TF 2011

Speciale 21 Jump Street al Telefilm Festival 2011

Il Telefilm Festival riscopre la serie poliziesca che ha lanciato Johnny Depp

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Tra le tante e appetitose novità che hanno già invaso le sale dell’Apollo Spazio Cinema, il Telefilm Festival dedica una congrua attenzione anche al vintage, proponendo al suo pubblico alcune serie che hanno indubbiamente contribuito a scrivere la storia della televisione. Una di queste è 21 Jump Street, dramma poliziesco nato nella seconda metà degli anni ’80 e cancellato all’inizio dei ’90, dopo 5 stagioni positive.
Entrato nell’immaginario collettivo come uno dei serial più influenti tra il pubblico adolescenziale, “21 Jump Street” ha altresì rappresentato il primo, significativo trampolino di lancio per un attore ormai leggendario come Johnny Depp, qui alle prese con il primo ruolo importante della propria carriera. Insieme a Depp, hanno preso parte alla serie - seppur in ruoli minori - molti altri attori all’epoca pressoché sconosciuti ma divenuti, in seguito, vere e proprie icone a livello internazionale. Brad Pitt, Josh Brolin, Vince Vaughn, Shannen Doherty e Jason Priestley sono solo alcuni di questi.

Proiettato in occasione dell’evento Tamarreide, “21 Jump Street” può essere per molti versi considerato il degno predecessore di molti serial sbocciati negli ultimi 20 anni, in particolar modo Beverly Hills 90210, serie culto fra i teen-ager di tutto il mondo nella quale si possono riscontrare molti dei temi già affrontati in questo telefilm, come ad esempio le relazioni interpersonali, i rapporti tra adolescenti, il sesso, la droga, l’alcool e la restante schiera di argomenti facenti parte della cornice quotidiana della gioventù, odierna e passata.
E’ quindi sbagliato definire “Beverly Hills 90210” una serie pioneristica in merito ai suddetti temi, in quanto “21 Jump Street”, come detto, presenta una struttura narrativa e un modo di approcciarsi ai personaggi molto simile, sia formalmente che ideologicamente.
Una chiara testimonianza di ciò, la possiamo trovare, guarda caso, proprio nell’episodio mostratoci al Telefilm Festival durante la seconda giornata, intitolato Best Years of Your Life (2x20), all’interno del quale viene trattata la vicenda di un adolescente che si toglie la vita.
Un palese tentativo, questo, di mettere a confronto l’attuale generazione di giovani con quella di oltre due decenni fa, potenzialmente interessante e coinvolgente ma purtroppo non condiviso dal pubblico del Telefilm Festival che ha quasi totalmente ignorato la proiezione.
Eppure gli spunti di discussione potevano essere molteplici, non soltanto per quanto riguarda il confronto tra generazioni messo in evidenza poc’anzi, ma anche per gli altri aspetti legati proprio al titolo che accompagnava la riscoperta di questo telefilm, ovvero: Tamarri si nasce o si diventa?.
Chi poteva essere considerato un tamarro negli anni ’80 e chi può esserlo considerato oggi?
Senza alcun fine moralistico e/o sociologico, ma solo con l’intento di aprire un dibattito senza alcun dubbio istruttivo e, perché no, anche vivace, il Telefilm Festival offriva l’occasione di trattare anche tematiche più ampie e brillanti come la musica e la cultura popolare, le mode e le tendenze.
I ritmi New Wave, Synth Pop ed Elettropop tipici degli ‘80s formano qui un ideale connubio con i capelli sparati, fonati e laccati di tutti i personaggi, che adottano, bene o male, lo stesso modus operandi degli adolescenti degli anni ’60 e di quelli di oggi - solo in maniera “stilisticamente” diversa - per conformarsi alla massa e sentirsi parte di un gruppo.
Per il resto, non vi è molto altro da ribadire nei riguardi della serie, se non per esortare il pubblico più telefilo ad avvicinarsi a questo evento così da rispolverare i tasselli che hanno consentito la proliferazione di nuovi serial e di un nuovo modo di fare televisione.
Appuntamento quindi a Domenica, ultimo giorno del festival, sempre alla riscoperta del poliziesco vintage con Magnum P.I. e La signora in giallo.