Agents of S.H.I.E.L.D. e 5 motivi per recuperare la serie

Mentre sugli schermi arriva la quarta stagione del serial spionistico, ecco i motivi per recuperare quelle precedenti.

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Nell'autunno del 2013, quando Agents of S.H.I.E.L.D. debuttò in America su ABC, era facile ipotizzare che la nuova fatica televisiva di Joss Whedon - creata insieme al fratello Jed e la di lui moglie Maurissa Tancharoen, tuttora showrunner del programma - fosse destinata a vita breve, visti gli ascolti non proprio entusiasmanti e le reazioni tiepide di critici e fan di fronte ad episodi che, dopo un pilot scoppiettante, non erano all'altezza del vero potenziale di uno show spionistico ambientato nel Marvel Cinematic Universe. Poi uscì in sala Captain America: The Winter Soldier, e con quel film arrivò la svolta narrativa di cui la serie aveva bisogno, regalandoci storyline appassionanti e divertenti per buona parte degli ultimi due anni. Adesso parte negli Stati Uniti la quarta stagione, occasione ideale per fare un passo indietro e passare in rassegna alcuni motivi, senza spoiler, per cui vale la pena recuperare la serie se si è neofiti o dargli una seconda chance se si è tra coloro che abbandonarono il programma durante quei primi mesi altalenanti.

Phil Coulson

Quando Clark Gregg fu scritturato per il primo Iron Man il suo personaggio era un agente governativo come tanti, e solo nel corso delle riprese fu deciso di renderlo un agente dello S.H.I.E.L.D., dando così vita ad un nuovo idolo dei fan tramite le apparizioni del "Figlio di Coul" (come lo chiama Thor) nei film successivi e in un paio di Marvel One-Shots (cortometraggi autoconclusivi realizzati per le uscite Blu-ray). Quando Coulson è morto per mano di Loki in The Avengers è nato quasi subito l'hashtag #CoulsonLives (una teoria postulava che Phil sarebbe stato resuscitato in forma robotica), usato anche per la campagna pubblicitaria di Agents of S.H.I.E.L.D.. E sebbene sia lecito dispiacersi un po' dinanzi all'annullamento di uno dei momenti più drammatici del Marvel Cinematic Universe, il ritorno di Coulson, come quello di Buffy e altri personaggi whedoniani, non è stato privo di effetti collaterali, fonte di buoni spunti narrativi per la trama orizzontale dello show. Inoltre, è sempre un piacere vedere Gregg nei panni sardonici di Phil, volto ideale di un programma il cui motto originario era "Non tutti gli eroi sono super".

Un universo che si espande

Una delle poche lamentele rimanenti a proposito del ramo televisivo della Marvel - e questo vale anche per le serie prodotte da Netflix - è l'assenza di menzioni degli eventi significativi delle serie all'interno dei film. Questo in realtà è inevitabile per una semplice questione di tempistiche, poiché nell'arco di tempo necessario per realizzare un lungometraggio, dalla prima stesura del copione all'uscita in sala, viene completata all'incirca una stagione e mezza di Agents of S.H.I.E.L.D., e gli sceneggiatori cinematografici non possono tenersi aggiornati sugli eventi di quattro serie televisive diverse. Gli showrunner della parte catodica del MCU hanno invece accesso alle sceneggiature dei film, e possono sfruttare il più ampio respiro delle serie per approfondire o espandere determinati aspetti. Nel caso specifico di Agents of S.H.I.E.L.D., questo ha portato alla creazione di una vera e propria mitologia che a partire dai film si è creata un'identità sua, esplorando l'origine dell'organizzazione terroristica HYDRA o anticipando parte dei retroscena del già annunciato film sugli Inumani.

Ospitate eccellenti

Detto ciò, se per vedere i nostri beniamini televisivi sul grande schermo sarà probabilmente necessario aspettare Avengers: Infinity War, all'interno dello show non mancano occasionali e gratificanti apparizioni da parte di alcuni personaggi del ramo cinematografico del MCU. Per l'esattezza, hanno incrociato le strade di Coulson sia Maria Hill (Cobie Smulders) che Nick Fury (Samuel L. Jackson), come già nei film, e due personaggi minori come Lady Sif (Jaimie Alexander) e Gideon Malick (Powers Boothe), quest'ultimo talmente minore che al cinema non aveva neanche un nome, hanno avuto pane per i loro denti muovendosi negli spazi più "ristretti" della TV. E poi, ovviamente, c'è lui: Stan Lee, immancabile con il sorriso di sempre e la battuta pronta. Nella seconda stagione, grazie ai flashback, fanno capolino anche Peggy Carter (Hayley Atwell) e i Howling Commandos.

Viva le donne!

Mentre bisognerà aspettare il 2019 per il primo film del Marvel Cinematic Universe avente per protagonista una donna (Captain Marvel) e non è del tutto sbagliato dire che sul grande schermo le eroine Marvel non sono sempre rappresentate al meglio, i quartieri televisivi di questo universo non deludono più di tanto su questo versante. I due esempi ovvi sono Agent Carter e Jessica Jones (ma anche l'uso di Elektra nella seconda stagione di Daredevil), ma già in Agents of S.H.I.E.L.D. si era vista all'opera una maggiore diversificazione a livello di caratterizzazione dei protagonisti, con il ruolo più squisitamente badass affidato a Ming-Na Wen nei panni di Melinda May detta "la Cavalleria" (basti pensare che, in caso la resurrezione del "figlio di Coul" lo faccia deviare dalla retta via, spetta a lei neutralizzarlo in modo permanente). Notevole anche la giovane Chloe Bennet nel ruolo di Skye, misteriosa hacker per la quale la serie funge per certi versi da origin story...

Il tocco di casa Whedon

Sebbene la sua partecipazione attiva sia sostanzialmente limitata alla prima stagione (ha scritto e diretto il pilot, creato la trama orizzontale insieme agli showrunner e riscritto alcuni dei primi episodi), lo stile di Joss Whedon è riconoscibile ovunque nella serie, dalle dinamiche tra i personaggi all'equilibrio tra spettacolo, ironia, orrore e tragedia. Per non parlare del costante rifiuto di rimanere intrappolati in un'unica categoria o storyline, come accadde ai tempi con Angel: dalla "semplice" serie spionistica con toni paranormali alla X-Files siamo passati ad un racconto epico capace di esplorare tutti gli angoli dell'universo Marvel, anche quelli più improbabili. Un fatto confermato anche da ciò che già sappiamo della quarta stagione: non solo si legherà in qualche modo agli eventi di Doctor Strange, in sala a fine ottobre/inizio novembre, ma segnerà anche il debutto nel MCU di un certo Ghost Rider...