, Doakes è stato una fonte costante di intrattenimento per due stagioni, prima di saltare in aria e venire accusato di tutti gli omicidi commessi da Dexter. Un esito inevitabile ma comunque sorprendente, soprattutto perché a ucciderlo non è il protagonista, bensì la sua psicopatica amante Lila West/Tournay. Certo, poteva andare peggio: nei libri è ancora vivo, ma incapace di comunicare dopo essere stato torturato e mutilato (gli sono stati asportati mani, piedi e lingua).

Lila West/Tournay

Se è comprensibile che lei abbia ucciso Doakes, nel tentativo di proteggere Dexter, ma è imperdonabile il tentativo di eliminare Cody e Astor, due bambini innocenti (nonché figli di Rita, la compagna di Dexter). E se da un lato non ci sarebbe dispiaciuto rivederla in stagioni future, era logico che lei passasse a miglior vita subito. E la scelta di farla morire per mano del suo amato in una stanza d'albergo a Parigi, una delle città romantiche per eccellenza, è un grande esempio di giustizia poetica mista a quantità copiose di sangue.

Camilla Figg

Questo è un caso particolare, poiché è la stessa Camilla, amica di vecchia data del padre di Dexter e a conoscenza del segreto oscuro del protagonista, a chiedergli di ucciderla. Affetta da un tumore in fase terminale, non vuole più soffrire e chiede a Dexter di toglierle la vita, ma non prima di dirgli che lui ha fatto bene a uccidere il proprio fratello. E proprio come nel caso di Brian, qui c'è un coinvolgimento emotivo non indifferente da parte del killer, il quale, in qualche modo, voleva veramente bene a Camilla.

Miguel Prado

Amico e successivamente complice di Dexter, Miguel è una figura carismatica ma inquietante, che nel corso della terza stagione si serve delle lezioni imparate dal killer per commettere omicidi solo per il proprio tornaconto, ignorando beatamente il codice morale del nostro (anti)eroe. C'era quindi da aspettarsi che finisse sul lato sbagliato del tavolo di Dexter, con l'aggiunta della scoperta, in punto di morte, che è stato il suo amico a uccidergli il fratello. Una morte memorabile per la performance di Jimmy Smits, ma anche per una caratteristica peculiare sul piano strutturale: Miguel è il primo antagonista stagionale a morire prima dell'episodio conclusivo.

Arthur Mitchell

Padre di famiglia, attivo in chiesa, a capo di un'organizzazione caritatevole. Sulla carta, Arthur Mitchell è una persona impeccabile. In realtà questo simpatico anziano è l'assassino noto come Trinity Killer, che segue un rituale preciso, a intervalli regolari, in una città diversa. Il suo riuscire a mantenere un equilibrio tra la vita di tutti i giorni e le sue attività notturne lo rende un oggetto affascinante per Dexter, che sta cercando di fare la stessa cosa, e c'è un'abbondante dose di pathos nella conversazione finale tra i due, prima che Arthur passi a miglior vita. Se solo Dexter avesse saputo in anticipo che Trinity non meritava alcuna compassione...

Rita Morgan

L'omicidio più sconvolgente di tutta la serie non ci viene mai mostrato, ma le sue ripercussioni sugli eventi dello show non sono trascurabili. Per quattro stagioni, Rita è stata colei che faceva fuoriuscire in qualche modo il lato "umano" di Dexter, rendendolo anche felice nei limiti del possibile. Per questo è stato scioccante, per lui e per noi, trovarla morta in un lago di sangue, presumibilmente per mano di Arthur Mitchell prima che questi venisse ucciso da Dexter (la serie stessa non lo dice esplicitamente, ma l'attore John Lithgow ha confermato che è andata così). Un autentico punto di non ritorno, anche per la serie che, dopo il finale della quarta annata, non è più stata la stessa...

Debra Morgan

Volgare ma amabile, Debra viene descritta da Dexter nel primo episodio come "forse l'unica persona al mondo che mi vuole davvero bene." Il loro è un rapporto complicato, che occupa una posizione centrale nelle ultime due stagioni quando Debra scopre che il fratellastro è un serial killer. La sua morte nell'episodio finale non è propriamente un omicidio, bensì un atto di pietà poiché lei era ormai in stato vegetativo permanente, ma per certi versi lo è perché le azioni di Dexter hanno portato a quel momento. Inoltre, abbiamo voluto includere l'addio del protagonista alla sorella - con tanto di straziante "Ti amo" prima di staccare la spina - perché è l'unica sequenza nel finale di serie che fa piangere (in senso positivo) e non arrabbiare. Da un certo punto di vista, rappresenta il destino dello show stesso, mantenuto in vita più del dovuto e poi "ucciso" dal network.