15 anni di Scrubs: 10 momenti cult per festeggiare la serie

Quindici anni fa andava in onda il primo episodio di Scrubs. Festeggiamo questo anniversario ripercorrendo insieme dieci momenti cult della serie.

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Il 2 Ottobre di quindici anni fa, la NBC mandava in onda il primo episodio di Scrubs, serie drama-comedy (o dramedy) che in Italia sarebbe arrivata nel Marzo 2003, approdando su MTV con il titolo di "Scrubs - Medici ai primi ferri". Creata da Bill Lawrence, la serie ruota attorno alla vita del giovane medico JD (John Dorian, interpretato da Zach Braff) e dei suoi colleghi e amici all'interno dell'ospedale Sacro Cuore. Ogni episodio, della durata di circa 20 minuti come nelle più classiche sit-com, è narrato dal punto di vista di JD: una formula classica resa vincente e innovativa dalla presenza, accanto alle riflessioni del protagonista, delle sue fantasie, vere e proprie scene esilaranti che avvengono solo nella sua testa. Queste rendono JD un personaggio narrante fuori dagli schemi e al quale è impossibile non affezionarsi: a chi non è mai capitato di perdersi nel mondo dentro la propria testa? Gli altri personaggi non sono da meno: esasperati ma sempre umani nei loro difetti, lo spettatore non può che immedesimarsi nelle loro piccole manie e idiosincrasie. Risate, lacrime e riflessioni mai banali su temi importanti (l'amore, il lavoro, la morte, la fede) hanno accompagnato gli otto anni di programmazione, nove se contiamo anche "Scrubs - Med School", con protagonisti diversi da quelli della serie classica. Abbiamo deciso di festeggiare questo anniversario ripercorrendo insieme a voi dieci momenti cult della serie. Selezionarne solo dieci è stata un'impresa non da poco, ve lo assicuriamo.


ARE YOU HAVING A GOOD TIME?

La colonna sonora in Scrubs è fondamentale, a volte addirittura indispensabile per la buona riuscita di una scena. La seconda puntata della serie si apre con una scena in cui l'accompagnamento musicale ("Good Time" di Leroy, che JD ascolta al walkman mentre visita un paziente) si fonde con la quotidianità dell'ospedale, con i personaggi principali che inconsapevolmente battono il ritmo della canzone nello svolgere le loro attività di routine. La scena, già di per sé memorabile per l'ottima regia, verrà resa immortale dalla stessa MTV, che la userà come spot per le prime stagioni della serie.

MORE THAN A FEELING

Proseguiamo con un'altra scena utilizzata da MTV come spot della serie, tanto che ormai quella dei Boston è la canzone che più associamo a Scrubs dopo I'm No Superman di Lazlo Bane, la canzone della sigla. Siamo alla scena di chiusura della nona puntata della quinta stagione ("I miei duemila metri quadri"): Elliot (Sarah Chalke) e JD escono dall'ospedale, l'inquadratura segue i loro passi finché non superano i Cool Cats, la air band di Ted (Sam Lloyd) e dell'Inserviente (Neil Flynn). La canzone parte in sottofondo e loro la "suonano", con Turk (Donald Faison) come air vocalist. L'episodio si chiude tra mimiche esilaranti, il convinto assolo di chitarra di Ted e le movenze di Turk. È subito cult.

È IMPORTANTE LA PUPU'

A causa di un aneurisma cerebrale, una paziente del Sacro Cuore vede le persone attorno a sé esprimersi cantando: questa è la semplicissima trama dietro "Il mio Musical" (6x06), l'episodio-musical della serie. Per tutta la puntata, le vicende dei personaggi vengono tradotte in chiave musicale, con canzoni dai testi che rispecchiano appieno lo stile scanzonato ma non banale dello show. Tra queste, quella più memorabile è "Everything comes down to poo" (in italiano "È importante la pupù"), che vede Turk e JD spiegare alla paziente l'importanza degli esami delle feci con tanto di balletto finale. Esilarante, e alzi la mano chi non si è mai ritrovato a canticchiare distrattamente l'orecchiabilissimo motivetto della canzone.

"ANCHE LA TUA FACCIA"

Uno dei pregi di Scrubs è certamente la capacità degli sceneggiatori di creare espressioni-tormentone in grado di entrare nel linguaggio di uso comune anche solo dopo essere state usate soltanto in un episodio. Ricordiamo tutti il celeberrimo "Ammaccabanane!" pronunciato da JD per stemperare la tensione tra il dottor Cox (John C. McGinley) e Jordan (Christa Miller), reso ancora più inaspettato e insensato dalla bizzarra traduzione italiana (nell'originale, JD diceva "Banana Hammock", ovvero perizoma maschile). Tra le espressioni e battute memorabili della serie, non possiamo non citare l'infantile "Anche la tua faccia!", coniato da JD come risposta a suo dire brillante a qualunque affermazione di Elliot. Trenta secondi di puro nonsense entrati nella pop culture.

RADIOGRAFIE E LAMPADINE

È il secondo episodio della quarta stagione e i medici del Sacro Cuore sono alle prese con un caso insolito: un uomo si è presentato al pronto soccorso con una lampadina infilata nel retto, e tocca al dottor Cox e a Turk, con l'inaspettato aiuto dell'Inserviente, capire come estrarla in tutta sicurezza per il paziente. Studiando la radiografia, Kelso (Ken Jenkins) chiede a Cox un parere sulla situazione; la sua risposta sagace ("O ha una lampadina su per lo sfintere o il suo colon ha avuto un'idea geniale") è entrata nella storia dello show. Ed è inutile girarci attorno: l'idea geniale, qui, l'hanno avuta gli sceneggiatori.

L'UOMO CHE CADE NEL BURRONE

Cinico, irriverente e iracondo, il dottor Perry Cox è uno dei personaggi più amati della serie. I suoi monologhi spazientiti sono tra i momenti più brillanti e geniali dello show. Quello dell'uomo che cade nel burrone è tra i più ricordati e citati: a una richiesta di JD, Cox si lancia in una lunga sfilza di modi per dire no, concludendo con "Il mio preferito, l'uomo che cade nel burrone": un interminabile, enfatico "no" che si fa via via più flebile. Un'espressione cult che abbiamo usato tutti almeno una volta.

JD E TURK SI RIVEDONO

L'amicizia tra Turk e JD è quella che tutti sogniamo di avere. Coinquilini, complici, alleati e quasi fratelli, il rapporto ai limiti della codipendenza tra Turk e JD viene spesso messo alla berlina dagli altri personaggi principali, come ad esempio il dottor Cox, che non manca mai di far notare la presunta ambiguità del loro rapporto. Il momento in cui JD e Turk si rivedono dopo la luna di miele di quest'ultimo è emblematico e ben rappresentativo della loro amicizia: impazienti di riabbracciarsi, i due si rincorrono per tutto l'ospedale fino a trovarsi dopo parecchi andirivieni. Puntualissimo il commento di Cox al vedere i tre: "Oh, i neo-sposini... E c'è anche Carla!".

LA DICHIARAZIONE PIU' IMPORTANTE

Al ritorno dalla luna di miele, Carla (Judy Reyes) sospira chiedendosi se Turk la amerà mai quanto ama il suo migliore amico. Quattro anni dopo, durante l'ultima stagione della serie, JD fa a Elliot una dichiarazione cult. I due sono seduti in riva al mare, e JD dice di amarla più di qualunque altra cosa al mondo. È un momento romantico che potrebbe finire col risultare stucchevole e che invece subisce subito una svolta inaspettata quando, per riuscire ad esprimere appieno tutto l'amore che prova per lei, JD prosegue confessando di amarla più di quanto ami Turk.

IL FUNERALE DI BEN

Scrubs non è soltanto sinonimo di risate: come nella vita reale, i protagonisti della serie attraversano separazioni, lutti ed eventi più o meno drammatici che gli sceneggiatori hanno sempre saputo affrontare con delicatezza, senza mai sfociare nel grottesco o nel caricaturale. Tra tutti i drammi, la morte di Ben (Brendan Fraser) è quello che più ha sconvolto gli spettatori per come ci viene presentata: noi non vediamo morire Ben, nessuno accenna direttamente alla sua morte e per tutto l'episodio (3x14 "Il mio disastro/my screwup") lo vediamo interagire con il Dottor Cox. È soltanto alla fine della puntata, quando un Perry Cox particolarmente elegante cammina al fianco del suo migliore amico verso quella che dovrebbe essere la festa di compleanno di suo figlio, che la verità ci colpisce come un pugno allo stomaco. Il "Dove crede che siamo?" che JD rivolge a Cox fa piombare lui e noi nella piena consapevolezza: Ben scompare dalla scena e noi ci rendiamo conto che è morto molto prima nell'episodio, e che per il resto del tempo abbiamo assistito alla fase di rifiuto del lutto di Cox. È con il suo stesso stordimento che lo seguiamo verso il funerale. In sottofondo, le note di Winter, di Joshua Radin, accompagnano quello che da molti è considerato il momento più toccante ed emotivamente intenso dell'intera serie. Non a caso, l'episodio riceverà poi una candidatura agli Emmy come miglior sceneggiatura per una comedy series.

LE FANTASIE FINALI DI JD

Le fantasie di JD meriterebbero una top ten a parte: sono un elemento fondamentale della serie, e non è un caso che la serie classica si chiuda proprio con un sogno ad occhi aperti. JD sta percorrendo per l'ultima volta i corridoi del Sacro Cuore: qui viene salutato da alcuni dei personaggi minori più importanti per la sua storia (e quella dello show). Superata la nostalgia per il passato, è tempo di guardare al futuro. Vede il matrimonio con Elliot, la nascita del loro primo figlio, un Natale con Turk, Carla, Cox e Jordan (e rispettiva prole) fino al tanto agognato fidanzamento tra suo figlio e la figlia di Turk e Carla. Non c'è parlato, tutto si svolge sulle note di The Book of Love, di Peter Gabriel. È un momento toccante e divertente insieme, perfettamente in linea con il tono dello show, capace di strappare lacrime in mezzo alle risate. L'ultima riflessione di JD è emblematica: "Chi può dirmi che le mie fantasie non si avvereranno? Almeno questa volta...". La serie si chiude così, con un inno ai sognatori e al JD che è in ognuno di noi.